A 2787 metriTempio Otagi Nenbutsu-jiA 2787 metri
Con oltre 1200 statue.
©Nicholashan - DreamstimeA nord-ovest di Kyoto, immerso nel verde e nella quiete di Takao, si trova il tempio buddista Jingo-ji, sede del buddismo Shingon. Takao è una zona di Kyoto, da non confondere con l’omonima montagna di Tokyo.
È il luogo perfetto per chi desidera conoscere la vera cultura giapponese, quella che si basa sull’apprezzamento della semplicità delle cose, siano esse naturali o create dall’uomo: qui l’architettura tradizionale è un connubio con la natura, tra spazi aperti che danno un senso di infinito. Lo visitano turisti e amanti della natura, ma anche numerosi pellegrini che considerano questo tempio il posto giusto per la meditazione e la preghiera.
Il modo più semplice è il bus JR che parte dalla stazione di Kyoto: in circa 50 minuti vi lascia alla fermata Yamashiro Takao ed è una corsa coperta dal Japan Rail Pass.
Se alloggiate in centro potete prendere il bus urbano 8 da Shijo-Karasuma, che arriva alla fermata Takao.
Da entrambe le fermate servono una ventina di minuti a piedi: prima si scende fino al ponte sul fiume Kiyotaki, poi si affronta la lunga scalinata in pietra che porta all'ingresso del tempio.
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Tempio Jingo-ji
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Il tempio Jingo-ji nacque nel lontano 824 dalla fusione di due templi costruiti dal grande statista Wake no Kiyomaro. Fu lui stesso a dare al nuovo tempio il nome Jingokokusoshingon-ji, che significa “tempio Shingon per la protezione divina del paese”. Per alcuni anni il tempio fu la dimora del monaco Kukai, il fondatore della scuola Shingon e per questo il tempio divenne la sede di questo ramo del Buddismo e il principale centro di insegnamento di questa dottrina. Come accadde per altri templi, anche Jingo-ji venne danneggiato da guerre ed incendi e fu ricostruito più volte nel corso dei secoli. Ad oggi l’edificio più antico rimasto è il Daishi-do, mentre buona parte del complesso nasce dalla grande ricostruzione avviata nel 1623 sotto i Tokugawa. Il Kondo, la sala principale che vedete oggi, è invece molto più recente: venne ricostruito nel 1934.
Una volta giunti al tempio potrete visitare gli edifici che compongono il complesso e ammirare i tesori custoditi al loro interno.
Il tempio è dedicato al Buddha della Guarigione o Buddha della Medicina e la statua della divinità buddista (honzon) Yakushi Nyorai è ospitata all’interno del Kondo. Oltre a questa meravigliosa opera, il tempio custodisce altri tantissimi capolavori considerati tra i più importanti tesori nazionali del Giappone. Uno di questi è la cosiddetta “Lista dei Nomi di Abhiseka” ed è una lista di nomi di persone e divinità che si sottoposero al rituale di Abhiseka nell’anno 812 e fu redatta dallo stesso Kukai che diede così sfoggio del proprio innato talento nella calligrafia. All’interno del tempio potrete ammirare altre statue (in totale sono sedici) raffiguranti Fudo Myoo e altre divinità che sono custodite all’interno del Godai-do e curiosare tra antichissimi volumi, tra cui il Sutra Buddista “Bimashokyo” che rappresenta uno dei testi della raccolta buddista Issaikyo. Questa raccolta era originariamente composta da 5.400 volumi ancora custoditi nel tempio. Vale la pena fermarsi qualche minuto davanti allo Yakushi Nyorai, perché è una statua severa, quasi cupa, scolpita in un unico blocco di legno più di mille anni fa: non ha niente della dolcezza che ci aspettiamo di solito da un Buddha. Nella penombra del Kondo, con le porte aperte sul piazzale e il silenzio intorno, l’effetto è potente.
Il tempio si affaccia sul fiume Kiyotaki ed una “cerimonia” molto famosa è il Kawarake-nage, ovvero il lancio di piccoli dischetti di terracotta portafortuna giù dal dirupo kin’unkei. Si dice che chi riesce a lanciare lontano questi dischetti, giù nella gola, terrà lontana la sfortuna, ma in ogni caso potrete regalarvi qualche istante di divertimento e al tempo stesso ammirare lo splendido panorama della valle, la cui bellezza è difficile da descrivere a parole. Per raggiungere il punto in cui potete acquistare e lanciare questi dischetti dovete arrivare fino al Jizo-in, il piccolo sottotempio che chiude il recinto.
Non tutto quello che il tempio custodisce è esposto tutto l’anno, e vale la pena saperlo prima di mettersi in cammino. I dipinti e i documenti più preziosi vengono mostrati nello shoin solo dal 1 al 5 maggio, durante il mushibarai, la tradizionale arieggiatura dei tesori che serve a proteggerli dall’umidità: è l’unica occasione dell’anno per vedere da vicino i tre celebri ritratti del tempio, tra cui quello identificato per secoli con Minamoto no Yoritomo.
Anche il tahoto, la pagoda nascosta nella parte più alta del recinto, apre solo per pochi giorni tra primavera e autunno: dentro sono custoditi i cinque Kokuzo Bosatsu, che la maggior parte dei visitatori non vedrà mai. Se il vostro viaggio cade in quei giorni, non fatevelo scappare.
Rispetto agli altri templi di Kyoto, Jingo-ji si colloca in una posizione isolata e leggermente più distante dalla città.
La strada che porta al tempio è molto panoramica e offre una vista spettacolare sulla valle. Prendetevi del tempo per passeggiare in tutta tranquillità e godervi questo meraviglioso paesaggio. La natura incornicia il tempio dandogli un tocco romantico e pittoresco che varia a seconda delle stagioni: in primavera la natura si risveglia e si colora con la fioritura dei ciliegi; in autunno i colori caldi degli aceri regalano un paesaggio suggestivo che attira molti visitatori; in inverno la magia della neve che ricopre la valle trasforma questo luogo in un paesaggio da libro delle favole. Se avete del tempo a disposizione e siete amanti della natura, vi consiglio anche una passeggiata sul sentiero Kiyotaki Michi che vi condurrà fino al fiume Kiyotaki e al piccolo villaggio dove, passeggiando tra le vie, potrete conoscere le tradizioni e le abitudini degli abitanti di questo luogo.
Se c’è un momento in cui Takao si riempie di gente è l’autunno, e il motivo è preciso: qui gli aceri virano prima che nel resto di Kyoto. Sul fianco della montagna ce ne sono circa 3.000, molti dei quali alberi vecchissimi, e il rosso arriva di solito nel corso di novembre, con il momento migliore a metà mese.
La vista che tutti cercano è quella dall’alto della scalinata del Kondo: da lassù si guardano i tetti del Bishamon-do e del Godai-do affondati nel fogliame, ed è l’immagine che ritrovate su tante fotografie del Giappone autunnale. Mettete però in conto parecchia compagnia nei weekend di novembre: la strada per arrivare è una sola e il recinto del tempio non è grande.
Tempio Jingo-ji - lì vicino trovate:
A 2787 metriCon oltre 1200 statue.
A 3063 metriFu sede distaccata del Palazzo dell'Imperatore.
A 3156 metriCon oltre 8 mila statue.
A 3530 metriCon un giardino di muschio.
A 3710 metriCon splendidi aceri.
A 3920 metriCircondato da oltre 200 aceri.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).