A 1136 metriTempio Ryoan-jiA 1136 metri
Il tempio Ryoanji e il suo giardino di rocce.

Il Kinkakuji è un tempio buddista situato nella città di Kyoto, in Giappone, uno degli edifici più popolari e visitati di tutto il paese, meta ogni anno di un gran numero di visitatori. Tra le sue particolarità, il bellissimo giardino, progettato secondo i canoni del periodo Muromachi, considerato un’età classica in fatto di progettazione degli spazi verdi e caratterizzato da un’attenzione speciale al rapporto tra edifici e spazio circostante, in un’armonia compositiva che è da sempre oggetto di ammirazione.
Il nome del tempio deriva dalla foglia d’oro con cui è ricoperto il padiglione: l’oro ha infatti un forte valore simbolico di purificazione da ogni tipo di inquinamento o pensiero negativo ed è inoltre funzionale a creare un particolare riflesso sullo stagno, grazie alla luce del sole. Escludendo il piano terra, i due piani superiori del padiglione sono ricoperti di foglie d’oro puro, motivo per il quale l’edificio viene spesso paragonato a un altro tempio situato a Kyoto, ossia il Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento. La pagoda, che si articola su tre piani, contiene inoltre le reliquie del Buddha.
Il tempio di Kinkakuji è stato inserito tra i beni culturali sotto tutela nazionale e, insieme agli altri monumenti di Kyoto, rientra nel patrimonio Unesco.
Dalla Kyoto Station il modo più semplice è il bus urbano 205, che in circa 45 minuti vi lascia alla fermata Kinkakuji-michi: da lì l'ingresso è a tre minuti a piedi.
Se volete evitare il traffico del centro, conviene fare gran parte del tragitto in metropolitana fino a Kitaoji e prendere l'autobus solo per l'ultimo tratto, un quarto d'ora scarso.
Chi arriva da Arashiyama o dal Kitano Tenmangu può usare il tram Randen fino al capolinea di Kitano-Hakubaicho e poi salire a piedi in una ventina di minuti, oppure coprire l'ultimo pezzo in autobus.
Questo posto è su MarcoMaps
Tempio d'oro (Kinkaku-ji)
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Il sito di Kinkakuji era in origine una villa chiamata Kitayama-dai, di proprietà del potente statista Saionji Kintsune. Nel 1397 la villa fu acquistata dallo shogun Ashikaga Yoshimitsu, che la trasformò nell’attuale complesso. Alla morte di quest’ultimo, il figlio lo rese a tutti gli effetti un tempio zen.
L’impressionante struttura che si affaccia sul laghetto è stata l’unica a resistere all’incendio avvenuto durante la Guerra Onin, una guerra civile che aveva comportato la distruzione di gran parte di Kyoto.
Nel corso dei secoli il tempio subì vari danneggiamenti, ma un evento in particolare ha segnato la sua storia: il 2 luglio 1950, il padiglione è stato bruciato da un monaco novizio, tale Hayashi Yoken, che in seguito ha tentato il suicidio sulla collina dietro l’edificio ed essendo sopravvissuto è stato condannato a sette anni di carcere, salvo poi essere rilasciato dopo una diagnosi di complesso di persecuzione e di schizofrenia.
Una curiosità: a questo fatto di cronaca si è ispirato Yukio Mishima per scrivere il suo romanzo “Il Padiglione d’oro”, del 1956. Al fine di reperire il maggior numero di informazioni possibili per procedere con la stesura del romanzo, l’autore andò a far visita al monaco responsabile dell’incendio, direttamente in carcere.
L’attuale struttura risale alla ricostruzione avvenuta nel 1955: quello che si ammira oggi non è quindi un edificio originale ma una ricostruzione, realizzata però seguendo fedelmente le linee dell’antica struttura. Kyoto, a differenza di altre grandi città giapponesi, fu in gran parte risparmiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: a distruggere il padiglione fu unicamente l’incendio doloso del 1950.
