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Immerso in una profumata foresta di cedri millenari, il Santuario Sengen si raggiunge percorrendo un lungo viale affiancato da lanterne in pietra ricoperte di muschio, ai piedi dei pendii settentrionali del Monte Fuji.
Ed è proprio al venerato Monte Fuji che è dedicato questo piccolo santuario shintoista: la divinità di questo luogo sacro è la Principessa Konohanasakuya, la dea shintoista associata al Monte Fuji.
Il santuario Sengen è uno dei tanti santuari “sengen” che si trovano in Giappone, ma è tra i più importanti e sin dalle sue origini è una tappa imprescindibile per gli alpinisti che si avventurano sulla nota montagna. La parola “sengen” si riferisce ad un’antica tradizione shintoista di venerare i vulcani e per questo oggi vulcani e montagne sacre presentano dei santuari sengen alla loro base.
Il santuario Sengen è un complesso composto da circa 26 tra strutture ed edifici, un numero che lo rende uno dei più grandi santuari shintoisti del Giappone. L’immensa porta torii rossa che segna l’ingresso al complesso di certo vi sorprenderà per la sua imponenza, ma il fulcro è la principale sala di preghiera, datata attorno al 1615, caratterizzata da un colore rosso acceso come gran parte delle strutture, tra cui c’è anche un piccolo palco usato per cerimonie e spettacoli durante i festival. Nonostante gli edifici risalgano a qualche secolo fa, in realtà si crede che questo luogo sacro sia stato la sede di un santuario per oltre mille anni.
Millenari sono anche i tre cedri che svettano tra gli edifici del santuario con una corda legata a fiocco attorno al tronco: sono definiti Goshinboku e si dice siano tre degli alberi sacri che da oltre mille anni proteggono il santuario.
Vi consiglio di soffermarvi qualche istante per immergervi nel silenzio e nelle atmosfere suggestive di questo luogo, che affascina in ogni stagione, ma ancora di più in autunno con i colori caldi del foliage e in inverno quando la neve lo avvolge dando vita ad uno scenario che appare come immobile e fiabesco.
Il Fujisan Otorii è il torii di legno più grande del Giappone: 18 metri di altezza e un rosso scuro che spicca tra i tronchi dei cedri.
Il primo fu eretto nel 1480 e da allora la struttura viene ricostruita ogni 60 anni, sempre in legno e sempre con le stesse tecniche. È il dettaglio che più di ogni altro racconta il legame del santuario con la montagna: sotto quel portale non si entra in un santuario qualsiasi, ma nel territorio del Fuji.
Durante il periodo Edo, il santuario fu un punto fondamentale per i pellegrini e gli scalatori che si avventuravano sul Monte Fuji e fu visitato da tantissime persone nel corso degli anni.
Nella zona retrostante del santuario si trova il punto di partenza del percorso di trekking che conduce alla cima del Monte Fuji, un percorso ad oggi poco battuto in quanto la maggior parte dei turisti e alpinisti cominciano il loro cammino dalla quinta stazione del monte, più o meno a metà del sentiero che porta in vetta. Sebbene oggi sia una pratica meno diffusa, ci sono ancora alcuni escursionisti che si fermano a pregare al santuario prima di avventurarsi nella scalata al monte e il complesso resta un luogo di ritrovo importante in particolare durante i festival annuali e la cerimonia di inaugurazione della stagione dei pellegrinaggi e delle scalate al Monte Fuji.
Se capitate a Fujiyoshida a fine agosto, il santuario diventa il cuore dello Yoshida no Himatsuri, il festival del fuoco che ogni anno il 26 e 27 agosto chiude ufficialmente la stagione delle scalate al Monte Fuji.
La sera del primo giorno due pesanti mikoshi escono dal santuario e attraversano la città, e al loro passaggio vengono accese oltre cento torce alte tre metri lungo due chilometri di strada: il paese intero si illumina e l’aria si riempie di fumo e scintille. È considerato uno dei festival più insoliti del Giappone.
Il santuario si trova lungo la strada che da Fujiyoshida porta al lago Yamanakako, un po' fuori dal centro abitato. Dalla stazione di Fujisan ci si arriva a piedi in 25 minuti camminando verso sud: è una passeggiata tranquilla e senza salite.
Se preferite risparmiare le gambe, gli autobus diretti a Yamanakako e Gotemba vi lasciano davanti al viale d'ingresso.
Chi alloggia sul lago Kawaguchiko può prendere lo stesso autobus e in una quindicina di minuti è al santuario, ma le corse sono poco frequenti: date un'occhiata agli orari prima di muovervi.
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Santuario Sengen
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A 1476 metriFast food con hamburger, giapponese.
A 2095 metriParco di divertimenti.
A 3500 metriCon vista mozzafiato sul Monte Fuji.
A 3829 metriPiccoli stagni.
A 6328 metriCon splendide vedute del Monte Fuji.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).