Kita-Senju

Kita-Senju è uno di quei posti dove si mangia e si beve bene spendendo poco, senza turisti intorno, e questo da solo basta a giustificare il viaggio a nord.
Siamo nel quartiere di Adachi, dove Tokyo si distende tra il fiume Arakawa e il Sumida, lontano dalle vetrine di Ginza.
È una stazione enorme, di quelle dove migliaia di pendolari cambiano treno, eppure appena esci ti ritrovi in stradine strette, mercatini coperti e vicoli pieni di izakaya. Ci vengo quando ho voglia di una serata normale, con i tavolini fuori e la birra che costa poco. Vi racconto come muovervi e cosa aspettarvi.

Ristoranti

Marco Togni guarda con curiosità due piatti rossi contenenti pancake di Natale a Chaka decorati con fragole e crema.
Vetrina di una panetteria Paul in Giappone con waffle al cocco e croissant cosparsi di zucchero a velo.

Negozi

Ingresso e logo di un negozio Tokyu Hands.
Veduta interna del negozio Muji a Tokyo con scaffalature in metallo, articoli per la casa e soffitto industriale.

Quartieri vicini

La zona del tempio Senso-ji di Asakusa.
Il bivio nel centro del mercato di Ameyoko a Ueno.
Iconiche scale nella zona di Yanaka Ginza.

Oshiage

Snodo ferroviario, torre e postazioni fotografiche.

Le cinque linee

La stazione mette insieme cinque linee, e da sole spiegano perché tanta gente ci abita pur stando lontano dal centro. Da qui Otemachi, Ueno, Akihabara e Ginza si raggiungono senza cambiare treno, e in pochi minuti siete anche sotto lo Skytree.

Fuori dai tornelli la scelta è tra due mondi. L’uscita ovest è quella dei negozi e dei vicoli, con il grande magazzino Lumine attaccato alla stazione e le vie dello shopping che partono subito.
L’uscita est invece dà sul campus della Tokyo Denki University: piazzale largo, luci ovunque, tanti studenti e un’aria più calma anche di sera. Se venite per girare e mangiare, io vi direi di prendere l’ovest senza pensarci troppo. Le vie dei negozi che partono da quel lato sono quattro, in fila una dietro l’altra, e ricalcano il tracciato della vecchia strada per Nikko: si cammina per un chilometro abbondante senza mai uscire dai portici e dalle insegne, e un tratto è pure coperto, comodo quando piove. Dentro ci trovate ancora botteghe di senbei, macellai e negozi di scarpe da fondo di magazzino, mescolati a caffè e panetterie nuove.

La via per Nikko

Dal lato ovest la strada principale ricalca quella che un tempo portava a Nikko, il vecchio Nikko Kaido.
Qui c’era Senju-juku, la prima stazione di posta per chi partiva da Nihonbashi diretto verso nord: poco più di otto chilometri di cammino, giusto la distanza per la prima sosta. Nel tardo periodo Edo era una delle città di posta più grandi vicino alla capitale, con qualcosa come diecimila abitanti tra locande, pescivendoli, fabbri e artigiani.
Oggi di quelle locande resta poco, ma la via ha conservato l’andamento stretto di allora e qualche casa di legno sopravvissuta. Da queste parti, dal ponte di Senju sul Sumida, Matsuo Basho partì per il viaggio dell’Oku no Hosomichi, e c’è ancora una piazzetta con la sua statua e la poesia che scrisse prima di incamminarsi. È il genere di dettaglio che cambia il modo in cui guardi una banale strada di negozi.

Il mercato del pesce

Sulla stessa vecchia strada, poco prima del ponte di Senju, c’è il mercato del pesce di Adachi, l’unico mercato ittico all’ingrosso rimasto a Tokyo oltre a Toyosu. Qui la gente lo chiama ancora il porto di pesce di Senju, ed è l’erede diretto di quei pescivendoli che rifornivano la città di posta.
Si entra e si gira liberamente tra i banconi, che a metà mattina sono già in fase di pulizia, e nel padiglione dei ristoranti ci sono sushiya e tavole calde aperte a chiunque: si mangia la roba del mercato con i prezzi del quartiere. In alcuni sabati dell’anno il mercato si apre anche alla vendita al pubblico, ed è la giornata in cui il posto si riempie di famiglie della zona.

