Chiusure a capodanno in Giappone

Sfatiamo subito la voce che gira di più online: non è affatto vero che a Capodanno in Giappone chiude tutto. Anzi, è un’occasione magnifica per vivere il Paese nella sua atmosfera più autentica e tradizionale. Ogni singolo anno vedo diffondersi una quantità incredibile di disinformazione e commenti disperati di viaggiatori convinti che dal 31 dicembre al 3 gennaio le città si trasformino in deserti invalicabili. Vi fermo subito. Vivo qui da quindici anni e vi assicuro che il problema reale non sono le saracinesche abbassate dei negozi. Il vero ostacolo è la totale mancanza di organizzazione con cui troppe persone affrontano questo periodo.

Molti atterrano in Giappone senza aver pianificato nulla per le giornate di festa, vanno a caso nei luoghi turistici più famosi esattamente il primo dell’anno, trovano chiuso e finiscono per rovinarsi il viaggio lamentandosi su internet. Chi si organizza in anticipo, invece, si gode un’esperienza incredibile senza rinunciare a nulla. Basta solo capire come funziona il ritmo del Paese in quei giorni, accettare le tradizioni locali e muoversi di conseguenza.


La falsa credenza

C’è questa leggenda metropolitana durissima a morire secondo cui a Capodanno chiude tutto e non c’è nemmeno un posto dove mangiare o passare il tempo. È una visione completamente distorta. È vero che il Giappone si ferma per le festività del nuovo anno, un periodo che viene chiamato nenmatsu nenshi, ma questo non significa affatto che enormi metropoli da decine di milioni di abitanti si spengano all’improvviso.

Le piccole attività a conduzione familiare, i negozietti di quartiere e molti musei statali o tradizionali si prendono giustamente una meritata pausa. Però i grandi magazzini, i complessi commerciali moderni, le catene di ristorazione, i minimarket e soprattutto i luoghi di culto restano aperti e sono più vivi ed energici che in qualsiasi altro momento dell’anno. L’errore di fondo è pretendere di fare le stesse cose che fareste in un normalissimo martedì di metà ottobre.

L’errore da evitare

Ve lo dico sinceramente: chi si lamenta di trovare tutto chiuso è chi non ha dedicato dieci minuti a controllare gli orari su Google Maps prima di prendere l’aereo. Non ha nessun senso alzarsi la mattina del primo dell’anno, decidere all’improvviso di visitare un museo nazionale o un piccolo giardino storico recintato, e poi arrabbiarsi se il cancello principale è sbarrato.

Questa mancanza di flessibilità mentale è la rovina di moltissimi itinerari. Se vi ostinate a cercare la minuscola trattoria nascosta, gestita da marito e moglie, proprio il giorno di Capodanno, rimarrete sicuramente delusi. Dovete cambiare prospettiva. Il segreto è adattarsi al ritmo della festa, sfruttando quello che la città ha da offrire di speciale ed esclusivo proprio in quei giorni specifici.

Il metodo di programmazione

La strategia vincente è semplicissima, richiede uno sforzo minimo e vi salva letteralmente il viaggio. Funziona in questo modo: controllate in anticipo le chiusure delle attrazioni specifiche che vi interessano e concentrate le visite nei giorni precedenti o successivi al Capodanno. I musei d’arte, i giardini tradizionali, i mercati storici e le botteghe artigianali vanno inseriti nel vostro itinerario entro il 28-29 dicembre, oppure dal 4 gennaio in poi.

Nei giorni rossi del calendario, concentrati dal 31 dicembre al 2 o 3 gennaio, fate invece tutte quelle cose che non chiudono mai. I grandi parchi pubblici aperti, i santuari shintoisti, i templi buddhisti, i quartieri moderni per fare shopping, le torri panoramiche e le passeggiate all’aperto sono sempre accessibili. Se bilanciate il programma incrociando questi dati, non vi accorgerete nemmeno che ci sono delle chiusure in corso nel resto della città.

Un esempio concreto

Per farvi capire a livello pratico, facciamo un esempio classico a Tokyo. Volete visitare il Museo Nazionale di Tokyo a Ueno, passeggiare per il mercato esterno di Tsukiji e salire sulla Tokyo Skytree. Se tenete queste tre attività per i primissimi giorni dell’anno, due su tre andranno male.

