Tempio Toshodai-ji

Il tempio buddista di Toshodai-ji è uno dei simboli dell’antica capitale. È la sede principale della scuola Risshu e si trova nella periferia di Nara, anche se in passato questo luogo era il cuore pulsante del Giappone. La sua importanza si evince dal numero di tesori nazionali (17) e importanti proprietà culturali (oltre 200) che custodisce, ma anche dal contributo che diede al Buddismo giapponese: il primo monaco che lo guidò, Ganjin, viene infatti ricordato e venerato ancora oggi dai fedeli che si recano, sempre numerosi, in visita al tempio.

Come arrivare

Il tempio si trova a Nishinokyo, la zona di templi a sud del centro di Nara: dalla stazione di Nishinokyo si arriva a piedi in una decina di minuti, seguendo verso nord la strada che collega il tempio allo Yakushi-ji.
Se arrivate da Kyoto o da Osaka la via più semplice è scendere a Yamato-Saidaiji e cambiare sulla linea Kintetsu Kashihara, che in pochi minuti vi lascia a Nishinokyo.

Da JR Nara e da Kintetsu Nara potete invece evitare il cambio di treno e prendere un autobus diretto, che vi lascia proprio davanti all'ingresso in un quarto d'ora scarso: passa però circa ogni mezz'ora, quindi controllate gli orari prima di muovervi.

Informazioni utili

Nome: Tempio Toshodai-ji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8:30 alle 16:30
Costo a persona: Adulti e universitari: 1.000 yen - Studenti delle medie e superiori: 400 yen - Bambini: 200 yen - Shin-Hozo: 200 yen a parte
Durata visita: Vi consiglio 1 ora per ammirare il padiglione principale; dedicateci 2 ore se volete esplorare i sentieri più tranquilli e i mausolei circondati dal muschio.
Giorni di chiusura: Il magazzino Shin-Hozo, dove sono esposti i tesori del tempio, apre solo in primavera e in autunno: indicativamente da marzo a fine giugno e da settembre a fine novembre.
Consigli utili: Quasi tutti si fermano al Kondo e tornano indietro: proseguite invece verso est, dove un sentiero tra gli alberi porta alla tomba di Ganjin, in un silenzio di muschio che pochi visitatori raggiungono. E se capitate qui a inizio giugno, la sala Mieido apre per tre giorni e potete vedere la statua del maestro.
Trasporti:
  • Stazione Nishinokyo (Kintetsu Kashihara): circa 10 minuti a piedi
  • Fermata Toshodaiji (bus 72, 78 e 98 da JR Nara e Kintetsu Nara): davanti all'ingresso
Indirizzo: 13-46 Gojōchō, Nara, 630-8032, Japan
Sito Internet: Tempio Toshodai-ji
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La culla del buddismo

In origine questo edificio era la residenza del principe Niitabe e divenne un tempio nel 759. Il tempio fu fondato dal monaco Ganjin, giunto in Giappone dalla Cina dei Tang. fece di questo luogo il centro di addestramento di nuovi monaci. Ganjin fu una figura molto importante per il Buddismo giapponese, che proprio all’epoca in cui egli arrivò al tempio di Toshodaiji stava prendendo piede nel paese; con la sua attività e la sua influenza contribuì in maniera rilevante alla trasformazione del Giappone in un paese buddista.

Gli insegnamenti del monaco vengono tramandati e ricordati ancora oggi e una statua del monaco viene custodita all’interno della sala Mieido del tempio.

In visita al tempio

Il tempio si sviluppa su un’area molto ampia, al cui interno si contano numerosi edifici. Tra questi c’è la grande porta Nandai-mon, situata a sud; si tratta di una ricostruzione della porta originale e fu realizzata nel 1963 per celebrare l’anniversario della morte di Ganjin. Oltrepassando la porta vi ritroverete ad ammirare la sala principale Kondo, o Sala Dorata; è un vero tesoro architettonico e rappresenta la più grande struttura risalente all’Era Tempyo esistente oggi in Giappone. La bellezza di questa antica sala lascia spesso i turisti senza fiato e ha ispirato negli anni numerosi artisti e poeti. Fu costruita più di 1200 anni fa e il suo design, caratterizzato da una fila di colonne, ricorda il tempio greco Partenone. Dentro, nella penombra, vi aspettano tre statue enormi: al centro il Buddha Rushana seduto, con l’aureola punteggiata da centinaia di piccoli Buddha, e ai suoi lati lo Yakushi Nyorai e una Senju Kannon di oltre cinque metri, con quasi mille braccia aperte a ventaglio.
Prendetevi qualche minuto sotto il colonnato prima di entrare: è da lì, con le colonne che si rastremano una dopo l’altra, che si capisce il paragone con la Grecia.

