A 703 metriNakamura ResidenceA 703 metri
Per rivivere il passato.

Patrimonio Mondiale UNESCO sin dal 2000 e uno dei 100 castelli più famosi del Giappone, il Castello Nakagusuku riesce ancora oggi a far percepire l’antico splendore del Regno indipendente delle Ryukyu e riflette perfettamente una pagina importante della storia di Okinawa. Prima che Okinawa passasse al Giappone nel 1879, infatti, l’arcipelago è stato parte del Regno delle isole Ryukyu per diversi secoli e oggi conserva frammenti del passato nella storia, nell’architettura e nella cultura di Okinawa. Il Castello Nakagusuku fu uno dei tanti castelli costruiti a Okinawa e attorno ad esso si era sviluppata una vera e propria cittadella che occupava un’area molto vasta; degli edifici in legno oggi non resta più nulla, ma le sue mura in pietra sono le meglio conservate di tutta Okinawa, uscite quasi intatte dalla Battaglia di Okinawa: è uno dei tesori storici da non perdere per la sua importanza culturale e per le splendide viste che offre dalla sua posizione privilegiata sulla cima di una collina.
Le prime sezioni della fortezza vennero tirate su a partire dalla fine del XIV secolo dai signori locali, ma il nome legato per sempre a Nakagusuku è quello di Gosamaru, il comandante che intorno al 1440 si trasferì qui dal castello di Zakimi e fece costruire il recinto nord e il terzo recinto con le tecniche più avanzate del suo tempo.
La sua storia però finisce male: nel 1458 il rivale Amawari lo accusò di tramare contro il re e attaccò il castello da est. Gosamaru, che non voleva combattere contro l’esercito del sovrano a cui era rimasto fedele, si tolse la vita. Da quel momento il castello cambiò più volte funzione e proprietario, fino ad essere abbandonato: è per questo che oggi girate tra sei recinti vuoti e non tra le stanze di una residenza.
Una delle particolarità del Castello Nakagusuku è la perfetta armonia delle sue mura ricurve con le rocce naturali e il paesaggio verde che lo circonda, un elemento che permette ancora di più di cogliere l’atmosfera magica e suggestiva di questo luogo. Nonostante non resti molto dell’antica fortezza, le rovine consentono di avere una visione precisa della suddivisione della cittadella, distinguendo la struttura principale della fortezza dalle aree esterne, le mura e le porte di accesso, alcune delle quali sono ancora visibili. Alcune sezioni si sono ben conservate nel tempo e mostrano perfettamente la cura e l’abilità degli artigiani e architetti dell’epoca.
Un elemento che contraddistingueva il castello erano i pozzi in pietra che rifornivano l’acqua alla struttura, che si possono vedere tutt’oggi. Tra una struttura e l’altra si inseriscono spazi aperti, che un tempo erano sale di ricevimento o dedicate alle questioni amministrative, ma oggi sono diventati prati verdi che consentono di passeggiare e apprezzare appieno la vastità del castello.
Accanto all’accesso sud del castello si possono vedere anche una serie di aree sacre che un tempo venivano utilizzate per pregare o come luogo di cerimonie religiose: sorprende sapere che le persone del posto si ritrovano ancora in queste zone per meditare e pregare.
Durante la visita avrete modo sicuramente di cogliere la bellezza dei panorami che si possono scorgere dal castello: di fronte a voi si apriranno viste mozzafiato sulla costa e sulla baia Nakagusuku e sui paesaggi circostanti.
Vi consiglio di abbinare la visita al castello alla vicina Nakamura Residence, una splendida dimora tradizionale risalente al 1700.
Se camminate lungo il perimetro fermatevi a guardare da vicino come sono montati i blocchi, perché qui convivono tre tecniche diverse di muratura: i massi grezzi appena sbozzati e incastrati alla meglio, i conci squadrati e disposti in file regolari, e infine le pietre poligonali tagliate su misura e unite a incastro come in un puzzle, il lavoro più raffinato di tutti.
Il bello è che non c’è una goccia di malta: le mura stanno in piedi solo per incastro, ed è il motivo per cui hanno retto per secoli e sono sopravvissute anche alla guerra. Fu proprio questo a colpire il commodoro Perry, che passò di qui nel 1853: i suoi uomini presero le misure delle mura e annotarono che la muratura era ammirevole, con pietre sagomate e unite con cura pur senza alcun cemento.
Il castello sta in cima a una collina nel centro dell'Isola di Okinawa, a una quindicina di chilometri da Naha, e senza auto ci vuole un po' di pazienza. Dal terminal dei bus di Naha prendete la linea 30 e scendete a Ishado: il viaggio dura circa un'ora, poi restano quasi 2 km in salita a piedi, una mezz'ora buona quasi sempre sotto il sole.
Dalla fermata potete risolvere l'ultimo tratto con un taxi, mentre chi si muove in auto a noleggio esce dall'autostrada a Kita-Nakagusuku e in pochi minuti è al parcheggio, che è gratuito.
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Castello Nakagusuku
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Deliziose ciambelle.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).