Kita-Senju
Kita-Senju è uno di quei posti dove si mangia e si beve bene spendendo poco, senza turisti intorno, e questo da solo basta a giustificare il viaggio a nord.
Siamo nel quartiere di Adachi, dove Tokyo si distende tra il fiume Arakawa e il Sumida, lontano dalle vetrine di Ginza.
È una stazione enorme, di quelle dove migliaia di pendolari cambiano treno, eppure appena esci ti ritrovi in stradine strette, mercatini coperti e vicoli pieni di izakaya. Ci vengo quando ho voglia di una serata normale, con i tavolini fuori e la birra che costa poco. Vi racconto come muovervi e cosa aspettarvi.
Ristoranti
Negozi
Quartieri vicini
Oshiage
Sendagi
Le cinque linee
La stazione mette insieme cinque linee, e da sole spiegano perché tanta gente ci abita pur stando lontano dal centro. Con un cambio solo arrivate quasi ovunque:
- la Chiyoda: vi porta dritti verso Otemachi e la zona degli uffici, comodissima al mattino.
- la Hibiya: scende su Ueno, Akihabara e Ginza senza cambiare treno.
- la JR Joban: vi lascia a Ueno in pochi minuti.
- la Tobu Skytree Line: è quella buona per lo Skytree e per uscire verso nord.
- il Tsukuba Express: taglia veloce fino ad Akihabara.
Fuori dai tornelli la scelta è tra due mondi. L’uscita ovest è quella dei negozi e dei vicoli, con il grande magazzino Lumine attaccato alla stazione e le vie dello shopping che partono subito.
L’uscita est invece dà sul campus della Tokyo Denki University: piazzale largo, luci ovunque, tanti studenti e un’aria più calma anche di sera. Se venite per girare e mangiare, io vi direi di prendere l’ovest senza pensarci troppo.
La via per Nikko
Dal lato ovest la strada principale ricalca quella che un tempo portava a Nikko, il vecchio Nikko Kaido.
Qui c’era Senju-juku, la prima stazione di posta per chi partiva da Nihonbashi diretto verso nord: poco più di otto chilometri di cammino, giusto la distanza per la prima sosta. Nel tardo periodo Edo era una delle città di posta più grandi vicino alla capitale, con qualcosa come diecimila abitanti tra locande, pescivendoli, fabbri e artigiani.
Oggi di quelle locande resta poco, ma la via ha conservato l’andamento stretto di allora e qualche casa di legno sopravvissuta. Da queste parti, dal ponte di Senju sul Sumida, Matsuo Basho partì per il viaggio dell’Oku no Hosomichi, e c’è ancora una piazzetta con la sua statua e la poesia che scrisse prima di incamminarsi. È il genere di dettaglio che cambia il modo in cui guardi una banale strada di negozi.
Sera tra le griglie
Di sera i vicoli dietro la stazione cambiano faccia. Si riempiono di lanterne e di gente appena uscita dal lavoro, insieme agli studenti dell’università lì accanto, e i tavolini finiscono sul selciato.
Si mangia e si beve per poco: yakitori, piatti di izakaya, boccali di birra a prezzi da quartiere popolare e non da centro città. Non aspettatevi niente di lucidato per i turisti, perché non è quello che troverete: qui c’è la Tokyo di tutti i giorni, un po’ rumorosa e senza fronzoli.
In estate poi si tiene il grande festival dei fuochi lungo l’Arakawa, uno dei più seguiti della città, e quella sera le strade si riempiono di famiglie in yukata. Se dovessi dirvi quando venire, sceglierei una sera feriale qualunque: mi siedo dove trovo posto e mi lascio guidare dall’odore delle griglie.
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Kita-Senju
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




