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Shitenno-ji è un complesso di templi buddisti situati nella città di Osaka, considerato il più importante sito buddista di tutta la città. Un’antica tradizione accompagna da secoli questo luogo, come testimoniato dalle diverse celebrazioni che si tengono annualmente, tra cui il Doya-Doya, il Shoryoe ed il Shitennoji Wasso.
Il complesso fu realizzato verso la fine del VI secolo, per volere del principe ereditario Umayado, figlio dell’imperatore Yomei. Si narra che Umayado fosse già particolarmente dotato fin da bambino: pare infatti fosse in grado di ascoltare e comprendere dieci persone che si rivolgessero a lui contemporaneamente e che fosse in grado di predire il futuro. Inoltre era particolarmente competente nelle dottrine cinesi. Dopo essersi convertito al buddhismo e aver preso parte alla guerra contro i nobili di fede shintoista, si impegnò affinché il buddismo diventasse a tutti gli effetti la religione di stato dell’impero. Nel corso della decisiva e vittoriosa battaglia di Shigisan egli invocò l’aiuto delle divinità buddiste note come i Quattro Re Celesti. La battaglia aveva visto coinvolti il clan Soga e il clan Mononobe: la Soga, rappresentata dal principe Shotoku, spingeva affinché il Giappone adottasse il buddismo come religione ufficiale, mentre il clan Monobe era sostenitore dell’antica tradizione shintoista.
Dopo la fine della battaglia, la zia divenne l’imperatrice Suiko e Umayado fu nominato reggente. Per celebrare questi successi ordinò la costruzione del complesso di Shitenno-ji dedicato ai quattro re, che divenne il primo complesso buddista fatto costruire per volere dello stato. Il luogo designato per la costruzione fu l’altopiano Uemachi-daichi, corrispondente all’attuale quartiere Tennoji-ku di Osaka, poco distante dal porto di Naniwa, lo scalo marittimo della corte: un modo per affermare la potenza dell’impero e la fede religiosa anche a coloro che arrivavano dal mare.
L’incarico per la realizzazione del tempio fu affidato a un’impresa coreana chiamata Kongo Gumi, che in seguito si trasferì in Giappone in pianta stabile e realizzò altre opere, come ad esempio il castello di Osaka ed il tempio Horyu-ji a Nara.
Oltre al complesso religioso, il principe fece costruire altri edifici che ospitassero quattro istituzioni, al fine di contribuire all’innalzamento del livello di civilizzazione del paese: il Kyoden-in (Istituto per la religione e l’istruzione), l’Hiden-in (istituto di assistenza sociale), il Ryobyo-in (ospedale), ed il Seiyaku-in (farmacia).
Se vi aspettate legno antico e travi consumate dal tempo, mettete in conto che gli edifici sono moderni: il complesso è stato distrutto e rialzato più volte tra incendi, fulmini e tifoni, e l’ultimo colpo sono stati i bombardamenti del 1945, che rasero al suolo la pagoda e il Kondo.
La ricostruzione, completata nel 1963, è stata fatta in cemento armato, ma rispettando fedelmente proporzioni e disposizione degli edifici originali: è per questo che il complesso resta una testimonianza preziosa dell’architettura buddista più antica del paese, anche se i materiali non sono più quelli.
Qualcosa di davvero vecchio però c’è: il torii di pietra dell’ingresso ovest risale al 1294 ed è uno dei più antichi del Giappone. Passateci sotto con calma, perché è il pezzo più autentico che vedrete qui dentro.
Nonostante le varie ricostruzioni avvenute nel corso dei secoli, la struttura e la collocazione dei templi sono rimaste inalterate.
Il complesso comprende una pagoda a cinque piani, il padiglione dorato (Kondo) che è la sala principale e custodisce l’immagine di culto, una sala di lettura, un corridoio coperto, tre cancelli di accesso e un portale d’ingresso che secondo la tradizione buddista dà accesso alla Pura Terra dell’Ovest.
Il tempio era stato costruito non lontano dalla baia di Osaka, una posizione strategica per dimostrare a tutti coloro che venivano dal mare la potenza e la prosperità del Giappone.
All’interno dell’edificio principale sono presenti dipinti, oggetti preziosi e mostre a tema.
L’area esterna del complesso è liberamente accessibile, mentre per il recinto interno, per il giardino Gokuraku-Jodo e per la casa del tesoro serve il biglietto. Nel cortile di ghiaia del recinto interno sorge una grande pagoda a cinque piani (i cinque livelli rappresentano i cinque elementi, ossia terra, aria, fuoco, acqua e cielo) all’interno della quale è possibile accedere, e la Sala Principale (Kondo), che ospita una statua della divinità Kannon.
Il giardino Gokuraku-Jodo è stato progettato sulla base delle descrizioni della Pura Terra dell’Ovest della tradizione buddista.
Il cancello di Deva ospita le due statue dei Ni O (Re benevolenti), una coppia di protettori che fanno la guardia all’ingresso di templi buddisti giapponesi, uno su ciascun lato del cancello. Il loro sguardo minaccioso servirebbe a tenere lontani gli spiriti maligni e i ladri. I nomi delle figure deriverebbero dai suoni emessi dalla loro bocca. La figura a bocca aperta è chiamata Agyo, un nome che deriva dal fatto che sta pronunciando il suono “ah”, che significa nascita. L’altra figura, Ungyo, è così chiamata in quanto sta pronunciando un “un” o “om”, che significa morte.
Le celebrazioni citate all’inizio sono il momento in cui Shitennoji diventa uno dei posti più vivi di Osaka. Il 14 gennaio si tiene il Doya-Doya: gruppi di ragazzi a torso nudo si contendono i talismani mentre vengono innaffiati di acqua gelata, tra vapore e urla nel piazzale davanti al Rokujido.
Il 22 aprile è invece il giorno dello Shoryoe, la cerimonia in memoria del principe Shotoku: sul palco di pietra che sorge sopra lo stagno delle tartarughe vanno in scena le danze bugaku accompagnate dalla musica di corte, una tradizione che qui si tramanda da secoli ed è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale.
Il modo più comodo è la metropolitana Tanimachi: dalla stazione di Shitennoji-mae Yuhigaoka prendete l'uscita 4 e scendete verso sud, cinque minuti scarsi e vi trovate davanti all'ingresso ovest, quello segnato dal grande torii di pietra.
Se state già girando la zona di Tennoji, tra Tsutenkaku e Abeno Harukas, potete arrivare a piedi: dalla stazione di Tennoji sono circa 12 minuti verso nord, praticamente tutti in piano.
Il complesso è grande e ha più ingressi: l'area esterna si attraversa liberamente da qualsiasi lato, mentre la biglietteria del recinto interno sta accanto al cancello centrale, quindi conviene puntare lì appena entrati.
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Tempio Shitenno-ji
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Creative Commons Mith Huang
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).