Un ristorante francese moderno nel centro di Osaka, verso Honmachi, dove un pranzo tira per tre ore e ti porta attraverso una fila lunghissima di piccoli assaggi.
La Cime è la cucina di Yusuke Takada, due stelle Michelin e da tempo nelle parti alte delle classifiche asiatiche: tecnica francese, ingredienti giapponesi e piatti pensati per sorprendere, serviti in una sala semplice ed elegante.
È il posto giusto per una giornata da ricordare, quando avete voglia di sedervi con calma e lasciar decidere allo chef.
Mi preparo ad assaggiare l'amuse-bouche simbolo del locale, un finto sasso di budin noir mimetizzato tra vere rocce vulcaniche ricoperte di carbone vegetale.
Afferro l'unico elemento commestibile della composizione. Riconoscerlo richiede attenzione tattile prima ancora che visiva, preparatevi a sporcarvi leggermente le dita.
Piatti e prezzi
Qui c’è un solo menu degustazione, uguale a pranzo e a cena, e cambia con la stagione e con quello che passa il mercato.
Si parte con bocconi piccolissimi e si va avanti per un bel po’, tra pesce, carne, pre-dessert e piccola pasticceria alla fine. Qui vi cito solo alcuni dei tantissimi piatti che arrivano:
A destra il purè di pastinaca avvolto nello yogurt, a sinistra una girella salata dalla superficie striata. Mangiate prima il vegetale per non coprirne la delicatezza.
Tengo tra le dita questa sottile sfoglia di barbabietola impreziosita da fiori di amaranto. La consistenza è croccante e si scioglie immediatamente sul palato.
Boudin Dog, il sasso edibile: il boccone-firma della casa, una pallina di sanguinaccio dipinta di nero con carbone di bambù, che sembra una pietra grigia nel piatto e invece si mangia, da mandare giù in una volta sola.
Yogurt salato con girella: una spirale che sta a metà tra il dolce e il salato, per me uno dei momenti più riusciti.
Sogliola con uova di pesce e salsa allo zafferano: pesce delicato e una salsa che profuma e colora tutto.
Cetriolo di mare con fiori di borragine: sapori di mare e un tocco vegetale, di quelli che non ti aspetti.
Il pezzo di daikon intagliato a forma di fiore riposa nel brodo chiaro. Un piatto che richiama la tecnica giapponese ma viene servito con il rigore dell'alta cucina.
La sogliola è immersa in una salsa color zafferano densa e carica di uova di pesce. Il piccolo pancake serve per raccogliere fino all'ultima goccia di condimento.
Le portate sono davvero minuscole, ma ne arrivano così tante che a fine pranzo si esce sazi, non a metà. Non fatevi ingannare dalle prime porzioni da un boccone: è un pasto lungo e pieno.
È cucina creativa vera, con accostamenti che spiazzano: se cercate il francese classico e i piattoni abbondanti, questo è un altro mondo. Il gioco del sasso a inizio pasto dà il tono, perché qui il bello sta anche nel non capire subito cosa hai davanti.
Sul prezzo mettete in conto sui 30.000–35.000 yen a persona per il menu, che si paga in anticipo quando prenotate.
È caro, non c’è giro di parole, e non è un posto da tutti i giorni. Ma per il livello della cucina, il numero di piatti e le tre ore a tavola, secondo me li vale tutti.
Ci torno quando ho qualcosa da festeggiare e ho voglia di un pranzo che diventa l’evento della giornata, perché di posti così a Osaka ce ne sono pochi.
Al centro del piatto in vetro trasparente si concentra una base di cetriolo di mare e rapa. Il liquido acetato sul fondo bilancia il sapore intenso dei frutti di mare.
Un flan con ostrica e sedano, un french toast arricchito con funghi maitake, gamberi e carne di manzo wagyu, e una preparazione con foglie di cavolo che celano una capasanta.
Il locale si trova in pieno centro, nella zona di Honmachi, il quartiere degli uffici di Osaka.
Ci si arriva in cinque minuti a piedi dalla stazione di Honmachi, sulla linea Midosuji, la stessa che porta a Namba e Umeda: se girate per il centro ci passate vicino senza accorgervene.
Da fuori non dà nell’occhio, è un palazzo normale in una via tranquilla, e senza l’indirizzo preciso rischiate di passarci davanti.
