A 324 metriTempio Nison-inA 324 metri
Con splendidi aceri.

Il tempio Gio-ji è uno dei luoghi sacri più incantevoli di Kyoto, incorniciato da un contesto tranquillo e rigoglioso, decisamente verdissimo. Il tempio è infatti noto per il suo giardino di muschio profumato che si estende all’ombra di una fitta foresta e dona un tocco suggestivo e senza tempo a questo luogo. Situato nel popolare quartiere di Arashiyama, non è tra i templi più visitati di Kyoto, ma offre un angolo sereno ai margini della città e ha alle spalle una storia affascinante.
Il tempio è composto da un piccolo complesso di edifici con una sala principale e poche altre strutture e lanterne in pietra a punteggiare i giardini. Sede del Buddismo Shingon, il tempio Gio-ji è diventato parte del Tempio Daikakuji sul finire dell’800, durante l’epoca di rinnovamento Meiji. Nel nome del tempio si ritrova una storia toccante, quella di Gio, una danzatrice del passato che si invaghì del nobile Taira no Kiyomori, potente capo del clan Heike. Quando il nobile la lasciò per un’altra donna, Gio si ritirò in questo tempio dove trascorse il resto della sua vita insieme alla sorella e alla madre. Gli scenari del tempio e le vicende di Gio sono descritti anche nel romanzo epico “Storia degli Heike” in cui si narra la lotta tra i clan Taira e Minamoto. La donna per cui Kiyomori aveva lasciato Gio si chiamava Hotoke Gozen ed era anche lei una giovane danzatrice. Il racconto vuole che, capito che prima o poi sarebbe toccata a lei la stessa sorte, abbia deciso di lasciare tutto per raggiungere Gio proprio qui: le quattro donne finirono per pregare insieme, ed è questa la parte della vicenda che ha reso il tempio così amato in Giappone.
Il tempio Gio-ji è stato per tanti anni un convento e ha ospitato tante donne che si dedicavano allo studio delle arti e della religione buddista. Questo spiega la presenza di alcune statue femminili che sono esposte nella sala principale; tre di esse raffigurano Gio, la madre e la sorella. L’edificio, caratterizzato da un tradizionale tetto in paglia, era parte della residenza di Kitagaki Kunimichi, governatore della Prefettura di Kyoto, il quale decise di donarlo al tempio nel 1895.
Prima di chiamarsi Gio-ji questo luogo era un piccolo tempio di nome Ojoin, fondato da Ryochin, discepolo di Honen. Era un romitaggio minuscolo, perso nella campagna di Sagano, e per secoli è rimasto poco più di questo: un posto dove ci si ritirava, non dove si andava in visita.
Nell’epoca Meiji però il complesso finì in rovina e rischiò di sparire del tutto. A salvarlo furono la donazione del governatore Kitagaki e l’impegno di alcuni intellettuali del tempo, fra cui il pittore Tomioka Tessai, che si spesero perché il ricordo di Gio non andasse perduto. È anche per questo che oggi Gio-ji ha l’aria di un rifugio appartato più che di un grande complesso monumentale.
Ciò che colpisce maggiormente è però lo scenario: il tempio si trova immerso nel bosco, dando la sensazione di essere un tutt’uno con la natura e di trovarsi lì nascosto da tempi lontanissimi. Il sole fatica ad entrare nella foresta perciò rimane un ambiente fresco e in penombra che regala sollievo dall’afa nei mesi estivi. Il muschio, poi, non è tutto uguale: nel giardino se ne contano una quindicina di varietà, che cambiano colore e consistenza a seconda di quanta acqua e quanta ombra ricevono. In un angolo ne trovate un piccolo campionario con i nomi, utile per allenare l’occhio: dopo un paio di minuti iniziate a distinguere i tappeti più fitti da quelli quasi argentati.
Il tempio è particolarmente bello durante la primavera e la stagione autunnale, quando i petali dei fiori di ciliegio e le foglie dalle sfumature calde si adagiano sul muschio offrendo un contrasto di colori bellissimo. Se invece volete vedere il tempio avvolto da tante gradazioni di verde, allora visitatelo in estate.
La sala principale è una capanna di paglia di poche stanze, dove ci si toglie le scarpe all’ingresso. Dentro sono custodite sei statue in legno: al centro il Dainichi Nyorai e intorno Gio, la sorella Gijo, la madre Toji, e poi Hotoke Gozen e lo stesso Kiyomori, tutti nella stessa stanza dopo la vicenda che li aveva divisi.
Ciò che resta più impresso, però, è la grande finestra rotonda della saletta sul retro, la cosiddetta finestra di Yoshino. Quando il sole attraversa le foglie del giardino la luce si posa sulla carta e la riempie di sfumature: per questo qui la chiamano la finestra arcobaleno. Vicino all’ingresso c’è anche un suikinkutsu, la giara sepolta che trasforma l’acqua che gocciola in un suono di campanella: fermatevi un attimo ad ascoltarlo.
Dalla stazione JR Saga-Arashiyama ci vogliono circa 25 minuti a piedi: si punta verso nord lasciandosi alle spalle il centro di Arashiyama e si risale la campagna di Sagano, superando il Nison-in, finché la strada si stringe tra le case e sale verso il bosco.
Stesso tempo, e percorso quasi identico, se arrivate alla stazione Arashiyama del Randen (linea Keifuku).
Se preferite camminare di meno, dalla stazione di Kyoto potete prendere il bus 28 e scendere a Saga Shogakko-mae: da lì restano meno di venti minuti, quasi tutti in piano.
Questo posto è su MarcoMaps
Tempio Gio-ji
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


In un angolo del giardino, un po’ in disparte, ci sono due monumenti in pietra di epoca Kamakura. Quello di sinistra è la tomba di Gio, della sorella e della madre; quello di destra, una torre a cinque elementi, è il monumento commemorativo di Taira no Kiyomori, l’uomo che le aveva allontanate.
È un dettaglio che moltissimi visitatori superano senza notarlo, ma è il cuore della storia: dopo secoli sono rimasti l’una accanto all’altro, sotto la stessa ombra e lo stesso muschio.
Tempio Gio-ji - lì vicino trovate:
A 324 metriCon splendidi aceri.
A 408 metriCon oltre 8 mila statue.
A 436 metriCircondato da oltre 200 aceri.
A 799 metriAbitazione da sogno.
A 982 metriCon oltre 1200 statue.
A 1006 metriCon una bella vista.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).