Dove bere un caffè a Tokyo
Quando porto gli italiani in giro in Giappone quello che tutti mi chiedono è dove poter bere un buon caffè. Molti puntano sulla catena Starbucks pensando di ritrovare i sapori di casa, e immancabilmente rimangono delusi.
Di posti dove bere un ottimo espresso, cappuccino o altro ce ne sono molti, non preoccupatevi. Qua sotto trovate alcune delle catene più famose ed una breve descrizione.
Indice
Segafredo
E’ una catena diffusa principalmente a Tokyo e dintorni, e non presente ad esempio a Kyoto ed Osaka.
E’ un tipico bar italiano gestito da Segafredo Zanetti, in cui poter bere un buon caffé.
Lo trovate per esempio a Shinjuku, Shibuya ecc.
Illy
La celebre società triestina ha aperto anche in Giappone in alcuni bar chiamati “Espressamente Illy“.
Potete bere il vero caffé italiano, non rimarrete delusi ve lo garantisco.
Purtroppo non sono molti e sono solo in alcune location selezionate.
Lo trovate in vari posti, per esempio a Yurakucho, non lontano da Ginza.
Starbucks
Se arrivate da Starbucks pensando di bere un caffé italiano ve ne andrete delusi. Il caffé di Starbucks non è per niente male, ma è tutt’altra cosa rispetto al “nostro“.
Vi consiglio soprattutto il Frappuccino, una specie di frappè, fatto ai vari gusti. E’ molto buono il Caramel Frappuccino, che è anche il più venduto, ma consiglio di provare il Java Chip Frappuccino che contiene piccoli pezzettini di cioccolata.
Se prendete invece un cappuccino o un caffé, aspettatevi il tipico beverone americano. A me piace, ma per molti tradizionalisti è un’eresia.
La cosa che potrebbe non piacervi di Starbucks è che il caffé è molto tostato e quindi ha un sapore molto forte.
Uno degli Starbucks più famosi è quello da cui poter ammirare il famoso incrocio pedonale di Shibuya, ma ne trovate moltissimi. A Nakameguro c’è poi lo Starbucks Reserve Roastery, quattro piani firmati dall’architetto Kengo Kuma con una gigantesca botte di rame nel mezzo: qua il caffè lo tostano sul posto e la carta non ha niente a che vedere con quella degli Starbucks normali. C’è anche un piano con i cocktail al caffè.
Non è il posto dove entrate per un caffè veloce, ma ci si va apposta, anche solo per vedere l’edificio.
Excelsior
E’ più o meno come Starbucks, la differenza è che il caffé qua è meno forte. Se devo prendere qualcosa di speciale prendo il Frappuccino da Starbucks, se invece voglio un cappuccino o un caffé e non c’è Segafredo nei paraggi, vengo da Excelsior.
Doutor
Ce ne sono un po’ ovunque, uno molto conosciuto è quello di fronte a Wako, in un grande incrocio a Ginza.
Il caffé è tipicamente americano, se state cercando un caffé italiano non veniteci.
Saint Marc – ChocoCro
La cosa più buona di questo bar, mediamente diffuso, sono le brioches alla cioccolata perché sono morbide ma allo stesso tempo croccanti.
Anche qua come da Doutor il caffé è americano.
Mi piaceva molto questo posto, ma ritengo ci sia troppa differenza di qualità del locale tra una sede e l’altra. Cioè magari trovate un ChocoCro bellissimo, o magari un altro non tenuto molto bene.
Caffé Veloce
Non fatevi ingannare dal nome. Il caffé è in stile americano e gli interni non sono in genere un granché, così come il cibo disponibile non è buono come negli altri bar. L’unica cosa positiva è che qua i prezzi sono più bassi che negli altri posti, ma dubito abbiate bisogno di andare in un posto così per poter risparmiare un paio d’Euro, quindi ve lo sconsiglio.
Le caffetterie specialty
Se più che il sapore di casa vi interessa il caffè in sé, sappiate che Tokyo è una delle capitali mondiali del caffè di qualità. Qua non trovate l’espresso all’italiana ma tostature chiare, caffè filtro e chicchi selezionati, trattati con la cura maniacale che i giapponesi mettono in ogni cosa.
Tre nomi su cui andare sul sicuro: Onibus Coffee a Nakameguro, un baretto minuscolo appoggiato ai binari del treno; Fuglen a Tomigaya, norvegese, che la sera diventa un cocktail bar; Glitch Coffee a Jimbocho, il più fissato di tutti con le tostature chiare. Sono locali piccoli e spesso pieni di gente, quindi mettete in conto di aspettare un po’.
I kissaten, i caffè all’antica
Prima delle catene in Giappone c’erano i kissaten, i caffè vecchio stile, e a Tokyo ne sopravvivono parecchi. Sono locali con i sedili di velluto, il legno scuro, la musica classica di sottofondo e un signore in camicia bianca che vi prepara il caffè uno alla volta, spesso con il sifone o in filtro a mano.
Il caffè costa più che da Doutor e ve lo portano in una tazza di porcellana, magari diversa per ogni cliente: succede per esempio al Chatei Hatou, a due passi dalla confusione di Shibuya, uno dei più conosciuti della città. Non aspettatevi un espresso italiano, ma è tutt’altra atmosfera rispetto a un bar di catena.
Konbini e distributori automatici
Se dovete solo tirarvi su tra una visita e l’altra, il caffè dei konbini è una delle cose più comode del Giappone. Nei 7-Eleven, Lawson e FamilyMart c’è una macchina accanto alla cassa: pagate, vi danno un bicchiere vuoto, lo infilate dentro e in mezzo minuto avete un caffè lungo più che dignitoso, a una frazione di quello che spendete nei bar. D’estate c’è la versione ghiacciata, con il bicchiere pieno di ghiaccio da prendere nel congelatore.
Poi ci sono i distributori automatici, che in Giappone stanno davvero ovunque: lì trovate il caffè in lattina, caldo d’inverno e freddo d’estate. Di solito è parecchio zuccherato, se lo volete amaro cercate le lattine con scritto “black”.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).