
Yoyogi
Yoyogi è la fermata giusta se volete restare a due passi da Shinjuku senza finirci dentro con tutto il caos.
Sta sulla Yamanote, incastrata tra Shinjuku e Harajuku, e in cinque minuti di treno ti ritrovi in mezzo ai grattacieli o dentro la folla di Takeshita-dori. Appena esci qui, però, l’aria cambia: strade più strette, tanti studenti, izakaya piccole e uffici. Non è una zona da lista dei desideri, è una zona dove si vive e si mangia bene spendendo poco. Vi racconto come muovervi, cosa c’è intorno e perché la stazione, ve lo dico subito, non è dove pensate che sia il parco.
Ristoranti
Quartieri vicini
Yotsuya
Takadanobaba
Tre uscite
La stazione JR ha tre uscite, est, ovest e nord, e sapere quale prendere vi fa risparmiare tempo e giri a vuoto.
- Uscita ovest: guarda verso il verde di Meiji-jingu ed è quella che collega anche alla linea Oedo della metropolitana.
- Uscita nord: porta pure lei all’Oedo e sbuca vicino alla sede dei corsi Yozemi, il palazzo alto che si vede da lontano e che uso sempre per capire da che parte sono.
- Uscita est: dà sul lato più residenziale, quello con i negozietti e i locali piccoli.
Oltre alla Yamanote qui passa anche la Chuo-Sobu, la linea gialla, comoda per Sendagaya o per tagliare la città senza cambiare a Shinjuku.
E se non avete fretta, da Shinjuku ci si arriva anche a piedi in un quarto d’ora, scendendo dall’uscita sud e passando sopra i binari. Lo faccio spesso quando la stazione grande è troppo piena e voglio solo camminare un po’.
Studenti e izakaya
Di giorno, intorno alla stazione, vedi soprattutto ragazzi dei corsi di preparazione all’università e gente diretta al lavoro. È una zona di scuole private, palazzi di uffici e case, non di vetrine pensate per i turisti.
La sera invece i vicoli si riempiono di izakaya piccole, posti coreani e catene dove si mangia con pochi soldi: un menu con tanti piatti e bevande libere qui resta su cifre basse, roba da studenti. Se cercate una cena semplice prima o dopo Shinjuku, secondo me è il posto giusto: prezzi onesti, niente code assurde, tavoli veri dove sedersi con calma.
Non aspettatevi locali eleganti o viste dall’alto. Qui si viene per la Tokyo di tutti i giorni, quella che molti viaggiatori non si fermano mai a guardare.
Non è il parco
Il parco di Yoyogi, quello vero, è più lontano di quanto lasci intendere il nome della stazione. Se il vostro obiettivo è il grande prato con gli alberi e i cani a spasso, conviene scendere a Harajuku o alla fermata Yoyogi-koen, molto più vicine agli ingressi.
Dalla parte del parco, però, c’è una cosa che vale il giro: il ginnasio nazionale disegnato da Kenzo Tange per le Olimpiadi del 1964, con quel tetto sospeso che sembra piegarsi da solo. È uno degli edifici più belli della Tokyo del dopoguerra e anche solo da fuori merita due minuti.
La domenica, all’ingresso lato Harajuku, si radunano i ballerini rockabilly: giacche di pelle, ciuffi impomatati e rock and roll anni Cinquanta a tutto volume.
A Yoyogi io ci abbino quasi sempre una camminata fino a lì, perché in mezz’ora a piedi passi dagli izakaya per studenti a una delle scene più assurde e divertenti della città.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).





