Yotsuya

Yotsuya è una di quelle zone di Tokyo dove si respira ancora la città vera, a due passi dal centro ma senza la sua confusione. Sta proprio in mezzo, tra Shinjuku e la stazione di Tokyo, ed è comodissima da raggiungere.
Qui non trovate grattacieli da fotografare né incroci pieni di folla: ci sono un’università storica, un vecchio fossato dell’epoca di Edo con i ciliegi lungo i binari e un paio di angoli che gli appassionati di anime riconoscono al volo. Vi racconto come muovervi appena scesi, quando venirci e cosa mettere insieme camminando lì intorno.

Cosa vedere

Ristoranti

Un nigiri di chutoro servito su un piatto di ceramica verde presso il ristorante Ginza Kyubey di Tokyo.
Dolci a buffet da The Sky - View & Dining.
Vetrina di una panetteria Paul in Giappone con waffle al cocco e croissant cosparsi di zucchero a velo.

Negozi

L'ingresso di un negozio della catena seijo Ishii.

Quartieri vicini

La zona di Shinjuku Eset, ricca di luci a neon.
L'incrocio di Roppongi, di sera.
Tre professionisti in abito attendono presso un incrocio cittadino durante l'attesa pedonale giappone in Giappone.

Iidabashi

Snodo ferroviario, fossato e ciliegi.

Ichigaya

Stazione, fossato e luoghi storici.

L’università e i vicoli dei locali

Il pezzo più vivo del quartiere sta intorno all’università Sophia, la Jochi Daigaku fondata dai gesuiti nel 1913: un campus compatto appiccicato alla stazione, con studenti che entrano ed escono a ogni ora e una chiesa cattolica enorme, quella di Sant’Ignazio, che in mezzo a Tokyo fa uno strano effetto.
Dietro Shinjuku-dori si infila poi la shinmichi-dori, una stradina stretta di izakaya, ramen e localini che la sera si riempiono di impiegati e ragazzi dell’università. È lì che secondo me si mangia meglio a Yotsuya: insegne in giapponese, porte scorrevoli, nessuna concessione ai turisti.

Il Palazzo di Akasaka

Poco a sud della stazione si apre il Palazzo di Akasaka, la residenza di stato in stile neobarocco che ricorda un po’ Buckingham Palace. In un quartiere così normale non ve lo aspettate, ed è proprio questo il bello: si passa da una via di uffici e case a un cancello dorato e a una facciata da capitale europea.
Dentro si visitano l’edificio principale e il giardino, e io vi direi di prenotare online perché nei giorni pieni chi ha già il biglietto passa avanti.

Le scale di Your Name

A una decina di minuti a piedi dalla stazione c’è una scalinata che tanti riconoscono senza sapere dove sia: è quella della scena finale di Your Name, il film di Makoto Shinkai. Si trova davanti al santuario Suga, nel punto dove i gradini con la ringhiera rossa incontrano la strada in salita.
Il santuario però non nasce per le foto. Risale al periodo Edo, fondato nel 1634, ed è dedicato a Susanoo e a Ukanomitama, la divinità di Inari.
Ve lo dico sinceramente: è una zona dove la gente vive e prega, quindi la foto ci sta, ma si abbassa la voce e si lascia passare chi sta salendo.

La Yotsuya di Oiwa

C’è un’altra Yotsuya, quella che i giapponesi conoscono da sempre: è il quartiere di Oiwa, la protagonista del Tokaido Yotsuya Kaidan, la storia di fantasmi più famosa del Giappone, portata in scena per la prima volta nel 1825. Nel dramma la donna viene tradita e avvelenata dal marito e torna come spirito; una famiglia Tamiya e una Oiwa sono esistite davvero qui a Samoncho, ma la vendetta è invenzione del drammaturgo Tsuruya Nanboku.
A pochi minuti dalle scale di Your Name trovate ancora, uno di fronte all’altro, il piccolo santuario Oiwa Inari Tamiya e il tempio Yozen-ji, che si contendono la memoria della vicenda. Nel mondo del teatro c’è una convinzione dura a morire: chi mette in scena Yotsuya Kaidan senza essere passato di qui va incontro a guai, e attori e troupe continuano a venirci prima delle repliche.

I ciliegi del fossato

Dalla stazione parte il parco Sotobori, una striscia verde lunga circa due chilometri che segue il vecchio fossato esterno del castello di Edo fino a Iidabashi. Corre proprio accanto ai binari della JR, con centinaia di ciliegi Somei-yoshino e un sentiero comodo per camminare o correre. Camminandoci vi accorgete di stare proprio sul bordo del fossato: da una parte l’acqua ferma sotto il livello della strada, dall’altra i treni gialli della Sobu che passano ogni pochi minuti, con i rami quasi addosso ai vagoni.
È per questo che in primavera la striscia finisce in tante foto: il treno che entra nel rosa dei fiori è un colpo d’occhio che a Tokyo si trova in pochi altri posti.
In primavera è uno dei posti dove torno volentieri per i fiori: meno preso d’assalto, ma altrettanto bello, soprattutto la sera quando la luce cala e il flusso di pendolari si dirada. Il resto dell’anno resta una passeggiata tranquilla che vi porta piano verso Ichigaya.
Per Yotsuya non serve mezza giornata: un paio d’ore bastano, e se vi avanza tempo la lego a una camminata lungo il fossato o a un salto a Shinjuku, che è a un passo. Non venite cercando lo spettacolo delle grandi zone turistiche, perché qui il bello è un altro: la città normale, con i suoi studenti, i suoi templi piccoli e il verde lungo l’acqua.

Come arrivare

Yotsuya sta a metà strada tra Shinjuku e la stazione di Tokyo, e ci arrivate in pochi minuti da mezza città senza cambi complicati. Scesi alla stazione, l'uscita Yotsuya vi lascia sul lato di Shinjuku-dori, dove ci sono i vicoli dei locali.
Dall'uscita Kojimachi vi trovate davanti all'università Sophia e alla chiesa di Sant'Ignazio, mentre l'uscita Akasaka è quella da prendere per scendere verso il Palazzo di Akasaka, a cinque minuti.

Per le scale di Your Name e il santuario Suga camminate una decina di minuti in direzione di Yotsuya-sanchome, poi girate a sud nelle stradine residenziali: se arrivate in metropolitana, scendere direttamente a Yotsuya-sanchome vi accorcia il tragitto.

Informazioni utili

Nome: Yotsuya
Durata visita: Un paio d'ore, mezza giornata se aggiungete la visita al Palazzo di Akasaka o la camminata lungo il fossato fino a Ichigaya
Giorni di chiusura: Il Palazzo di Akasaka resta chiuso il mercoledì e nei giorni di ricevimenti ufficiali, che vengono annunciati sul sito con poco preavviso
Consigli utili: Dopo la foto sulle scale entrate nel santuario Suga e guardate le pareti della sala delle preghiere: ci sono i trentasei poeti immortali dipinti su seta nel 1836, che quasi nessuno nota. Se vi sembrano lontani, in cortile ne trovate le riproduzioni sui pannelli.
Trasporti:
  • Stazione Yotsuya (JR Chuo, JR Chuo-Sobu, metro Marunouchi e Namboku): uscite Yotsuya, Kojimachi e Akasaka
  • Yotsuya-sanchome (metro Marunouchi): la più comoda per il santuario Suga
  • Ichigaya (JR Chuo-Sobu, metro Namboku e Yurakucho, Toei Shinjuku): all'altro capo della passeggiata lungo il fossato

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Yotsuya

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).