Nel 1987 è stato applicato un nuovo rivestimento con foglia d’oro, per compensare il cedimento dello strato precedente. Ulteriori restauri hanno coinvolto l’interno del palazzo, soprattutto alcuni dipinti e statue. Il tetto è stato restaurato nel 2003.

Inserito tra le mete turistiche più suggestive del Giappone, il tempio di Kinkakuji è stato a ragione riconosciuto come Patrimonio dell’UNESCO di Kyoto, che a sua volta è considerata la capitale della cultura giapponese. Oltre a svolgere la funzione di reliquiario per le ceneri del Budda, la sua caratteristica principale risiede nel fatto che ben due dei suoi tre piani sono completamente ricoperti di foglia d’oro.
Kinkakuji è stato costruito sulla scia della cultura Kitayama, che si era sviluppata nell’ambito dei circoli della ricca aristocrazia di Kyoto durante il periodo di Yoshimitsu. Ognuno dei piani rappresenta un diverso stile architettonico: l’intera struttura integra infatti con successo ben tre diversi stili architettonici, ossia shinden, samurai e zen.
Il primo piano, chiamato anche “La Camera di Dharma Waters” è in stile shinden, che ricorda lo stile residenziale del XI secolo ed è stato progettato come una sorta di open space con verande, intonaco bianco e materiali naturali, un modo per porre enfasi sul paesaggio circostante e in netto contrasto con le decorazioni in oro dei piani superiori. Statue raffiguranti Buddha Shaka e Yoshimitsu si trovano all’interno di questo piano, ma sono visibili esclusivamente dalla finestra frontale, che viene solitamente lasciata aperta per permetterne la visione, alla luce del fatto che l’interno del Padiglione d’Oro non è visitabile.
La maggior parte delle pareti presentano persiane che possono essere regolate in base alla luce che si desidera entri nel padiglione.
Il secondo piano, chiamato anche “La Torre delle onde del suono”, è stato realizzato nello stile degli aristocratici guerrieri samurai: le porte in legno scorrevoli suggeriscono un senso di precarietà. Sempre al secondo piano si trovano una Sala del Buddha e un santuario dedicato alla dea della misericordia, Kannon (l’essere femminile associato con la compassione nella religione buddista). Infine, il terzo piano è in stile zen ed è dorato sia all’interno che all’esterno: in questo spazio assai ristretto avevano luogo gli eventi più privati, come ad esempio la cerimonia del tè.
L’edificio è sormontato da una fenice in bronzo (l’uccello mitologico che risorge dalle proprie ceneri) e il tetto ha una forma piramidale. Dall’esterno è ben visibile la notevole quantità di oro placcato aggiunto ai piani superiori del padiglione. Tutti gli elementi naturali e religiosi si fondono insieme per creare una particolare connessione tra interni ed esterni.
Quella che vedete brillare non è una doratura leggera: sul padiglione sono applicate circa 200.000 foglie d’oro, per un totale di una ventina di chili di metallo. Dopo la ricostruzione lo strato si era rovinato molto in fretta, così nel rifacimento del 1987 si è scelta una foglia cinque volte più spessa del normale, stesa sopra una base di lacca urushi che la protegge da pioggia e umidità.
Nella stessa occasione sono stati recuperati anche i dipinti del soffitto e la statua di Yoshimitsu custodita all’interno.
È per questo che l’edificio regge il confronto con la luce diretta senza spegnersi: il piano terra resta in legno naturale, e tutto il peso visivo lo portano i due piani sopra, fenice del tetto compresa.
Il tempio è circondato da un bellissimo giardino giapponese e da un laghetto che riflette l’edificio (chiamato Kyoko-chi, ossia il Lago a Specchio) e al cui interno sorgono 10 piccole isolette. Piante e rocce sono disposte in modo tale da rappresentare luoghi famosi della letteratura cinese e giapponese. Un piccolo pontile per la pesca è collegato al retro del palazzo e permette l’ormeggio di una barca. L’architettura del tempio è stata pensata per riflettere il cosiddetto Paradiso Occidentale del Buddha Amida, riproducendo un’armonia tra cielo e terra. Il più grande degli isolotti all’interno del lago rappresenta le isole giapponesi, mentre le quattro pietre che formano una linea retta nello stagno vicino al padiglione intendono rappresentare le barche a vela dirette verso l’Isola della Vita Eterna, così come narrato nella mitologia cinese.
