A 424 metriIkinari SteakA 424 metri
Bistecche buone e non costose.

Un caffè ad Asakusa dove il richiamo non è tanto quello che c’è nella tazza quanto quello che ci trovate sopra: ritratti, personaggi degli anime e animali disegnati nella schiuma del latte, anche in 3D, fatti al momento davanti a voi.
Hatcoffee lo manda avanti Kohei Matsuno, un barista che ha vinto gare di latte art e gira il mondo con le sue tazze. Gli fate vedere una foto dal telefono, il vostro cane o la faccia di un amico, e ve la ritrovate nel latte macchiato.
È il posto giusto se cercate un ricordo diverso dal solito magnete, da incastrare tra una passeggiata e il tempio.
Il menu ruota tutto attorno alle bevande, ma la cosa per cui la gente ci va è una sola: la tazza disegnata su richiesta. Gli mostrate un’immagine e ve la rifà nella schiuma, in piatto oppure in rilievo, mentre lo guardate lavorare al bancone.
Un dettaglio che conviene sapere prima: la richiesta su misura costa uguale che sia un disegnino facile o un ritratto pieno di particolari, e vale sia per il 2D sia per il 3D. Quindi tanto vale chiedere qualcosa di complicato.
La cosa da mettere in conto è che il caffè non arriva bollente: per fare quella schiuma densa il latte va montato e lasciato riposare, per cui la tazza è più tiepida del normale. Se cercate un espresso forte e caldo che scotta, non è il vostro posto.
Altra avvertenza onesta: il 3D funziona bene con forme tonde e chiare, mentre un animale molto scuro o con il muso lungo viene difficile in rilievo, e lì conviene ripiegare sul 2D. Il latte vegetale non regge il disegno, quindi si lavora solo con quello vaccino.
Sui prezzi: un latte macchiato disegnato su richiesta sta intorno ai 1.200 yen, e mettendoci un dolce si arriva sui 1.500-2.000 yen a testa. Per un caffè è più della media, un latte normale in città lo pagate parecchio meno.
Ma qui non pagate il caffè, pagate il disegno fatto a mano da uno bravo davvero e la scenetta che vi riportate a casa in video. Vista così, per me è tra le poche volte in cui spendere di più per una tazza ha un senso.
Quando accompagno qualcuno ad Asakusa la prima volta è uno dei posti che tiro fuori, perché con poco più di mille yen quella persona esce con la faccia del suo cane nel latte e un filmato che vale più di qualsiasi souvenir del mercato.
Il segreto sta tutto nel latte. Per una tazza normale la schiuma cresce di una volta e mezza, qui invece viene raddoppiata e poi lasciata riposare, finché la parte densa si stacca dal liquido e resta a galla come una crema da modellare.
Da lì si lavora di cucchiaino e stuzzicadenti: tira su le orecchie, arrotonda il muso, sistema le zampe. I contorni li chiude con lo sciroppo di cioccolato, le sfumature colorate arrivano dopo, poche gocce alla volta.
È anche il motivo per cui una tazza si fa attendere: più il soggetto è pieno di dettagli, più lui resta lì a rifinirlo davanti a voi.
Il locale sta tra Asakusa e Kuramae, in una traversa tranquilla lontana dalla ressa del mercato e del tempio.
Un avviso: sotto lo stesso nome in zona trovate anche un banco più piccolo pensato per il caffè da portare via, ma per farvi fare il disegno con calma e sedervi è questo il posto da cercare.
Da mettere in conto la fila. Il locale è quasi sempre pieno, soprattutto nei weekend e già prima dell’apertura, con parecchi turisti stranieri in coda sul marciapiede. Si prende un numeretto, si aspetta fuori un quarto d’ora abbondante, e nei giorni pieni chi arriva tardi rischia attese ben più lunghe.
Il mio consiglio è prenotare online, si fa in fretta e vi togliete il pensiero: i tavoli su prenotazione arrivano fino a quattro persone, per gruppi più grandi bisogna scrivere direttamente al locale.
Altra cosa pratica: si paga solo elettronico, contanti non ne prendono, tenetelo a mente. Una volta dentro si sceglie al bancone, si mostra la foto e vi chiamano quando la tazza è pronta.
Matsuno il mestiere non l’ha imparato a scuola. Ha cominciato in un ristorante italiano a Osaka, dove gli avevano affidato il caffè, e la latte art se l’è insegnata da solo, tazza dopo tazza, pubblicando le foto online finché non ha iniziato a cercarlo qualcuno.
Da lì è arrivato il resto: le ospitate in tv, i marchi che lo vogliono per le campagne, un libro sulla latte art scritto in inglese e le trasferte all’estero a fare dimostrazioni davanti a chi questo lavoro lo fa di mestiere.
Il bello è che, nonostante tutto questo, lo trovate lì, dietro il suo bancone, a disegnare il vostro cane come se fosse la prima tazza della giornata.
Lo spazio è raccolto: pochi posti a sedere, il bancone si prende buona parte della stanza e tra un tavolo e l’altro ci si sfiora passando. Non è il café dove ti perdi in un divano per due ore, ma per il tempo di ordinare, fotografare e bere ci si sta bene.
La scena è sempre la stessa e fa simpatia: ragazze in kimono appena arrivate dalla passeggiata ad Asakusa, qualcuno che porta il cane vero come modello per il ritratto, telefoni alzati e scatti in continuazione.
Il bello è vedere Matsuno all’opera, con quel gesto finale in cui mette la lucina nell’occhio del disegno e la tazza sembra prendere vita. Quel momento lì, secondo me, vale la fila fuori più di qualsiasi altra cosa. Anche il nome nasce da quel momento lì: hat è il cappello che ritrovate nel lampadario e nell’insegna, ma suona pure come hatto, il sussulto di sorpresa che fa chi si vede arrivare una tazza così.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi passa da Asakusa e vuole portarsi a casa qualcosa di più di una foto al tempio, coppie, appassionati di anime, chi ha un cane o un gatto da immortalare.
Atmosfera: stanza piccola e vivace, gente col telefono in mano, qualche cagnolino, voci allegre e clic di fotocamere.
Qui si paga l’artista e il ricordo, non la caffeina: se giudicate una tazza dal gusto del caffè restate delusi, perché il punto sono la mano di chi disegna e la faccia che fate quando ve la porta. Con poco più di mille yen vi mettono in tazza il vostro cane o il personaggio che amate, davanti a voi, e ve lo tenete in un video per sempre. Per questo, e solo per questo, i soldi sono spesi bene: è un’esperienza da vivere ad Asakusa, non il caffè di tutti i giorni.
Il locale sta in una traversa tranquilla tra Tawaramachi e Kuramae, appena fuori dal giro del Sensoji. Dalla stazione di Tawaramachi, sulla linea Ginza, sono cinque minuti a piedi: è l'appoggio più comodo se arrivate da Ueno o da Ginza.
Se invece siete sulla Oedo o sulla Asakusa scendete a Kuramae, che resta a una manciata di minuti dall'altro lato.
Chi arriva dal tempio può tranquillamente farsela a piedi: dal Kaminarimon si scende verso Kuramae e in una passeggiata breve ci si trova davanti, senza prendere nulla.
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Hatcoffee
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).