
Yoyogi
Yoyogi è la fermata giusta se volete restare a due passi da Shinjuku senza finirci dentro con tutto il caos.
Sta sulla Yamanote, incastrata tra Shinjuku e Harajuku, e in pochi minuti di treno ti ritrovi in mezzo ai grattacieli o dentro la folla di Takeshita-dori. Appena esci qui, però, l’aria cambia: strade più strette, tanti studenti, izakaya piccole e uffici. Non è una zona da lista dei desideri, è una zona dove si vive e si mangia bene spendendo poco. Vi racconto cosa c’è intorno, cosa si mangia e perché la stazione, ve lo dico subito, non è quella del parco.
Indice
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Studenti e izakaya
Di giorno, intorno alla stazione, vedi soprattutto ragazzi dei corsi di preparazione all’università e gente diretta al lavoro. È una zona di scuole private, palazzi di uffici e case, non di vetrine pensate per i turisti. Il simbolo di tutto questo è la torre del Yozemi, il grattacielo dei corsi di preparazione che spunta accanto ai binari: ventisei piani di aule, sale studio e perfino un pensionato per chi arriva da fuori Tokyo. Quando vedete quella sagoma sapete sempre da che parte è la stazione, e capite anche perché il quartiere ha un’età media così bassa.
La sera invece i vicoli si riempiono di izakaya piccole, posti coreani e catene dove si mangia con pochi soldi: un menu con tanti piatti e bevande libere qui resta su cifre basse, roba da studenti. Se cercate una cena semplice prima o dopo Shinjuku, secondo me è il posto giusto: prezzi onesti, niente code assurde, tavoli veri dove sedersi con calma.
Non aspettatevi locali eleganti o viste dall’alto. Qui si viene per la Tokyo di tutti i giorni, quella che molti viaggiatori non si fermano mai a guardare.
Il grattacielo con l’orologio
Appena uscite dalla stazione alzate gli occhi: quella guglia appuntita che sembra arrivata da New York anni Trenta è la torre della Docomo, oltre 240 metri che dominano il quartiere e si vedono da mezza Tokyo.
Sul lato nord ha un orologio enorme, quindici metri di diametro, con lancette che pesano circa una tonnellata l’una: per anni è stato l’orologio da torre più alto del mondo.
Una cosa però ve la dico subito: dentro non si entra. Non è un osservatorio ma un palazzo di uffici e centrali telefoniche, chiuso a chi non ci lavora. Resta comunque il punto di riferimento più comodo che avete qui: da qualunque vicolo alziate lo sguardo, capite subito da che parte è la stazione.
Non è il parco
Il parco di Yoyogi, quello vero, è più lontano di quanto lasci intendere il nome della stazione. Se il vostro obiettivo è il grande prato con gli alberi e i cani a spasso, conviene scendere a Harajuku o alla fermata Yoyogi-koen, molto più vicine agli ingressi.
Dalla parte del parco, però, c’è una cosa che vale il giro: il ginnasio nazionale disegnato da Kenzo Tange per le Olimpiadi del 1964, con quel tetto sospeso che sembra piegarsi da solo. È uno degli edifici più belli della Tokyo del dopoguerra e anche solo da fuori merita due minuti. Il trucco sta tutto nei cavi: il tetto non poggia su pilastri interni, è appeso come un ponte sospeso a due grandi piloni nel palazzetto principale e a uno solo in quello più piccolo. Ecco perché dentro non c’è nemmeno una colonna a tagliare la vista. Lo Stato lo ha messo tra i beni culturali importanti, cosa rarissima per un edificio del dopoguerra, e i due palazzetti ospitano ancora gare e concerti: se capitate quando c’è un evento potete entrarci e vederlo da dentro.
La domenica, all’ingresso lato Harajuku, si radunano i ballerini rockabilly: giacche di pelle, ciuffi impomatati e rock and roll anni Cinquanta a tutto volume.
A Yoyogi io ci abbino quasi sempre una camminata fino a lì, perché in mezz’ora a piedi passi dagli izakaya per studenti a una delle scene più assurde e divertenti della città.
Dormire qui conviene?
Se state ancora decidendo dove dormire a Tokyo, Yoyogi è una di quelle scelte furbe che quasi nessuno fa. Siete a una fermata da Shinjuku e a una da Harajuku, quindi raggiungete tutto in fretta, ma la sera rientrate in una via tranquilla invece che nel casino di Kabukicho.
Gli alberghi qui sono quasi tutti business hotel: camere piccole ed essenziali, niente vista e niente lusso, ma si spende meno che a poche centinaia di metri di distanza.
L’unico accorgimento è guardare bene da che lato della stazione cade l’indirizzo: con i binari in mezzo, un albergo che sulla mappa sembra vicinissimo può costarvi un bel giro a piedi.
Come arrivare
Yoyogi è la fermata successiva dopo Shinjuku sulla Yamanote, un paio di minuti di treno, ed è a una sola fermata anche da Harajuku nell'altro senso.
Se non avete fretta, da Shinjuku si arriva pure a piedi in un quarto d'ora: uscita sud, poi si passa sopra i binari.
Una volta lì conta l'uscita che scegliete: ovest e nord guardano verso il verde di Meiji-jingu e portano anche alla linea Oedo, mentre a est trovate il lato residenziale, quello dei vicoli con i locali piccoli. Se invece puntate agli ingressi del parco, meglio restare in treno un'altra fermata.
Informazioni utili
- Stazione Yoyogi (JR Yamanote, JR Chuo-Sobu): uscite ovest, nord ed est
- Stazione Yoyogi (Toei Oedo): collegata alle uscite ovest e nord della JR
- A piedi da Shinjuku: circa 15 minuti
Mappa
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Yoyogi
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).





