
Oshiage
Oshiage non è mai stata sulla lista dei quartieri “da vedere”, eppure si è ritrovata in giardino la torre più alta del Giappone e la porta con una leggerezza che mi piace. Siamo nel quartiere di Sumida, dalla parte est di Tokyo, dove le case basse e i canali raccontano ancora la città popolare di una volta.
La stazione ti lascia praticamente sotto la Tokyo Skytree, dentro un centro commerciale enorme, e bastano pochi minuti a piedi per ritrovare le stradine tranquille di sempre. Io ci mando spesso chi vuole vedere la torre con calma, senza la corsa del turista con la lista in mano: qui puoi fotografare, mangiare e poi scendere verso il fiume. Ecco come muoversi e cosa cambia a seconda dell’ora.
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Le quattro linee
A Oshiage si incrociano quattro linee, ed è questo a renderla più pratica di quanto sembri. Ci passano la Hanzomon della Tokyo Metro, la Toei Asakusa, la Keisei e la linea Tobu diretta alla Skytree, e diverse corse proseguono senza cambio verso mezza città.
Quello che apprezzo di più è che dai tornelli alla base della torre non metti mai il naso fuori. Le uscite B3 e A2 finiscono dentro Tokyo Solamachi con un paio di scale mobili, e in quattro o cinque minuti sei ai piedi della Skytree anche sotto la pioggia: basta seguire le indicazioni per Skytree Town.
Un motivo in più per tenerla a mente è la Keisei, che porta dritta all’aeroporto di Narita. Se atterri lì o riparti da lì, dormire da queste parti ti fa arrivare in torre con la valigia e poi filare in aeroporto senza cambi complicati.
La Skytree riflessa
La Skytree la vedi da mille angoli, ma da vicino cambia faccia a seconda di dove ti piazzi. Il posto che consiglio sempre è il ponte Jukkenbashi, sette-otto minuti a piedi lungo il canale Kitajukken: quando l’acqua è ferma e non tira vento, la torre si specchia dritta e te la porti a casa due volte, una in cielo e una sull’acqua.
Se lo trovi pieno di gente, e nelle sere di illuminazione speciale capita, sposta di poco il tiro:
- Il ponte Nishi-jukkenbashi: regala lo stesso riflesso con molta meno folla, ed è a pochi minuti dalla stazione.
- Sul Keiseibashi: sei quasi sotto la torre, a poche centinaia di metri, e per prenderla tutta ti serve un grandangolo.
- La mattina presto: con la luce che arriva da dietro le spalle, il riflesso viene più pulito; al tramonto invece punta ai minuti di cielo blu subito dopo che si accendono le luci.
Sono canali, quindi d’estate le zanzare non scherzano. Repellente in tasca e te ne dimentichi.
A piedi fino ad Asakusa
Oshiage non ti costringe a restare ai piedi della torre. Dall’altra parte del fiume Sumida c’è Asakusa, e ci arrivi a piedi in una decina di minuti passando dalla Sumida River Walk, la passerella pedonale affiancata al ponte ferroviario del Tobu.
Lungo il canale, tra le due zone, è nato Tokyo Mizumachi: una fila di caffè, botteghe e un ostello affacciati sull’acqua, buoni per una pausa lontano dalla ressa di Solamachi. Io di solito abbino le due cose nella stessa giornata, torre e acquario al mattino, poi giù verso il fiume e dentro Asakusa per il pomeriggio.
Quanto fermarsi dipende da te. Per le foto e due passi basta un paio d’ore; se sali sui ponti panoramici e giri il centro commerciale ci passi mezza giornata piena. E se ti avanza tempo, sono a un pugno di minuti di treno, molto più vissuti dai residenti e senza quasi nessun turista intorno.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).