Sera tra le griglie

Di sera i vicoli dietro la stazione cambiano faccia. Si riempiono di lanterne e di gente appena uscita dal lavoro, insieme agli studenti dell’università lì accanto, e i tavolini finiscono sul selciato.
Si mangia e si beve per poco: yakitori, piatti di izakaya, boccali di birra a prezzi da quartiere popolare e non da centro città. Non aspettatevi niente di lucidato per i turisti, perché non è quello che troverete: qui c’è la Tokyo di tutti i giorni, un po’ rumorosa e senza fronzoli.
A fine maggio si tiene il grande festival dei fuochi lungo l’Arakawa, il primo grande spettacolo della stagione a Tokyo e uno dei più seguiti, e quella sera le strade si riempiono di famiglie in yukata. Se dovessi dirvi quando venire, sceglierei una sera feriale qualunque: mi siedo dove trovo posto e mi lascio guidare dall’odore delle griglie. Una cosa da sapere è che qui il re è il maiale: più del pollo, sui banconi gira lo yakiton, gli spiedini di maiale, e ogni locale ha la sua salsa e il suo modo di servirli. Il pezzo più fotogenico è il vicolo delle izakaya sul lato della Chiyoda, quattro passi di baracchini con le lanterne e i muri di lamiera, rimasto uguale a cinquant’anni fa.

Il sento con il giardino

Se vi avanza tempo prima di sedervi a mangiare, a Kita-Senju c’è uno dei bagni pubblici più belli di Tokyo: Takarayu, un po’ fuori dal giro dei vicoli, verso l’Arakawa. L’edificio con il tetto a padiglione è quello degli anni Trenta e l’acqua è di pozzo, scaldata a legna.
Il motivo per cui ci vanno anche da fuori quartiere è la veranda di legno che guarda su un giardino giapponese con le carpe nella vasca e gli aceri: ci si siede lì dopo il bagno, con la vasca alle spalle e il silenzio davanti. C’è anche un bagno alle erbe che cambia ogni giorno.

Come arrivare

Da Ueno ci arrivate in una decina di minuti con la JR Joban o con la metro Hibiya, che sale fin qui anche da Ginza e Akihabara. Fuori dai tornelli prendete l'uscita ovest: i vicoli e le vie dei negozi cominciano a due passi dalla stazione, mentre l'uscita est dà sul campus universitario e sul lato più tranquillo.

Per il tratto del vecchio Nikko Kaido e la piazzetta con la statua di Basho si cammina verso sud lungo la vecchia strada, una ventina di minuti fino al ponte di Senju; se volete andarci diretti, scendete alla stazione di Senju-Ohashi sulla linea Keisei e siete lì in tre minuti a piedi.

Informazioni utili

Nome: Kita-Senju
Durata visita: Due o tre ore per i vicoli e la cena, mezza giornata se ci aggiungete la passeggiata lungo il vecchio Nikko Kaido fino al ponte di Senju
Consigli utili: Contanti in tasca: nei vicoli dell'uscita ovest molte izakaya non prendono la carta e i menu sono solo in giapponese. Sedetevi verso le 18, quando i tavolini fuori sono ancora liberi, e ordinate indicando quello che c'è sulla griglia.
Trasporti:
  • Stazione di Kita-Senju (JR Joban, Tokyo Metro Hibiya e Chiyoda, Tobu Skytree Line, Tsukuba Express): uscita ovest per i vicoli e i negozi
  • Stazione di Senju-Ohashi (Keisei): la più comoda per il ponte sul Sumida e il mercato del pesce

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Kita-Senju

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).