Il museo chiuderà e i banchi di Tsukiji saranno per la maggior parte deserti, perché i fornitori di pesce si riposano. Ma se programmate il museo e Tsukiji il 28 dicembre, potrete goderveli appieno. Il 1° gennaio, invece, andrete serenamente alla Tokyo Skytree, che rimane aperta e offre una vista incredibile del Monte Fuji nel cielo limpido invernale, e poi passeggerete nel vicino tempio Senso-ji, che sarà un’esplosione di vita e di bancarelle. Stesse attrazioni, zero frustrazione.

Marco Togni con berretto rosso mangia spiedini di pesce crudo tra le bancarelle del mercato di Nishiki a Kyoto.
Nei giorni precedenti le feste assaggio uno spiedino di pesce al mercato Nishiki. Dal primo gennaio molti banchi abbassano le serrande per riposare.
Una mano sostiene uno stecco con un tamagoyaki davanti alla via del mercato di Tsukiji, comprato da Yamacho.
Il mercato offre spuntini veloci come il tamagoyaki. Consumate i pasti in strada prima del 31 dicembre, perché a inizio anno chiude quasi tutto.

L’eccezione di Shinjuku

Voglio farvi un esempio perfetto di quanto sia fondamentale controllare le singole attrazioni, perché le regole generali hanno sempre delle eccezioni sorprendenti. Prendiamo l’Osservatorio del Palazzo del Governo Metropolitano di Shinjuku. Essendo un grattacielo moderno, molti danno per scontato che sia aperto durante le feste. Sbagliato: i suoi uffici e gli osservatori chiudono dal 29 dicembre al 3 gennaio.

Eppure, c’è un dettaglio fondamentale. Questo palazzo fa un’eccezione clamorosa e riapre esclusivamente per la mattina del 1° gennaio. Lo fa per permettere alle persone di assistere all’Hatsuhinode, la prima alba dell’anno nuovo, una tradizione sentitissima in Giappone. Se non controllate online, o andate il 30 dicembre trovando tutto sbarrato, o vi perdete l’occasione unica di salire il primo dell’anno. Ecco perché la ricerca mirata fa la differenza tra un viaggio deludente e uno memorabile.

Cosa chiude davvero

Per essere molto chiari su cosa troverete inaccessibile, la maggior parte dei musei nazionali, prefetturali e comunali chiude i battenti dal 29 dicembre al 3 gennaio. La stessa identica regola vale per i classici giardini paesaggistici recintati e per tutti gli uffici governativi o amministrativi. Anche i castelli storici in cui si entra pagando un biglietto spesso chiudono le porte interne per un paio di giorni, anche se i parchi circostanti restano esplorabili.

Le piccole izakaya tradizionali e i ristorantini indipendenti si fermano quasi sempre dal 31 dicembre al 3 o al 4 del mese. Questo succede perché in Giappone è usanza tornare in famiglia, quindi chi gestisce una piccola attività tira giù la saracinesca per staccare e mettersi in viaggio. Se avete una lista di ristoranti specifici o stellati che sognate di provare, verificateli uno per uno e prenotateli molto prima.

Il motivo culturale

C’è un motivo profondo legato a queste chiusure, e capirlo vi aiuterà a non innervosirvi. Nella tradizione giapponese, i primi tre giorni dell’anno sono considerati sacri e dedicati al riposo assoluto. Storicamente, era considerato quasi un tabù fare rumore in cucina, tagliare cibi o far bollire pentole il primo dell’anno, per non disturbare le divinità del nuovo anno appena arrivate.

Proprio per questo motivo le famiglie preparano o acquistano in anticipo l’Osechi Ryori, le bellissime e costose scatole di cibo tradizionale freddo, pensato per durare diversi giorni senza dover cucinare. Se le famiglie non cucinano e i giapponesi si riposano, è naturale che il piccolo ristoratore sotto casa faccia lo stesso. Non è un dispetto ai turisti, è semplicemente la loro cultura.

Cosa resta aperto

Fuori dalle attività tradizionali e familiari, tutto il resto funziona a pieno regime. I convenience store come 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono aperti 24 ore su 24, ovunque e senza interruzioni. Le enormi catene di ristorazione non si fermano. Potete entrare a mangiare ramen, udon, sushi al nastro, tonkatsu o carne alla griglia in qualsiasi momento della giornata nei ristoranti più strutturati.

Anche un sacco di attrazioni moderne restano operative. Luoghi iconici come la Tokyo Tower, complessi futuristici come Roppongi Hills o le famosissime mostre d’arte digitali come TeamLab continuano a lavorare. A volte applicano un piccolo supplemento festivo o modificano leggermente l’orario di chiusura, ma garantiscono l’accesso ai visitatori. La città moderna e commerciale non si spegne.

