A 716 metriMuseo della storia di OsakaA 716 metri
Vicino al castello.

Tra le principali attrazioni della città giapponese di Osaka troviamo senza dubbio uno dei monumenti più conosciuti ed importanti del paese: l’omonimo castello è un vero gioiello, costruito alla fine del sedicesimo secolo sotto la commissione di uno dei più noti signori della guerra, Toyotomi Hideyoshi. La sua passione per l’oro lo portò a far rifinire con questo metallo ogni elemento possibile del castello, una caratteristica che lo rendeva unico nel suo genere.
Distrutto e ricostruito più volte nel corso dei secoli, il torrione che vedete oggi è una ricostruzione in cemento armato del 1931, finanziata dalle donazioni dei cittadini di Osaka: uscì indenne dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che invece rasero al suolo l’enorme arsenale militare sorto tutto attorno al castello.
Il castello sta al centro di un parco enorme, quindi da qualunque stazione partiate vi aspetta una camminata di un quarto d'ora abbondante: tanto vale scegliere quella più comoda per la vostra linea.
La più immediata è Osakajokoen: appena fuori dai tornelli siete già dentro il parco e salite verso il torrione dal lato nord-est.
Se volete l'arrivo più scenografico scendete a Tanimachi 4-chome ed entrate da ovest: il percorso costeggia i fossati più larghi e passa sotto le porte monumentali Otemon e Sakuramon prima di portarvi ai piedi della torre. Da Morinomiya si sale invece da sud-est, tra mura e prati, in una ventina di minuti.
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Castello di Osaka
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Il castello è ubicato all’interno di un parco che si estende su un’area di circa 106 ettari. Aperto nel 1931, ha come punto di forza i suoi alberi da fiore: circa 3.000 ciliegi sparsi un po’ ovunque e un boschetto con oltre 1.200 albicocchi giapponesi di un centinaio di varietà, che tra febbraio e aprile danno vita ad un suggestivo spettacolo di colori. Tuttavia, il parco attira migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo in tutti i periodi dell’anno, offrendo scenari sempre diversi in base alle stagioni. Non si tratta di una risorsa solamente turistica in quanto anche i residenti di Osaka sono soliti trascorrere momenti in compagnia della propria famiglia o degli amici in questa oasi di pace e relax.
Oltre alle attrazioni naturalistiche, ciò a cui il parco deve il suo fascino sono le imponenti mura e i fossati, le torri, i cancelli e i canali che lo attraversano. L’intera area è infatti incorniciata da una cinta muraria di granito alta 20 metri che si estende per ben 12 chilometri, racchiudendo ampi fossati, la cui larghezza varia tra i 70 e i 90 metri. La straordinaria bellezza delle mura è dovuta alle imponenti dimensioni delle pietre usate per la loro costruzione, circa un milione, che lasciano letteralmente a bocca aperta i visitatori.
C’è una cosa che quasi nessuno sa mentre fotografa il torrione: il castello che state guardando non è più quello di Hideyoshi. Dopo gli assedi del 1614 e del 1615 i Tokugawa rasero al suolo quel che restava della fortezza dei Toyotomi e dal 1620 ne costruirono una nuova sopra le macerie, alzando il livello del terreno di diversi metri. Le mura originali di Hideyoshi sono ancora lì, sepolte sotto i vostri piedi, e quello che vi sembra grandioso è in realtà opera dei suoi nemici, mentre il torrione bianco e oro riprende l’aspetto dell’epoca Toyotomi.
È un dettaglio che cambia il modo di guardare le pietre. Passando dalla porta Sakuramon fermatevi davanti al Tako-ishi, la “pietra polpo”: un unico blocco di quasi 60 metri quadrati di superficie e oltre cento tonnellate di peso, arrivato via mare dall’isola di Shodoshima. È la pietra più grande del castello e non è lì per caso: i signori feudali costretti a lavorare al cantiere facevano a gara a chi ne consegnava una più imponente.
Quelle mura sepolte non sono più soltanto un’idea: un tratto del muraglione dei Toyotomi è stato riportato alla luce e si visita, a pochi passi dal torrione, dentro un padiglione costruito sopra lo scavo.
Si scende sotto il livello attuale del terreno e ve lo trovate davanti, illuminato: quasi cinque metri di pietra a vista, massi grezzi appena sbozzati e incastrati tra loro, la tecnica chiamata nozura-zumi. I Tokugawa l’avrebbero poi abbandonata per i blocchi squadrati e lisci che vedete ovunque nel parco, ed è proprio questo confronto ravvicinato la cosa più interessante: da una parte le pietre ruvide di Hideyoshi, dall’altra, appena usciti, quelle dei suoi vincitori.
La visita richiede un quarto d’ora scarso, ma è l’unico punto in cui il primo castello di Osaka è ancora visibile: tutto il resto è rimasto là sotto.
