Kameido

A Kameido si respira la Tokyo bassa a est del fiume, ed è uno dei posti che mi vengono in mente quando ho voglia di camminare senza folla. Il richiamo grande è il santuario di Kameido Tenjin, con i suoi ponti a schiena d’asino e i glicini di primavera, ma intorno c’è un intero quartiere popolare che vive di suo, con lo Skytree che spunta dietro i tetti.
Il nome tira in ballo una tartaruga, e più giri più la ritrovi: sui dettagli dei templi, sulle insegne, un po’ dappertutto. Non è una tappa da mezza giornata, è una zona da prendere con calma. Vi racconto come arrivarci, quando ha davvero senso venirci e con cosa abbinarla.

Ristoranti

Marco Togni mangia un maritozzo con panna e fragole da Eataly, a Tokyo.

Negozi

Il logo all'ingresso del negozio Loft, a Shibuya.
Uno dei negozi Uniqlo.

Quartieri vicini

La zona del tempio Senso-ji di Asakusa.
Il bivio nel centro del mercato di Ameyoko a Ueno.
La scultura monumentale a forma di anello dorato si trova nella piazza antistante la stazione di Kinshicho a Tokyo.

Oshiage

Snodo ferroviario, torre e postazioni fotografiche.

Il treno per Kameido

Ci si arriva senza pensarci troppo, perché la stazione è sulla linea Sobu, quella dei treni gialli che tagliano Tokyo da est a ovest. Da Akihabara o da Shinjuku è un cambio solo, spesso nemmeno quello, e in una manciata di fermate siete lì.

Alla stazione si appoggia anche un pezzo di storia ferroviaria che quasi nessuno nota: la linea Tobu Kameido è una diramazione molto corta che collega Kameido a Hikifune. Sono due fermate in croce, un trenino locale che i turisti non prendono mai, ma se vi piace curiosare vale la salita al binario.
Per il santuario prendete l’uscita nord, quella verso il fiume Yokojukken. Da lì sono dieci minuti scarsi a piedi lungo una strada dritta, con qualche bottega e vecchia casa bassa. Il lato sud della stazione è più commerciale, con un centro dedicato agli acquisti a ridosso dell’uscita, comodo se volete mangiare qualcosa prima di partire a piedi.

Glicini e pruni

Kameido Tenjin cambia faccia con le stagioni, e io vi direi di far coincidere la visita con una delle sue fioriture. Il santuario è dedicato a Sugawara no Michizane, patrono degli studiosi, venerato dagli studenti prima degli esami d’ammissione, quindi troverete sempre ragazzi che appendono tavolette con i loro desideri.
Ecco i momenti che secondo me ripagano di più il viaggio fin qui:

  • Fine inverno per i pruni in fiore: gli stessi che ispirarono una delle stampe più famose di Hiroshige.
  • Primavera per i glicini: il vero motivo per cui il posto è conosciuto in tutta la città.
  • Il resto dell’anno: per i due ponti rossi curvi e il laghetto delle tartarughe, tranquilli e quasi vuoti.

Sui glicini non esagera nessuno: Kameido Tenjin è considerato il posto migliore di Tokyo per vederli in fiore, e sotto le pergole c’è un piccolo stagno che riflette i grappoli viola sull’acqua. Una curiosità che a me piace raccontare: la stampa del giardino dei pruni di Kameido è tra le più note di Hiroshige fuori dal Giappone perché Van Gogh la copiò in un dipinto a olio. Camminate dove guardava un pittore di quasi due secoli fa, e non costa niente entrare.

Verso lo Skytree

Da solo Kameido riempie un paio d’ore, non di più, e per questo lo abbino sempre a qualcos’altro. La scelta più naturale è lo Skytree: Kinshicho è a una fermata di treno, circa due minuti, e da lì alla torre è una passeggiata breve. Potete anche farla tutta a piedi, tenendo la sagoma dello Skytree come bussola sopra i tetti.
Prima di spostarvi, però, fatevi un giro nel quartiere vero. Poco distante dal Tenjin c’è un secondo santuario, Katori, molto più antico, legato alle vittorie e allo sport, con un festival a maggio. Qui intorno nacque anche una varietà di ravanello che porta il nome della zona: il daikon di Kameido, un marchio di ravanello diventato famoso in epoca Meiji, che ancora oggi ritrovate come motivo nei dintorni del tempio.
Non aspettatevi grattacieli o vetrine luccicanti: Kameido è un quartiere della Tokyo bassa in pieno risveglio, come tante zone a est che stanno rinascendo in sordina. Ci si viene per camminare piano, non per lo shopping. Io, se avessi una mezza giornata libera dalle parti dello Skytree, la spenderei proprio così: prima i ponti rossi e i glicini di Kameido, poi la torre. Voi da che parte partireste?

Informazioni utili

Nome: Kameido

Mappa

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).