La frenesia dei negozi

Il capitolo shopping merita un discorso a parte. I grandi magazzini, i famosi depato giapponesi, hanno orari particolari ma non vi lasceranno a bocca asciutta a lungo. Spesso chiudono prima la sera del 31 dicembre e si prendono una pausa completa il 1° gennaio. Ma riaprono in modo esplosivo già il 2 gennaio, inaugurando l’evento commerciale più importante, caotico e atteso di tutto l’anno.

Parlo delle vendite dei fukubukuro, le cosiddette borse della fortuna o borse a sorpresa. I negozi preparano sacchetti sigillati pieni di merce venduti a un prezzo fisso e molto scontato, ma senza svelarne il contenuto. I giapponesi fanno file pazzesche, a volte fin dalle quattro del mattino, per accaparrarseli. Anche se non vi interessa comprare vestiti o elettronica, passeggiare per Ginza, Shinjuku o Omotesando il 2 gennaio è un’esperienza visiva incredibile.

Atmosfera e Hatsumode

Invece di ostinarvi a cercare aperto ciò che normalmente è chiuso, io vi consiglio di fare esattamente quello che fanno i giapponesi. I primi giorni dell’anno sono dedicati all’Hatsumode, la prima visita dell’anno al santuario o al tempio. È un momento di partecipazione collettiva che ha un fascino enorme. Milioni di persone escono di casa, spesso indossando kimono tradizionali, e si mettono in file ordinate e silenziose per andare a pregare, ringraziare e chiedere fortuna per i mesi a venire.

I grandi luoghi sacri, come il Meiji Jingu a Tokyo o il Fushimi Inari a Kyoto, sono aperti giorno e notte. Da fotografo, vi garantisco che la luce invernale nei santuari, unita ai colori accesi delle decorazioni e ai volti delle persone in preghiera, crea un’atmosfera estetica e umana che non troverete in nessun altro periodo dell’anno. È uno spettacolo che vale da solo il prezzo del biglietto aereo.

Un falò rituale del dondoyaki brucia decorazioni tradizionali e bambole Daruma in un villaggio giapponese.
Bruciare le vecchie decorazioni nei falò invernali è una tradizione molto sentita. Partecipare a questi riti riempie le giornate di blocco generale.
Fuoco cerimoniale durante l'hatsumode al Santuario Kitaguchihongu Fuji Sengenjinja a Fujiyoshida con persone presenti.
L'hatsumode attira enormi folle attorno al fuoco. Mentre le attività si fermano, i santuari diventano l'unico vero centro vitale della nazione.

Lo street food dei templi

Un altro vantaggio enorme dell’andare ai templi durante il Capodanno è il cibo. Le aree di avvicinamento ai santuari principali si riempiono di yatai, le classiche bancarelle di street food giapponese. È una festa per gli occhi e per lo stomaco.

Troverete decine di chioschi che preparano yakisoba fumanti, takoyaki, enormi spiedini di carne alla griglia, patate dolci arrosto e mele caramellate. C’è un’energia pazzesca. Mangiare qualcosa di caldo camminando all’aperto, mentre l’aria profuma di fumo di legna e incenso, è infinitamente più interessante che sedersi nell’ennesimo ristorante turistico.

I dettagli pratici al tempio

Mentre siete al santuario, non limitatevi a guardare. Comprate un omikuji, il foglietto che predice la fortuna per l’anno nuovo. Se vi capita una sfortuna, legatelo ai fili appositi per lasciarla lì. Se vi capita una buona sorte, tenetelo nel portafoglio.

Potete anche restituire i vecchi amuleti dell’anno precedente, che verranno bruciati in grandi falò purificatori, e comprare i nuovi omamori per proteggere la salute, la sicurezza in viaggio o gli affari. E molto spesso, all’ingresso dei templi, vengono distribuiti bicchierini di amazake, un sake dolce e denso, spesso analcolico, servito caldissimo. Vi riscalda subito ed è il sapore perfetto del Capodanno giapponese.

Numerosi rastrelli portafortuna giapponesi decorati in vendita all'interno del Santuario Kitaguchihongu Fuji Sengenjinja.
I rastrelli decorati servono ad attirare la fortuna. L'acquisto degli amuleti shintoisti è una delle poche attività sempre garantite a inizio anno.
Una sposa in abito bianco tradizionale viaggia su un risciò trainato a Hiroshima, circondata da persone in abiti formali.
Le processioni in abito tradizionale animano le aree verdi. Organizzatevi per assistere a questi eventi all'aperto quando i musei serrano i battenti.