La sala principale sfrutta legni scuri e luci puntuali per isolare ogni tavolo. È un ambiente che invita a mantenere un tono di voce contenuto durante l'intera cena.
Mi fermo a salutare lo chef Yusuke Takada sotto l'insegna del locale. Indossa l'abito da lavoro e mantiene la postura austera tipica delle grandi cucine giapponesi.
Dentro è tutto molto sobrio, pochi tavoli, colori chiari, niente che distragga dai piatti.
La sala ha una ventina di posti in tutto, per cui si mangia con calma e il servizio ti segue da vicino; lo staff parla bene inglese e ti spiega ogni piatto. Prenotate con largo anticipo, di solito circa un mese prima: aprono le prenotazioni un mese in avanti e i posti sono pochi. Chiuso la domenica, e ricordatevi che il menu si salda al momento della prenotazione.
Il porta menu in cartoncino scuro si abbina al rigore minimalista della sala. L'identità visiva del ristorante si riflette anche nella grafica delle stampe interne.
Leggo la lista delle portate che alterna ingredienti francesi classici a prodotti locali come il manzo Wagyu e i funghi Maitake, un anticipo netto dei sapori in arrivo.
Menu lunghissimo di piccoli piatti fuori dagli schemi, si esce pieni davvero
Tecnica francese e ingredienti giapponesi, con accostamenti che spiazzano
Servizio attento e in inglese, sala tranquilla da una ventina di coperti
Contro:
Prezzo alto e da pagare in anticipo, non è per tutti i giorni
Va prenotato con un mese di anticipo e chiude la domenica
Ideale per: un pranzo o cena da occasione speciale, chi ama la cucina creativa e ha tempo per stare tre ore a tavola
Atmosfera: sala sobria e luminosa, pochi tavoli, tono elegante ma rilassato
La faraona si presenta in doppia veste, un taglio arrostito e uno racchiuso nella sfoglia croccante. Le due salse sul fondo uniscono le diverse cotture della carne.
Nel piatto scuro spicca una sardina grigliata coperta da prezzemolo fresco, mentre dietro attende una base di radicchio. I sapori amari bilanciano la spinta del pesce.
Conclusione
Alla Cime non si paga la quantità, si paga la testa dietro ai piatti e il tempo che ti dedicano: tre ore, decine di assaggi, un servizio che non ti fa mancare niente.
È tanti soldi, su questo non giro attorno, ma esci con l’idea di aver fatto un’esperienza e non solo un pasto. Se vi piace mangiare qualcosa di inventivo e fuori dagli schemi, e siete disposti a spendere per qualcosa che ricorderete, per me è tra gli indirizzi più forti di Osaka.
Attendo di iniziare con gli antipasti in cui spicca lo yogurt salato di latte di capra. Il contrasto cromatico tra le ceramiche bianche e il legno scuro è costante.
Spalmo il burro di soia sulla fetta di pane dalla crosta spessa. Notate le posate Cutipol, un dettaglio ricorrente nei locali che puntano sull'estetica contemporanea.
Sulla base bianca poggia uno yuba croccante farcito con crema di tofu e mela caramellata. Il morso iniziale rivela strati sovrapposti di consistenze molto diverse.
Sposto le foglie di insalata grigliata per scoprire il pesce spada sottostante. Le lamelle di tartufo nero aggiungono un tono terroso alla salsa verde molto concentrata.
Scelgo una cola artigianale di Tosa aromatizzata al bergamotto. Una valida alternativa analcolica che sgrassa il palato tra una portata e l'altra senza alterare i sapori.
Un raffinato dessert al bergamotto con meringa.
La piccola pasticceria è racchiusa in tre cilindri di legno affiancati da un infuso caldo. Prendetevi il tempo necessario per degustare ogni singolo morso finale.
Fragole in aceto di cacao e una composizione di fagiolini, anice e cioccolato formano i dessert. Accostamenti netti studiati per pulire definitivamente la bocca.
Informazioni utili
Nome: La Cime
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 18 alle 22; Sabato: dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22; Domenica: chiuso
Indirizzo: 3-chōme-2-15 Kawaramachi, Chuo Ward, Osaka, 541-0048, Japan
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).