Kameido

A Kameido si respira la Tokyo bassa a est del fiume, ed è uno dei posti che mi vengono in mente quando ho voglia di camminare senza folla. Il richiamo grande è il santuario di Kameido Tenjin, con i suoi ponti a schiena d’asino e i glicini di primavera, ma intorno c’è un intero quartiere popolare che vive di suo, con lo Skytree che spunta dietro i tetti.
Il nome tira in ballo una tartaruga, e più giri più la ritrovi: sui dettagli dei templi, sulle insegne, un po’ dappertutto. Non è una tappa da mezza giornata, è una zona da prendere con calma. Vi racconto come arrivarci, quando ha davvero senso venirci e con cosa abbinarla.

Ristoranti

Marco Togni mangia un maritozzo con panna e fragole da Eataly, a Tokyo.

Negozi

Il logo all'ingresso del negozio Loft, a Shibuya.
Uno dei negozi Uniqlo.

Quartieri vicini

La zona del tempio Senso-ji di Asakusa.
Il bivio nel centro del mercato di Ameyoko a Ueno.
La scultura monumentale a forma di anello dorato si trova nella piazza antistante la stazione di Kinshicho a Tokyo.

Oshiage

Snodo ferroviario, torre e postazioni fotografiche.

Il treno per Kameido

Alla stazione di Kameido si appoggia un pezzo di storia ferroviaria che quasi nessuno nota: la linea Tobu Kameido è una diramazione molto corta che collega Kameido a Hikifune. Sono due fermate in croce, un trenino locale che i turisti non prendono mai, ma se vi piace curiosare vale la salita al binario.
Verso il santuario si cammina lungo una strada dritta, con qualche bottega e vecchia casa bassa. Intorno alla stazione, invece, il quartiere è più commerciale, con un centro per gli acquisti comodo se volete mangiare qualcosa prima di partire a piedi.

Glicini e pruni

Kameido Tenjin cambia faccia con le stagioni, e io vi direi di far coincidere la visita con una delle sue fioriture. Il santuario è dedicato a Sugawara no Michizane, patrono degli studiosi, venerato dagli studenti prima degli esami d’ammissione, quindi troverete sempre ragazzi che appendono tavolette con i loro desideri.
Ecco i momenti che secondo me ripagano di più il viaggio fin qui:

  • Fine inverno per i pruni in fiore: oltre 250 alberi nel recinto e la festa dei pruni tra febbraio e inizio marzo.
  • Primavera per i glicini: il vero motivo per cui il posto è conosciuto in tutta la città.
  • Il resto dell’anno: per i due ponti rossi curvi e il laghetto delle tartarughe, tranquilli e quasi vuoti.

Sui glicini non esagera nessuno: Kameido Tenjin è considerato il posto migliore di Tokyo per vederli in fiore, e sotto le pergole c’è un piccolo stagno che riflette i grappoli viola sull’acqua. Una curiosità che a me piace raccontare: la stampa del giardino dei pruni di Kameido è tra le più note di Hiroshige fuori dal Giappone perché Van Gogh la copiò in un dipinto a olio. Camminate dove guardava un pittore di quasi due secoli fa, e non costa niente entrare. Il punto è che quel giardino non esiste più: il Kameido Umeyashiki era un parco privato di pruni poco lontano dal santuario, famoso per un albero storto che sembrava un drago sdraiato, e l’alluvione del 1910 se lo portò via. Oggi al suo posto resta una pietra di ricordo in mezzo alle case.
I pruni che vedete a Kameido Tenjin sono altri, piantati nel recinto del santuario, ma la stessa aria di festa di fine inverno è rimasta da queste parti.

I ponti e le tartarughe

I ponti rossi non sono lì solo per far bella figura nelle foto. Il recinto ricalca il Dazaifu Tenmangu del Kyushu e per arrivare davanti al santuario si attraversano tre ponti in fila sopra il laghetto: il primo, alto e curvo, rappresenta il passato, quello piatto in mezzo il presente, il secondo arco il futuro. Attraversarli nell’ordine giusto è, nell’idea originale, un modo per arrivare davanti al santuario più leggeri.
Il primo è anche più ripido di quanto sembri dalle immagini, e dalla cima si prende la vista migliore su pergole, acqua e torre tutte insieme. Sotto, sui sassi che spuntano dall’acqua, trovate le tartarughe al sole: nel quartiere che porta il loro nome non è proprio un caso.

Verso lo Skytree

Da solo Kameido riempie un paio d’ore, non di più, e per questo lo abbino sempre a qualcos’altro. La scelta più naturale è lo Skytree: Kinshicho è a una fermata di treno, circa due minuti, e da lì alla torre è una passeggiata breve. Potete anche farla tutta a piedi, tenendo la sagoma dello Skytree come bussola sopra i tetti.
Prima di spostarvi, però, fatevi un giro nel quartiere vero. Poco distante dal Tenjin c’è un secondo santuario, Katori, molto più antico, legato alle vittorie e allo sport, con un festival a maggio. Qui intorno nacque anche una varietà di ravanello che porta il nome della zona: il daikon di Kameido, un marchio di ravanello diventato famoso in epoca Meiji, che ancora oggi ritrovate come motivo nei dintorni del tempio. Al Katori si va soprattutto per il portafortuna della vittoria, quello con il sassolino bianco dentro che comprano atleti e squadre da mezzo Giappone, e il 5 maggio la festa si porta dietro una parata in armatura per le strade del quartiere.
Il ravanello ha invece il suo momento a marzo, quando le scuole della zona portano il raccolto al santuario e lo si distribuisce ai fedeli: nel recinto c’è persino una stele dedicata.
Non aspettatevi grattacieli o vetrine luccicanti: Kameido è un quartiere della Tokyo bassa in pieno risveglio, come tante zone a est che stanno rinascendo in sordina. Ci si viene per camminare piano, non per lo shopping. Io, se avessi una mezza giornata libera dalle parti dello Skytree, la spenderei proprio così: prima i ponti rossi e i glicini di Kameido, poi la torre. Voi da che parte partireste?

Come arrivare

Il modo più comodo è la linea Sobu, i treni gialli che tagliano Tokyo da est a ovest: da Akihabara o da Shinjuku è un cambio al massimo. Scesi a Kameido prendete l'uscita nord e camminate circa un quarto d'ora lungo la strada dritta fino a Kameido Tenjin.
Se arrivate dallo Skytree potete scendere a Kinshicho, sempre uscita nord: i tempi a piedi sono più o meno gli stessi.

A chi piacciono le curiosità ferroviarie, da Hikifune c'è il trenino della linea Tobu Kameido, che finisce la corsa proprio alla stazione di Kameido.

Informazioni utili

Nome: Kameido
Durata visita: Un paio d'ore per il santuario e due passi nel quartiere, mezza giornata abbinando lo Skytree
Consigli utili: Se puntate ai glicini, tornate dopo il tramonto: nelle sere della festa di fine aprile le pergole restano illuminate fino alle 21 e i grappoli riflessi nell'acqua scura sono un'altra cosa rispetto al pomeriggio.
Trasporti:
  • Stazione Kameido (JR Sobu, Tobu Kameido): uscita nord
  • Stazione Kinshicho (JR Sobu, Tokyo Metro Hanzomon): uscita nord, comoda arrivando dallo Skytree

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Kameido

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).