Proseguendo nella vostra visita, dirigetevi verso la Sala della Lettura Kodo, un edificio che inizialmente apparteneva al complesso di palazzi imperiali e che fu poi donata al monaco Ganjin, che ne fece una sala per la lettura e le assemblee. Qui potete immaginare i monaci, e non solo loro, impegnati nella lettura e nello studio; nell’VIII secolo, infatti, i templi buddisti erano un luogo dedicato non solo all’insegnamento del Buddismo, ma alla cultura in generale, e lo studio e la lettura erano considerati un’attività molto importante. Varcare la soglia di questo edificio è come fare un tuffo nel passato, poiché questa struttura non è una ricostruzione, bensì l’originale, il cui fascino e aspetto sono rimasti incredibilmente immutati nel corso del tempo.

Ritornando a camminare nel presente, recatevi verso il Koro (Shariden), l’edificio a più piani incastonato tra le sale Kondo e Kodo. Questo edificio, risalente al XIII secolo, è la cornice di numerose ed importanti cerimonie che ancora oggi mantengono vive le antiche tradizioni e le tramandano alle future generazioni; tra queste, c’è la cerimonia Uchiwamaki, un antico rituale praticato in onore del monaco Kakujo: durante questa cerimonia le monache del tempio Hokkeji posavano dei ventagli accanto alla tomba del monaco; questi ventagli venivano distribuiti nella sala Koro e dovevano essere poi condivisi tra le persone. Accanto alla sala Koro si trovano le antiche rovine dell’edificio Higashi-muro, la dimora in cui risiedevano i monaci che si addestravano nel tempio. Queste rovine risalgono al XIII secolo e una parte è stata ristrutturata dando vita ad una cappella, il Raido. Sempre in questa zona potete ammirare due azekura, due magazzini in cui venivano custoditi i sutra e i tesori del tempio. Oggi accanto a questi antichi edifici si trova un edificio moderno, Shin-hozo,  un magazzino costruito in tempi recenti in cui vengono custoditi alcuni reperti molto preziosi del tempio, tra cui manufatti e antichi dipinti.

Il tempio di Toshodaiji ruota attorno alla figura del monaco Ganjin e la statua raffigurante il monaco è conservata all’interno della sala Mieido. Questo edificio era in origine una residenza monastica del vicino tempio Kofuku-ji, e la sua eleganza si vede ancora oggi: la statua di Ganjin è circondata da meravigliosi dipinti fusuma-e che portano la firma del celebre pittore Higashiyama Kaii; questi capolavori sono dedicati al monaco Ganjin e furono realizzati nell’arco di più di dieci anni.

Purtroppo la sala Mieido non è aperta al pubblico soltanto in poche occasioni speciali, come l’anniversario della morte del monaco (il 6 giugno) o durante la celebrazione della luna piena d’autunno, durante la quale il tempio si illumina con la luce di migliaia di candele e si svolge la tradizionale cerimonia del tè. La tomba del monaco si trova nascosta tra la vegetazione, nella zona est del tempio, ed è una celebre meta di pellegrinaggio.

Dirigendovi verso la zona ovest del tempio vi imbatterete in una piattaforma in pietra utilizzata per la cerimonia dell’ordinazione. Questa piattaforma rievoca la piattaforma originale costruita da Ganjin al tempio Todaiji nel corso dell’VIII secolo e distrutta successivamente da un fulmine.

Uno dei tesori più importanti custoditi nel tempio è la statua del Buddha della Guarigione o Yakushi Nyorai, considerata uno dei tesori nazionali. 

Ganjin, il monaco che non si arrese

La figura attorno a cui ruota tutto il tempio merita di essere raccontata, perché la sua è una storia incredibile. Monaco cinese di grande fama, nel 742 accettò l’invito di due monaci giapponesi arrivati fino a lui per chiedergli di portare in Giappone le regole dell’ordinazione: da quel momento tentò la traversata cinque volte e cinque volte fallì, tra naufragi, denunce e viaggi finiti sulle coste sbagliate.
Ci mise oltre dieci anni e nel frattempo perse la vista, ma nel 753 riuscì finalmente a sbarcare in Giappone, ormai anziano e cieco. A Nara fu accolto come un maestro, creò la prima piattaforma d’ordinazione del paese al Todaiji e passò qui, a Toshodaiji, gli ultimi anni di vita, fino alla morte nel 763.
Quando vi troverete davanti al suo ritratto scolpito, ricordatevi che state guardando una delle statue più antiche del genere in tutto il Giappone.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).