A 12 metriMori Art MuseumA 12 metri
A Roppongi Hills.

Roppongi Hills non è “solo” un quartiere: è una città verticale dove in pochi passi passate da una galleria di design a un museo d’arte contemporanea, da un giardino giapponese silenzioso a un belvedere che abbraccia Tokyo. È il simbolo della visione di Minoru Mori: concentrare funzioni diverse in uno spazio compatto, per guadagnare tempo (che a Tokyo, lo sappiamo, finisce spesso nel lavoro). Qui l’architettura è scenografia e servizio: uffici internazionali, boutique curate, ristoranti, cinema, piazze per eventi e un’opera d’arte che tutti fotografano, la gigantesca “Maman”. Vi consiglio di arrivare senza preconcetti: Roppongi Hills o vi conquista per energia e varietà, o vi intriga per come mette insieme lusso, cultura e vita quotidiana.
Il cuore del complesso è la Mori Tower, grattacielo iconico di 54 piani (238 metri), firmato da Kohn Pedersen Fox con The Jerde Partnership. Al 52º piano c’è l’indoor observation deck Tokyo City View, una fascia di vetrate che corre tutto intorno alla torre a circa 250 metri di altezza. Lo Sky Deck sul tetto, la terrazza a cielo aperto, non è più accessibile al pubblico: oggi Tokyo si guarda solo dall’interno, al riparo e senza vincoli di meteo.
Il bello del Tokyo City View è che le vetrate girano tutto intorno al piano: non c’è un lato buono e uno da saltare, si cammina e il panorama cambia. Da una parte vi trovate la Tokyo Tower in primo piano, così vicina che sembra di poterla toccare, e dietro si aprono la baia, il Rainbow Bridge e Odaiba.
Dall’altra parte compaiono i grattacieli di Shinjuku e, più lontana, la punta sottile dello Skytree: è la vista che vi fa capire meglio di qualsiasi mappa quanto sia enorme e senza centro questa città.
Nelle giornate limpide, soprattutto d’inverno quando l’aria è tersa, oltre lo skyline si stacca anche il profilo del Fuji. Capita meno spesso di quanto si creda, ma quando succede è il momento in cui capite perché tutti salgono quassù.
Davanti alla torre, nella 66 Plaza, vi accoglie “Maman” di Louise Bourgeois: un ragno monumentale che è diventato il totem fotografico della zona. È una di quelle opere che dividono: c’è chi la ama, chi la teme, ma tutti si fermano. Curiosità: a Tokyo l’installazione indossa “scarpe” speciali per proteggersi dai terremoti. Maman però è solo la punta: tutto il complesso è pensato come un museo a cielo aperto, con una ventina tra sculture e installazioni sparse fra piazze, ingressi e passaggi coperti. Anche panchine, insegne e corrimano sono arredi d’autore, affidati a designer diversi: se camminate con l’occhio basso ne riconoscete parecchi senza nemmeno accorgervene. E una volta l’anno il quartiere resta sveglio tutta la notte per la Roppongi Art Night, quando musei, gallerie e piazze si riempiono di opere fino all’alba.
Al 53º piano vive il Mori Art Museum, dedicato soprattutto a linguaggi contemporanei: architettura, design, fotografia, video. Non ha una collezione permanente, quindi trovate mostre temporanee ambiziose e spesso internazionali. Il programma cambia più volte l’anno e alterna personali di artisti internazionali a grandi rassegne di architettura e design, spesso con allestimenti spettacolari pensati per lo spazio della torre. Vi consiglio di abbinare museo e City View nello stesso giro, per un pomeriggio “arte + skyline”.
Scendendo a terra, un corridoio di vetro vi accompagna verso il Mori Garden: laghetto, piccole cascate, ciliegi e acero giapponese. È l’oasi di verde che non vi aspettate in mezzo ai desk. L’accesso è libero e non serve biglietto, ed è un angolo perfetto per una pausa caffè sia per qualche foto in stagioni come hanami e koyo. C’è anche una storia che quasi nessuno conosce: il nome non arriva da Mori Building ma dal clan Mori, i signori feudali di Chofu che qui avevano la residenza di Edo. Proprio in questo giardino, nel 1703, dieci dei 47 ronin di Ako conclusero la loro vicenda con il seppuku, e una targa lo ricorda ancora oggi a due passi dal laghetto. Vi consiglio di cercarla: fa un certo effetto pensare a una delle storie più famose del Giappone feudale con un grattacielo di vetro alle spalle.
