Una persona cammina sul marciapiede davanti a un locale Segafredo Zanetti all'angolo di una strada a Tokyo.

Caffè in Giappone

Il caffè è molto diffuso in Giappone, si trovano sia i classici “beveroni” in stile americano, sia ottimo caffè espresso. Ho già scritto un articolo su dove bere un caffè a Tokyo, che vi invito a leggere. In questo articolo vi do alcune informazioni generiche sul caffè in Giappone

Costo

Un caffè in Giappone costa in genere dai 100 yen ai 600 yen. In media aspettatevi di spendere 350/400 yen per bere un caffè seduti al tavolo.

Bar

A differenza di quanto avviene in Italia, se vi sedete in un caffè in Giappone non si aspettano che ve ne andiate dopo poco, ciò significa che potete rimanere anche ore ed ore seduti.
In Giappone il caffè di solito non si beve al bancone stando in piedi, a parte da Segafredo dove è possibile. E’ abbastanza diffusa la pratica, diffusa inizialmente da Starbucks, di prendere un bicchiere di caffè da portare via.
Non esiste la “cultura del bar” ma ci sono caffetterie e sale da tè, con un concetto leggermente diverso da quello che intendiamo noi italiani.

Il morning set

Se entrate in una caffetteria giapponese la mattina presto quasi sempre vi propongono il morning set: ordinate un caffè e insieme arrivano toast, uovo sodo e magari una piccola insalata, di solito inclusi nella bevanda. È un’abitudine nata a Nagoya, dove i morning sono leggendari e il vassoio si riempie di piattini, ma ormai la trovate in tutto il Giappone.
Funziona solo nella prima parte della mattinata, dopo di che il menu torna quello normale. Per noi italiani è la colazione perfetta, e vi permette di cominciare la giornata con calma prima di mettervi in cammino.

Combini

Negli ultimi anni molti combini hanno messo delle macchinette automatiche dove è possibile prepararsi caffè, tè, cioccolata e molto altro. I giapponesi stanno apprezzando tantissimo questa cosa soprattutto per il costo: circa 100 yen per un bicchiere di caffè.
Di solito non hanno caffè espresso, ma vi assicuro che il caffè in stile americano che hanno nei combini è anche migliore di quello che trovate in alcuni franchise più famosi. Ogni catena ha il suo marchio, dal Seven Cafe al Famima Cafe fino al Machi Cafe di Lawson, e i giapponesi hanno le loro preferenze ben precise. Il meccanismo è sempre lo stesso: pagate alla cassa, vi danno il bicchiere vuoto e ve lo preparate da soli alla macchinetta; se lo volete freddo il bicchiere con il ghiaccio sta nel frigo lì accanto.

Caffè vecchio stile

Ogni tanto capita di vedere delle caffetterie vecchio stile, con un grande bancone in legno, una grande selezione di caffè e lo staff che prepara tutto con una cura maniacale. Sono posti dove il caffè costa un po’ di più (si arriva a spendere 800-900 yen) ma è davvero buono e speciale. Questo genere di caffetterie sono abbastanza difficili da trovare. Il nome giapponese è kissaten e riconoscerli è facile: insegne sbiadite, sedie di velluto, jazz o musica classica a basso volume e in diversi casi il permesso di fumare, cosa ormai rara altrove. Il caffè arriva dopo minuti di preparazione con il filtro in tela, versato goccia a goccia. Molti sono portati avanti da signori anziani che li hanno aperti decenni fa e quando chiudono non riaprono più: se ne incontrate uno, entrate.

Catene italiane

Le due catene italiane più diffuse sono Segafredo ed Illy ed hanno portato la cultura del caffè italiano in Giappone. Segafredo è più diffuso di Illy, ha spazi più ampi e propone una tipologia di bar molto simile a quello delle catene americane e giapponesi. Illy invece è di solito più piccolo ma più raffinato, molto più simile ad un vero bar italiano.
Ci sono poi altri locali italiani sparsi per le grandi città, ma niente che si avvicini come diffusione a queste due.

Starbucks

Ha una presenza massiccia in Giappone, con oltre 2.000 punti vendita ed in alcuni quartieri a Tokyo la densità di Starbucks è impressionante. All’interno non si può fumare e l’aria che si respira è sempre molto ben pulita e l’atmosfera è tranquilla, anche per questi motivi è apprezzato dai giapponesi. Vale la pena entrarci anche se da noi Starbucks non vi fa impazzire, perché in Giappone escono bevande stagionali che non trovate da nessun’altra parte, a partire da quelle a base di sakura in primavera e da tutte le varianti al matcha. Poi ci sono le sedi speciali: la Roastery di Nakameguro, il locale con i tatami a Kyoto lungo Ninenzaka, altri dentro edifici storici o affacciati su panorami che vi lasciano lì.

Catene giapponesi

Doutor è la principale rivale di Starbucks, la prima sede fu aperta nel 1980 ad Harajuku e la sua espansione è stata a macchia d’olio, con oltre 1.000 punti vendita in tutto il Giappone. Altre catene celebri sono Pronto (che ha anche altri marchi come per esempio Cafe Solare), ed Excelsior Cafe.

Caffè in lattina

Una delle cose che colpisce di più è il caffè in lattina, che trovate in qualsiasi distributore automatico e in ogni combini. I marchi sono sempre gli stessi, Boss, Georgia e Wonda, e nei distributori d’inverno le lattine escono calde: quelle bollenti sono segnalate in rosso, le fredde in blu.
Il gusto non ha nulla a che vedere con un espresso, sono caffè dolci e lattosi, spesso zuccheratissimi. Se volete qualcosa di più vicino al nostro cercate le diciture black o muto, che indicano il caffè senza zucchero. È il caffè che si beve camminando, in treno o davanti a un distributore in mezzo al nulla.

Moka, Cimbali, Nespresso

La celebre macchina Cimbali è molto diffusa nei bar e locali, essendo rinomata in tutto il mondo. Per fare il caffè a casa le persone usano bollitori e macchine per caffè come per esempio Nespresso ma non utilizzano la moka che è praticamente sconosciuta. Se volete comprare una moka la trovate nei negozi della catena Hands e Loft; molto interessanti e carine sono le moke in vetro a sifone.

Caffè specialty

Accanto alle grandi catene c’è tutto il mondo del caffè specialty, con piccole torrefazioni che tostano in casa e preparano il filtro davanti a voi, un bicchiere alla volta. Tokyo e Kyoto ne sono piene, spesso in quartieri residenziali dove non vi aspettereste mai di trovare un locale del genere.
Blue Bottle ha aperto la strada, ma i posti più interessanti restano le torrefazioni indipendenti giapponesi, dove vi fanno scegliere il chicco e vi raccontano da dove viene. È un caffè lontanissimo dal nostro espresso, più acido e delicato, e se vi piace il genere qui siete nel posto giusto.

Video: Caffellatte dall'alto: il rito di Nagoya

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).