Il Tempio di Horyuji con le sue imponenti strutture in legno.

Tempio di Horyuji

Il tempio buddista di Horyu-ji si trova nella città di Ikaruga, nella prefettura di Nara, ed è conosciuto per ospitare la più antica struttura in legno del mondo, ancora oggi perfettamente conservata.
La storia di Horyu-ji inizia nel 587 d.C., quando l’imperatore Yomei ordinò la costruzione di un tempio buddista, probabilmente per curare la malattia che lo affliggeva, tutto questo poco dopo che il buddismo era stato introdotto in Giappone dalla Cina attraverso la penisola coreana. Dopo la morte di Yomei, l’imperatrice Suiko e il suo reggente, il principe Shotoku, si occuparono di continuarne la realizzazione, portando il tempio a compimento nel 607.

Il complesso andò poi bruciato in un rogo nel 670, tanto che ancora oggi gli studiosi dibattono sulla data di origine del tempio attuale, da collocare con probabilità all’inizio dell’VIII secolo. Gli edifici ancora oggi esistenti nel complesso principale del tempio, ossia Sai-in (Tempio Ovest), pare siano stati completati intorno all’anno 711, mentre la parte orientale, To-in (Tempio Est), si fa risalire all’anno 739.
Le quattro strutture superstiti di epoca Asuka sono la pagoda a cinque piani, che si alza nel cortile centrale del complesso, la cosiddetta Golden Hall accanto ad essa, la porta interna e il corridoio coperto che racchiude il cortile. Nonostante l’antichità di queste strutture, si nota uno stile particolarmente raffinato, dovuto ad un’equipe di abili artigiani e progettisti chiamati dalla corte imperiale per realizzare il tempio. All’epoca la pagoda era l’elemento principale di un tempio, il luogo preposto alla conservazione delle reliquie del Buddha.

La ricchezza dello stile architettonico del tempio ha permesso di riportare alla luce molti aspetti della società dell’epoca.
Meritano particolare attenzione la Sala del Principe Shotoku, una struttura ottagonale realizzata nel 739 per commemorare il principe fondatore e il Kondo, la sala principale di Sai-in, completata nel 680, che insieme alla pagoda, alla porta interna e al corridoio rappresentano la più antica struttura in legno ancora oggi intatta, che reca influenze della cultura cinese del VI secolo.
Poiché le strutture in legno richiedono un’attenta e regolare manutenzione per garantirne la conservazione, gli edifici sono stati periodicamente sottoposti a massicci restauri, come ad esempio quelli avvenuti tra il 1933 e il 1953. Nel 1993, il tempio di Horyu-ji e altri edifici buddisti nella zona circostante sono stati inseriti nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Come arrivare

Dalla stazione JR di Nara prendete la linea Yamatoji e in poco più di 10 minuti scendete alla stazione di Horyuji: da lì il tempio è a una ventina di minuti a piedi, tutti in piano lungo la strada che porta al viale d'ingresso, oppure salite sul bus che parte dal piazzale della stazione e vi lascia davanti al tempio.
Da Osaka la stessa linea Yamatoji parte da Tennoji e da JR Namba e arriva a Horyuji senza cambi in una mezz'ora scarsa.

Se non volete camminare né cambiare mezzo, da Nara parte anche un bus diretto per la fermata Horyuji-mae: comodo, ma molto più lento del treno, perché ci mette quasi un'ora.

Informazioni utili

Nome: Tempio Horyuji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8 alle 16:30
Costo a persona: Dalle superiori in su: 2.000 yen - Studenti delle medie: 1.700 yen - Bambini delle elementari: 1.000 yen
Durata visita: Vi indico 1,5 ore per il complesso principale; dedicateci 2,5 ore totali se desiderate includere la visita approfondita alla Galleria dei Tesori e al tempio Chugu-ji.
Consigli utili: Dentro lo Yumedono la Guze Kannon si mostra solo in due brevi finestre: dall'11 aprile al 18 maggio e dal 22 ottobre al 22 novembre. E se anche il vostro viaggio cade in altri periodi non fermatevi al Sai-in: il biglietto è unico e comprende anche la parte orientale e la Galleria dei Tesori.
Trasporti:
  • Stazione Horyuji (JR Yamatoji Line): 20 minuti a piedi
  • Fermata Horyuji-mae (bus 72 dalla stazione Horyuji, bus 97 e 98 da Nara): davanti al viale d'ingresso
Indirizzo: 1-1-1 Hōryūji Sannai, Ikaruga, Ikoma District, Nara 636-0115, Japan
Sito Internet: Tempio Horyuji
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Video: Horyu-ji: il tempio senza turisti a Nara

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Cosa si vede nel Sai-in

Il Sai-in è il cuore del complesso ed è qui che si concentrano le strutture più antiche. La pagoda a cinque piani non si visita all’interno, ma affacciandovi alle grate del basamento intravedete nella penombra quattro scene modellate nell’argilla nel 711: decine di figurine in miniatura disposte attorno al Buddha morente e agli altri episodi legati alla sua figura.
Di fronte, dentro il Kondo, vi aspetta la triade di Shaka fusa nel 623 da Tori Busshi, voluta per Shotoku subito dopo la sua morte e sistemata sotto un baldacchino di legno intagliato.
Prima di uscire guardate le colonne del corridoio che chiude il cortile: si gonfiano leggermente a metà, un accorgimento chiamato entasi che molti hanno paragonato alle colonne dei templi greci.

Lo Yumedono e la statua nascosta

La parte orientale del tempio sorge dove un tempo stava il palazzo in cui Shotoku visse fino alla morte, e il suo edificio simbolo è lo Yumedono, la Sala dei Sogni: una sala ottagonale su un doppio basamento di pietra, del tutto diversa dal resto del complesso.
Dentro si conserva la Guze Kannon, una statua lignea ricoperta d’oro alta quanto un uomo e considerata da sempre un ritratto del principe. Per secoli è rimasta avvolta in centinaia di metri di stoffa: gli stessi monaci non l’avevano mai vista, convinti che scoprirla avrebbe scatenato un terremoto, e solo nel 1884 il panno venne finalmente rimosso.
Anche adesso resta un buddha nascosto, con le porte del tabernacolo chiuse per quasi tutto l’anno.

La Galleria dei Tesori

Il Daihozoin raccoglie quello che nei secoli è stato tolto dalle sale ed è a tutti gli effetti il museo del tempio. Il pezzo più celebre è la Kudara Kannon, una figura di legno altissima e sottile, dal sorriso appena accennato, sistemata in una sala tutta sua.
Poco più in là trovate il Tamamushi, un tabernacolo in miniatura del VII secolo che imita un edificio vero e che un tempo era rivestito con le ali iridescenti di migliaia di scarabei, e la Yumetagai Kannon, la Kannon a cui si chiedeva di scambiare i brutti sogni con quelli belli.

L’incendio del 1949

Proprio mentre erano in corso i grandi lavori di restauro, la mattina del 26 gennaio 1949 un incendio divampò nel Kondo e distrusse i dipinti murali che ne decoravano le pareti, tra le pitture buddiste più importanti di tutta l’Asia orientale. Le parti in legno vennero recuperate e rimontate, ma i pannelli anneriti sono conservati a parte e non si vedono durante la visita: quelle che ammirate oggi nella sala sono riproduzioni dipinte da artisti giapponesi.
Il disastro ebbe però una conseguenza enorme, perché spinse il Giappone a dotarsi nel 1950 della legge sui beni culturali. Ancora oggi il 26 gennaio è la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incendi nel patrimonio storico.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).