Dentro la cinta di mura sono sopravvissute tredici costruzioni di epoca Tokugawa, tutte classificate come beni culturali importanti: sono le uniche cose, nel parco, che abbiano davvero i loro secoli sulle spalle. La grande porta Otemon, il lungo corpo di guardia del Tamon yagura appoggiato sopra il passaggio, la torre d’angolo Sengan yagura affacciata sul fossato, l’Inui yagura all’estremità nord-ovest: passandoci davanti sembrano scenografia, invece sono gli edifici veri.
Ce ne sono due che vale la pena riconoscere. Il Kinzo era il tesoro dello shogunato, una cassaforte di pietra in cui si custodivano le monete d’oro e d’argento; l’Enshogura era il deposito della polvere da sparo, con pareti, pavimento e soffitto in blocchi di granito perché non saltasse in aria, ed è l’unico rimasto di questo tipo in tutto il Giappone.
Da fuori li vedete sempre, e la passeggiata lungo il fossato ovest ve li fa incontrare uno dopo l’altro. Gli interni invece si aprono solo in alcuni periodi dell’anno, a rotazione tra un edificio e l’altro e con un biglietto a parte: se capitate in uno di quei giorni, è l’occasione per entrare in un legno che ha quattrocento anni.
La torre principale è il vero simbolo del castello di Osaka e un orgoglio per la città, tanto che nel 1997 il governo giapponese l’ha dichiarata Patrimonio Culturale Tangibile Registrato della nazione.
La torre è sede del Museo del Castello di Osaka, dove è possibile scoprire la storia di questa costruzione e del suo ideatore grazie al materiale che custodisce e ai monitor che mostrano, ininterrottamente, 19 scene di vita di Hideyoshi. La collezione presenta un’enorme quantità di oggetti appartenenti all’epoca di Hideyoshi Toyotomi, in particolare armature ed armi oltre a mobili, ritratti e lettere. I visitatori hanno inoltre l’opportunità di immedesimarsi nella storia indossando kimono, copricapo ed elmo, di cui è possibile conservare il ricordo con una fotografia.
Salendo fino all’ultimo piano del castello, a 50 metri dal suolo, è possibile godere di una vista mozzafiato del parco, della città e, in lontananza, delle splendide montagne.
Il torrione ha otto piani e l’ascensore arriva solo fino al quinto: le ultime rampe si fanno a piedi, ed è lassù che stanno le sale sulla vita di Hideyoshi prima dell’uscita in cima. Le scale sono strette, quindi salita e discesa sono separate: una volta imboccata quella che sale non si torna indietro, e conviene guardarsi con calma i piani bassi prima di attaccare l’ultimo tratto.
La terrazza è un ballatoio che gira tutt’attorno alla torre: si sta all’aperto, e nelle giornate ventose si sente parecchio.
Chi è in sedia a rotelle o fa fatica a camminare può chiedere al personale l’ascensore diretto all’ottavo piano; un secondo ascensore, esterno, risale il basamento di pietra fino all’ingresso.
Sul lato ovest del complesso si apre il Nishinomaru, un grande prato recintato di circa sei ettari che occupa l’area dove un tempo sorgevano le residenze legate al castello. È l’unica porzione del parco a pagamento e, proprio per questo, resta molto più tranquilla del resto: mentre fuori si cammina in mezzo alla folla, qui la gente si siede sull’erba e basta.
Ci sono circa 300 ciliegi e soprattutto c’è il punto di vista migliore su tutto l’insieme: da qui il torrione si vede per intero, con le mura e il fossato in primo piano e i grattacieli sullo sfondo. Nei giorni della fioritura il giardino apre anche la sera con gli alberi illuminati, ed è probabilmente il momento più bello dell’anno per trovarsi da queste parti.
Nei pressi del castello, la città di Osaka offre ai suoi visitatori la possibilità di svolgere altre attività, tra cui una mini-crociera di una ventina di minuti sul fossato interno, a bordo di una barca dorata, per ammirare il castello e le sue mura dal basso. Tra le attrazioni storico-culturali vale la pena citare il Museo della Zecca (famoso per l’ampia collezione di monete e medaglie giapponesi e di altri paesi), il santuario Toyokuni-jinja e l’arena Osaka-jo Hall.
Sono inoltre presenti due aree che, per diversi motivi, sono fonte di grande interesse per i visitatori: si tratta dell’Osaka Business Park (OBP), caratterizzato da una schiera di grattacieli in cui le principali aziende hanno allestito i propri saloni espositivi e in cui poter godere di servizi di ristorazione; e del parco Sakura-no-miya-koen, rinomato dai tempi antichi per i magnifici alberi di ciliegio e i sentieri per le passeggiate.
Tutti i turisti che hanno la fortuna di visitare la città nel periodo estivo non possono perdere il festival Osaka Tenjin-matsuri, durante il quale è possibile assistere alla parata di 100 barche che scendono lungo il fiume accompagnate da un incredibile spettacolo di fuochi d’artificio.
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A 716 metriVicino al castello.
A 1055 metriBuonissime ed economiche pizze
A 1475 metriRamen.
Gelato vegano al cocco biologico.
Omakase al banco, con grande sede.
Deliziose ciambelle.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).