Anatra laccata a fette con salsa a China Blue a Tokyo servita su una foglia di lattuga e una base di pietra scura.

China Blue

Un ristorante cinese di alto livello al ventottesimo piano di un grattacielo a Shiodome, con la sala affacciata sul giardino di Hama-Rikyu e sulla baia di Tokyo. China Blue sta dentro il Conrad e fa cucina cantonese rivista in chiave moderna, con una stella Michelin che si porta dietro da anni.
Nel menu ci sono anatra, dim sum, pesce e un budino al mango che preparano da vent’anni. Per me è il posto giusto per una cena importante o per un pranzo lungo, soprattutto se vivete a Tokyo e avete voglia di provare qualcosa di nuovo.

Piatti e prezzi

Lo chef viene da Hong Kong e sta ai fornelli qui dal 2006, e la sua idea di cantonese si allontana parecchio dai classici: in diversi piatti spuntano frutta e spezie che tirano verso il sud-est asiatico. A pranzo la formula più comoda è il menu fisso a più portate che parte dai dim sum, a cena si passa ai menu degustazione più lunghi. Se i menu vi sembrano troppo, si ordina anche fuori dal degustazione: due o tre piatti alla carta e un giro di dim sum bastano per capire la cucina senza impegnarsi in tutte le portate. I piatti grandi arrivano da condividere, quindi in due si assaggia comunque parecchio.

  • China Blue Tokyo duck: anatra giapponese tagliata spessa, con un po’ di coscia e non solo la pelle, servita con crêpe alla curcuma, ananas e due salse, una piccante fatta in casa e una di miso dolce al pomodoro.
  • Melanzane mapo: piccante presente ma tenuto sotto controllo, le melanzane si sfaldano al cucchiaio e la salsa resta densa.
  • Costata di wagyu: scottata a fuoco altissimo, salsa al pepe nero e miso, fuori profumata di griglia e dentro ancora rosa.
  • Tris di dim sum del pranzo: ravioli al vapore, involucri sottili, ripieni di gambero e verdure.
  • Spaghettini di Shanghai con polpa di granchio reale, serviti in brodo, morbidi e per niente asciutti.
  • Budino al mango: il dolce che fanno da vent’anni, con pezzi di frutta dentro e qualche pasticcino cinese di accompagnamento.
Anatra laccata a fette con salsa a China Blue a Tokyo servita su una foglia di lattuga e una base di pietra scura.
L'anatra laccata arriva servita su un blocco di pietra scura. La carne è tagliata sottile e coperta da una salsa densa guarnita con granella di pistacchi.
Anatra alla pechinese in crespella nera tenuta in mano al ristorante China Blue nell'hotel Conrad a Tokyo.
Qui prendo un involtino di anatra avvolto in una crespella nera. La tovaglia blu elettrico fa risaltare subito le presentazioni geometriche dei piatti sul legno.

Vi avviso subito sull’anatra: non è il Peking duck croccante e laccato della tradizione, la crêpe è leggera e sottile e l’ananas smorza il grasso. Se andate lì per quella, restate spiazzati.
Il resto dei piatti è più leggero di quanto vi aspettate da un cinese: niente salse che coprono tutto. Le porzioni dei menu sono calibrate, si finisce sazi senza il mattone sullo stomaco, però non è una tavolata da abbuffata.

A pranzo si sta sui 7.000–10.000 yen a testa, a cena sui 15.000–25.000. È caro, inutile girarci intorno, ma per un cinese di questo livello a Tokyo, con questa sala e con dei camerieri che non sbagliano un tempo, non trovo la cifra fuori scala.
Ci torno perché a Tokyo il cinese o è il locale di quartiere sotto casa o è il salone d’albergo che campa di rendita: qui a pranzo, con meno di diecimila yen, mangio sei o sette portate cucinate bene, e questa via di mezzo non la incrocio spesso.

Pinna di squalo brasata con funghi enoki servita in un piatto al ristorante China Blue nell'hotel Conrad a Tokyo.
La portata a base di pinna di squalo brasata e funghi enoki ha una superficie lucida. Al lato c'è una piccola ciotola di brodo chiaro per bilanciare la sapidità.
Un piatto di insalata di medusa guarnito con peperoni rossi servito al China Blue all'interno dell'hotel Conrad a Tokyo.
L'insalata di medusa viene presentata in piccole porzioni con cubetti di peperone rosso. La consistenza è molto soda e richiede di masticare lentamente.

Chi c’è in cucina

Il capo cuoco è di Hong Kong ed è entrato in questa cucina nel 2006, pochi mesi dopo l’apertura del ristorante: ha imparato il mestiere accanto al primo chef e da allora non si è mosso da qui. Prima del Conrad aveva già lavorato per anni in Giappone, e nel piatto si sente.
I piatti di pesce sono dove va più a fondo, e parecchie preparazioni partono da ingredienti giapponesi invece che dal repertorio classico di Hong Kong. Se vi state chiedendo perché questo cantonese vi sembra fuori dai binari, la risposta sta lì: vent’anni di mercati giapponesi letti con occhi cantonesi.

Filetto di pesce al vapore in brodo con funghi servito nel cestello di bambù al ristorante China Blue a Tokyo.
Il cestello di bambù contiene un filetto di pesce al vapore. La carta da forno trattiene il liquido di cottura ed evita che il brodo bagni il legno sottostante.
Abalone brasato con cipollotto servito in un piatto bianco al ristorante China Blue presso l'hotel Conrad a Tokyo.
La glassatura scura copre interamente la porzione di abalone brasato. Per pulire il palato tra un morso e l'altro è consigliabile bere piccoli sorsi di tè caldo.