Logistica e trasporti

Un aspetto incredibilmente positivo delle feste in Giappone riguarda i mezzi pubblici. Non solo i treni locali e le metropolitane non smettono di circolare, ma la notte del 31 dicembre, nelle grandi metropoli come Tokyo, moltissimi servizi ferroviari principali funzionano ininterrottamente fino al mattino successivo, senza mai fermarsi.

Questo vi permette di spostarvi da una parte all’altra della città per fare il conto alla rovescia, andare a un tempio a mezzanotte in punto o semplicemente rientrare in hotel a notte fonda, senza la minima preoccupazione di restare bloccati o di dover pagare cifre folli per i taxi. La logistica urbana in questi giorni è perfetta.

Attenzione ai contanti e ai bagagli

Ci sono però due dettagli tecnici che dovete assolutamente ricordare per non trovarvi nei guai. Il primo riguarda i soldi: molti bancomat, soprattutto quelli non legati ai convenience store, potrebbero sospendere o limitare i servizi nei primissimi giorni dell’anno per manutenzione bancaria. Io di solito prelevo sempre una buona scorta di contanti il 30 o il 31 dicembre per stare tranquillo, visto che alle bancarelle dei templi si paga solo ed esclusivamente cash.

Il secondo punto riguarda i servizi di spedizione bagagli, come il comodissimo Yamato Transport (Takkyubin). Il servizio non chiude, ma il traffico sulle autostrade giapponesi a inizio anno è paralizzato dalle persone che tornano nelle province. Questo significa che le valigie potrebbero impiegare uno o due giorni in più del normale per arrivare a destinazione. Calcolate bene i tempi se vi spostate tra due città e dovete spedire le valigie.

Parchi e aree pubbliche

Se a Capodanno volete staccare dalla folla dei templi, ricordate che i grandi parchi pubblici restano sempre accessibili e sono bellissimi in inverno. C’è una grande differenza tra i giardini storici recintati, che chiudono, e i parchi cittadini aperti.

A Tokyo potete fare lunghe passeggiate a Yoyogi Park, attraversare il grande parco di Ueno o camminare lungo le sponde del fiume Sumida. A Kyoto, le rive del fiume Kamo sono perfette per rilassarsi, così come l’immensa foresta di bambù di Arashiyama, che non chiude mai. Sono spazi gratuiti, sempre aperti e perfetti per riempire le giornate in modo rilassato.

Tokyo o Kyoto

Spesso ricevo messaggi di viaggiatori che mi chiedono ansiosi dove sia meglio fare base a Capodanno per limitare i danni delle chiusure. Ve lo dico subito: stare a Tokyo o a Kyoto è praticamente indifferente. La dinamica di base che vi ho appena spiegato è assolutamente identica in entrambe le città.

A Tokyo troverete chiusi i minuscoli bar di quartiere ma aperti i giganteschi complessi di Shinjuku o Shibuya. A Kyoto troverete chiusi molti negozi artigianali tipici, ma potrete perdervi nei grandi complessi templari storici, che in quei giorni sono il cuore pulsante e vivo della città. La differenza non la fa il luogo fisico in cui vi trovate, ma esclusivamente la prontezza nel programmare l’itinerario.

Per approfondire

Questo articolo serve a darvi un quadro chiaro sulle chiusure e su come organizzare la mentalità del viaggio, ma se state cercando idee specifiche, eventi a cui partecipare e luoghi esatti dove passare la notte di San Silvestro, ho preparato due risorse dedicate.

Ho scritto due articoli completi intitolati “Capodanno in Giappone” e “Capodanno a Tokyo“, in cui parlo nel dettaglio di cosa fare, dei posti migliori per il conto alla rovescia e delle tradizioni a cui potete partecipare in prima persona. Andate a leggerli per completare il vostro piano di viaggio.

Il mio consiglio

Io onestamente vi invito a smettere di preoccuparvi in modo ossessivo delle chiusure e a iniziare a guardare il Capodanno giapponese per quello che è davvero: un’occasione unica e irripetibile. Pianificate i musei per i giorni feriali, godetevi il cibo di strada, infilatevi nella folla dei templi il primo dell’anno e lasciatevi trasportare dall’atmosfera vibrante, senza l’ansia di dover spuntare a tutti i costi una lista di luoghi turistici standard. Il Giappone, in questi giorni di festa, mostra un volto intimo e gioioso che durante il resto dell’anno scompare completamente. Siate flessibili, preparatevi un minimo e vi prometto che vivrete un viaggio spettacolare.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).