MujiA 2022 metri
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Entrando in questo tempio vi sembrerà di essere catapultati in un mondo parallelo, circondati dalle infinite tonalità di verde e giallo di centinaia di specie di muschio: una foresta incantata in cui il silenzio è interrotto solo dal mormorio del vento.
È proprio per questo che il tempio di Saihoji, ai piedi del monte Arashiyama, viene comunemente chiamato Kokedera, che letteralmente significa tempio del muschio. Qui il terreno è interamente ricoperto dal muschio, che si fa strada tra alberi millenari, aceri e bambù curati ogni giorno da giardinieri esperti: uno spettacolo naturale senza eguali.
Il tempio si trova nella zona a sud di Arashiyama, defilata rispetto alle mete più battute di Kyoto, e il modo più comodo per arrivarci è il bus 73 dei Kyoto Bus: parte dalla stazione di Kyoto, passa da Arashiyama e in circa un'ora vi lascia alla fermata Kokedera-Suzumushidera, da cui il cancello è a tre minuti a piedi.
Se siete già ad Arashiyama vi bastano pochi minuti con lo stesso bus, oppure un taxi se avete poco tempo.
In treno la fermata più vicina è Kamikatsura, sulla linea Hankyu Arashiyama, da cui si cammina un quarto d'ora; arrivando da Osaka conviene prendere la Hankyu fino a Katsura e coprire in taxi l'ultimo tratto.
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Tempio Kokedera
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Il tempio di Saihoji risale al periodo Nara, e fu costruito dal monaco buddista Gyoki nel punto in cui in precedenza sorgeva una delle dimore del Principe Shotoku. Il tempio venera Amida Buddha, il cui nome in sanscrito è Amitabha, cioè ‘Luce Infinita’. Si tratta del Buddha più importante del Paradiso Occidentale che in giapponese viene chiamato “Saiho Jodo”: da qui deriva il nome del tempio. Nel corso del tempo Saihoji cadde nell’oblio, ma si risollevò dal suo stato di degrado quando, nel 1339, Fujiwara Chikahide, sacerdote del vicino santuario di Matsuo, affidò al celebre monaco e giardiniere giapponese Muso Soseki il compito di far ritornare il tempio al suo antico splendore. Soseki diede nuova vita al tempio realizzando altri sette giardini e trasformando le antiche rovine in un monastero sede della scuola Rinzai Zen.
Secondo gli storici il giardino originale era caratterizzato dal classico “paesaggio secco” ricoperto di sabbia bianca e il muschio non era previsto nel progetto di Muso, ma cominciò a comparire durante il periodo Meiji a causa della mancanza di fondi necessari alla manutenzione del giardino; quando il muschio ricoprì interamente il giardino i monaci lo presero come un segnale della natura che si faceva strada e prendeva possesso del terreno che le spetta: da allora cominciarono a curare quotidianamente il muschio. Successivamente il tempio subì gravi danneggiamenti causati da alluvioni e dalla guerra di Onin, ma nel corso degli anni venne poi ricostruito.
Il tempio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e rappresenta uno dei tesori nazionali più importanti del Giappone oltre che ‘un paesaggio di straordinaria bellezza’.
Il famoso giardino di muschio è l’attrazione principale del tempio e si trova nella parte est. Il giardino è ‘nascosto’ da una fitta vegetazione e circonda un lago la cui forma ricorda il carattere cinese usato per indicare “cuore” o “mente”; prendetevi del tempo per passeggiare nel giardino percorrendo il sentiero che si dirama intorno al lago e approfittatene per ammirare le circa 120 varietà di muschio che compongono questa oasi naturale. Godetevi l’atmosfera serena e la pace che dominano questo luogo che rappresenta il principale e anche il più antico giardino zen per la meditazione a livello nazionale.
Il giardino di muschio custodisce anche tre case del tè, edifici di enorme valore culturale e storico: Shonan-tei, risalente al XIV secolo, rappresentò il rifugio di Iwakura Tomomi; Shoan-do prende il nome dalla statua in legno di Sen Shoan custodita al suo interno; Tanhoku-tei si aggiunse alle altre due case del tè nel 1928 quando fu donata al tempio dal famoso artista delle ceramiche Zoroku Mashimizu.
Proseguendo il tour nell’area est del tempio, potrete visitare la sala principale, Sairai-do, ricostruita nel 1969, anno in cui la statua di Amida venne collocata al suo interno. Oltre alla statua potete ammirare anche gli splendidi dipinti che decorano le porte scorrevoli della sala; furono realizzati dal celebre pittore Insho Domoto. Accanto alla sala si trova lo studio dei monaci e la pagoda a tre piani, un edificio molto importante a livello culturale poiché al suo interno sono conservate le copie dei sutra realizzate dai monaci del tempio. Nella parte nord del tempio potete ammirare anche un tradizionale giardino zen costituito da una cascata di rocce, posizionate in maniera accurata e non casuale; questa zona, frutto della maestria di Muso, ha influito enormemente sulla visione tradizionale dei giardini. Le rocce raffigurano elementi naturali, come vulcani, isole e scogliere e questo fu il primo ‘paesaggio secco’ (karesansui) o giardino zen nella storia: un’innovazione epocale che produsse profondi cambiamenti nell’architettura giapponese dei giardini. Accanto al giardino zen potete visitare anche una sala, chiamata Shito-an.
Durante la visita al tempio vi capiterà di notare qua e là alcuni monumenti molto importanti; tra questi c’è un monumento in pietra con inciso un verso di Kyoshi Takahama, una statua raffigurante Muso Soseki e un monumento che riporta alcune frasi di Jiro Osaragi.
Kokedera non si visita come gli altri templi di Kyoto: prima del giardino c’è un rito da fare. Vi fanno accomodare nella sala principale, davanti a un tavolino basso con pennello, inchiostro e un foglio su cui il testo del sutra è già stampato in chiaro; mentre i monaci recitano, voi ripassate i caratteri uno per uno e alla fine ci scrivete il vostro nome e un desiderio.
Nessuno vi mette fretta e non serve finire il sutra: quando ve la sentite lasciate il foglio davanti all’altare e uscite verso il muschio. È un modo per svuotare la testa prima di affacciarsi sul giardino, ed è anche il motivo per cui, appena fuori, il silenzio vi sembrerà ancora più profondo.
Il periodo migliore per visitare il giardino è durante la stagione delle piogge quando l’acqua favorisce la crescita del muschio e lo rende più verde. In alternativa potete visitare Saihoji in autunno quando il verde del muschio si fonde con colori caldi delle foglie regalando uno spettacolo unico. Se puntate alle piogge il periodo giusto va da inizio giugno ai primi di luglio: è allora che il muschio è gonfio d’acqua e dà il meglio di sé. Per l’autunno invece bisogna andare sul tardi, di solito tra fine novembre e inizio dicembre, quando gli aceri sopra il tappeto verde virano al rosso.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).