Com’è dentro

La sala è tutta sui toni del blu, con soffitti alti e una parete di bottiglie che sale per otto metri, duemilacinquecento etichette dietro il vetro. All’ingresso c’è un portale rosso che stacca il ristorante dal resto dell’albergo.
I tavoli sono lontani gli uni dagli altri e si parla a voce normale senza sentire la conversazione dei vicini. Ci sono anche tre sale private, una con il tavolo rotondo e le finestre su due lati. Le sale private stanno da sei a dodici persone e hanno un supplemento a parte, dai 17.000 yen della più piccola ai 27.000 yen di quella con la vista migliore. Se venite in gruppo mettetelo nel conto prima di chiederle.

Quando prenotate chiedete un posto vicino ai vetri: sotto avete il giardino, i grattacieli e il Rainbow Bridge, e la sera cambia tutto. La prenotazione conviene farla, soprattutto nel fine settimana.
Sull’abbigliamento siamo su smart casual, canottiera e infradito no, per il resto una camicia basta e avanza.

Ingresso del ristorante China Blue a Tokyo all'interno dell'hotel Conrad, con logo sulla parete e menù sul leggio.
L'ingresso del ristorante accoglie con luci soffuse e pareti scure. Leggere il menu sul leggio all'entrata aiuta a farsi subito un'idea precisa delle portate.
Tavoli apparecchiati all'interno della sala ristorante China Blue a Tokyo, caratterizzata da lampadari blu e ampie vetrate.
La sala principale sfrutta grandi lampadari blu per spezzare l'altezza del soffitto. È preferibile chiedere un tavolo vicino alle vetrate per godere della vista.

Quando andarci

A pranzo è dove il conto rende di più: portate quasi uguali a quelle serali, luce piena sulla baia, spesa quasi dimezzata. La sera si paga il panorama con le luci accese, e per un anniversario o una cena di lavoro ci sta.
Se invece siete a Tokyo per una decina di giorni, secondo me i vostri soldi rendono di più altrove: un sushi, un kaiseki, qualcosa che in Italia proprio non trovate. Questo indirizzo lo tengo per chi vive qui e vuole cambiare aria, o per chi dorme al Conrad e ha voglia di cinese senza uscire dall’albergo.

In breve

Pro:

  • Cantonese moderno cucinato con tecnica vera, sapori puliti e mai pesanti
  • Sala con vista sul giardino di Hama-Rikyu e sulla baia, tavoli ben distanziati
  • Servizio attento e senza rigidità, anche con richieste particolari sul cibo

Contro:

  • Conto alto, a cena si arriva facilmente sopra i ventimila yen a testa
  • Chi cerca il cinese classico (anatra croccante in testa) resta deluso

Ideale per: chi vive a Tokyo e vuole provare qualcosa di diverso, cene di occasione, ospiti dell’hotel.

Atmosfera: elegante e silenziosa, luci basse, clientela di coppie e tavoli di lavoro.

Conclusione

Quello che mi resta in testa uscendo da China Blue non è un piatto, è il silenzio: tavoli lontani, luce che entra dalle vetrate e il giardino verde ventotto piani più giù, con la baia dietro. Il posto giusto per una cena di quelle che si ricordano, o per un pranzo in cui nessuno ha fretta di alzarsi.
Se ci andate una volta sola prendete l’anatra con le crêpe alla curcuma e le melanzane mapo, e chiudete con il budino al mango: è il piatto che li racconta meglio, semplice fino a sembrare banale finché non lo assaggiate. Chiedete il tavolo alle vetrate quando prenotate, perché metà di quello che vi portate a casa entra dalla finestra. Di cinesi bravi a Tokyo ne trovate, di cinesi bravi con questa sala e questo servizio no: vale la salita al ventottesimo piano, andateci.

Come arrivare

Dalla stazione di Shiodome arrivate senza uscire all'aperto: i sottopassaggi sbucano dentro il Conrad e da lì si sale con l'ascensore al ventottesimo piano.
Se scendete a Shimbashi con la JR, prendete l'uscita Shiodome e camminate sette minuti verso la baia.

Da Ginza sono un quarto d'ora a piedi, comodo se state già girando in zona o se venite dal giardino di Hama-Rikyu, che sta proprio sotto l'hotel.

Informazioni utili

Nome: China Blue
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 12 alle 14 e dalle 17:30 alle 21
Durata visita: Circa un'ora e mezza a pranzo, due ore e mezza a cena con il menu degustazione
Giorni di chiusura: Due giorni di chiusura a metà gennaio per i controlli agli impianti elettrici dell'hotel
Prenotazione: Conviene prenotare, soprattutto per la cena e nel fine settimana: si fa online dal sito ufficiale dell'hotel o per telefono. Chiedete subito un tavolo vicino alle vetrate. Occhio alle penali di cancellazione: 50% il giorno prima, 100% il giorno stesso.
Consigli utili: Non aspettatevi il Peking duck croccante e laccato: qui l'anatra arriva tagliata spessa, con crêpe alla curcuma e ananas. Se volete il cantonese che conoscete, puntate sui dim sum del pranzo e tenete spazio per il budino al mango.
Trasporti:
  • Stazione Shiodome (Toei Oedo, Yurikamome): collegata all'hotel dai sottopassaggi
  • Stazione Shimbashi (JR Yamanote, Tokyo Metro Ginza, Toei Asakusa): uscita Shiodome, circa 7 minuti a piedi
Indirizzo: 1-chōme-9-1 Higashishinbashi, Minato City, Tokyo 105-7337, Japan
Sito Internet: China Blue
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).