Roppongi Hills è anche shopping: oltre 200 tra negozi, caffè e ristoranti, dal casual al fine dining. Se volete un riferimento comodo, il Grand Hyatt Tokyo integra dieci locali molto diversi: steakhouse, sushi Edo-mae, bistrò francese, cinese contemporaneo e un lounge con musica dal vivo. Vi consiglio di prenotare per le fasce di punta e di esplorare i corridoi di West Walk: sono un catalogo vivente di brand e lifestyle giapponese.
Dentro il complesso trovate TOHO Cinemas Roppongi Hills, multisala con programmazione ampia (anche in lingua originale) e spettacoli serali. Pratico se volete chiudere la giornata con un film senza spostarvi dal quartiere. Gli orari cambiano in base ai titoli del momento.
La Roppongi Hills Arena è uno spazio all’aperto con tetto retraibile, usato per concerti, festival food, talk e red carpet. Se capitate tra novembre e dicembre, Keyakizaka-dori si accende con le illuminazioni natalizie: prospettiva perfetta verso Tokyo Tower e atmosfera che vi porta dritti in un film di Natale. In estate e primavera spesso la zona ospita rassegne e weekend tematici.
Roppongi Hills occupa circa 11 ettari e sintetizza l’idea di “città nella città” di Mori Building: uffici, residenze, hotel, spazi culturali e retail connessi da piazze e percorsi pedonali. È un laboratorio di urbanistica privata — con vantaggi evidenti in servizi e manutenzione — e un caso di studio per come a Tokyo si ibridano funzioni diverse in verticale. Dietro a tutto questo c’è una trattativa lunghissima: per mettere insieme l’isolato, Mori Building ha impiegato circa 17 anni a convincere una per una le oltre 400 famiglie che possedevano i terreni, prima di poter aprire nel 2003. È il motivo per cui Roppongi Hills sembra disegnato tutto insieme, con una coerenza che nel resto di Tokyo non trovate quasi mai, e allo stesso tempo il motivo per cui viene citato come caso limite di quanto pesi il privato nel ridisegnare la città.
Se vi piace l’idea di un quartiere-ecosistema dove l’arte incontra lo shopping e dove potete passare dal tè matcha al rooftop senza cambiare isolato, qui trovate un condensato di Tokyo contemporanea. Vi consiglio di dedicarci mezza giornata piena: museo e belvedere, passeggiata nel giardino, un giro sotto “Maman”, aperitivo con vista su Keyakizaka e, se vi va, cinema o cena al Grand Hyatt.
Chiudo con un invito personale: tenete Roppongi Hills nella lista non solo per lo skyline, ma per capire come Tokyo si sta ridisegnando — tra design, servizi e grandi progetti privati — e decidere se questa direzione vi somiglia oppure no. Se volete approfondire, sul mio sito trovate altri articoli su Tokyo di notte, musei e quartieri vicini: vi aiuteranno a costruire il vostro itinerario senza perdere tempo.
Se arrivate con la Hibiya Line scendete a Roppongi e cercate l’uscita 1C: un passaggio coperto vi porta dentro il complesso in due o tre minuti, senza mettere il naso fuori nemmeno se piove.
Con la Oedo Line si esce dalla numero 3 e si cammina cinque minuti in superficie, costeggiando Roppongi-dori.
C’è anche la variante più scenografica: scendere a Nogizaka con la Chiyoda Line e farvi una decina di minuti a piedi passando davanti al National Art Center, così mettete insieme due musei nello stesso pomeriggio.
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Roppongi Hills Mori Tower
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Roppongi Hills Mori Tower - lì vicino trovate:
A 12 metriA Roppongi Hills.
A 86 metriUn'opera d'arte.
Ramen allo yuzu e opzioni vegane.
A 165 metriOttima catena di hamburger.
A 166 metriLa sede della TV Asahi.
A 180 metriCelebre ristorante.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).