Il sentiero è a senso unico e, superato lo scorcio sullo stagno, prosegue in salita alle spalle del padiglione. Poco più avanti trovate il Ginga-sen, la sorgente detta “della Via Lattea”, dove si dice che Yoshimitsu attingesse l’acqua per il tè.
Subito dopo si apre l’Anmintaku, uno specchio d’acqua che secondo la tradizione non si prosciuga mai, con al centro un isolotto e una pagoda di pietra a cinque livelli: attorno vedrete monete lanciate sulle statue come gesto propiziatorio.
Nella parte alta del giardino c’è il Sekkatei, una piccola casa da tè con il tetto di paglia costruita in epoca Edo, da cui il padiglione si vede in lontananza incorniciato dagli alberi. Prima dell’uscita si passa davanti al Fudo-do, una sala che custodisce una statua di Fudo Myoo mostrata al pubblico solo in poche occasioni all’anno, e a un chiosco dove servono matcha e dolcetti seduti davanti al verde.
Ashikaga Yoshimitsu è stato il terzo shogun dello shogunato Ashikaga, che regnò dal 1368 al 1394, in pieno periodo Muromachi. Dopo la morte del padre, Yoshimitsu divenne shogun a soli 11 anni.
Yoshimitsu è famoso soprattutto per aver unificato il paese, che fino a quel momento era stato diviso tra Corti del Nord e del Sud. Grazie al suo intervento riuscì ad instaurare la forte autorità dello shogunato di Muromachi su tutto il Giappone e in particolare verso i vari daimyo locali, che rappresentavano un elemento destabilizzatore per il potere centrale. Yoshimitsu fece costruire la sua residenza a Kyoto nel 1378. Nel 1394 Yoshimitsu abdicò in favore del figlio Yoshimochi, pur continuando ad esercitare la sua autorità fino alla sua morte. Nel 1402 un ambasciatore della dinastia Ming arrivò in Giappone con un sigillo d’oro destinato al “Re del Giappone” e fu ricevuto direttamente da Yoshimitsu, che a sua volta rispose per lettera firmandosi come “Il Re del Giappone e vostro vassallo Yoshimitsu” nell’ottica di consolidare i rapporti diplomatici e commerciali tra i due paesi. Alla morte di Yoshimitsu avvenuta nel 1408, la sua villa divenne il “Tempio del padiglione dorato” (Kinkakuji).
L’importanza della figura di Yoshimitsu va al di là del suo ruolo politico. Fondamentale fu infatti il suo contributo alla genesi del teatro Noh, in qualità di patrono di Zeami Motokiyo, l’attore considerato fondatore del Noh. Il suo stretto rapporto con Zeami non era però basato esclusivamente sul suo apprezzamento per la sensibilità estetica dell’attore: si dice che fra i due vi fosse anche un legame di tipo sentimentale.
La foglia d’oro cambia carattere a seconda della luce: nelle giornate limpide il padiglione abbaglia sullo stagno e il riflesso è nitidissimo, mentre con il cielo coperto l’oro si smorza e prende un tono più caldo e opaco.
In autunno, tra la fine di novembre e i primi di dicembre, gli aceri attorno al Kyoko-chi aggiungono il rosso intorno all’oro, ed è anche il periodo in cui il tempio è più affollato.
La versione più rara è quella con la neve: a Kyoto ne cade poca, quasi sempre tra gennaio e febbraio, ma quando succede il tetto imbiancato sopra l’oro diventa l’immagine più famosa del Kinkakuji, e quelle mattine anche i giapponesi accorrono in massa.
Quello che vi consegnano ai cancelli non è un tagliando qualunque: è un ofuda, un talismano di carta con i sigilli del tempio, che i giapponesi portano a casa e appendono come augurio di serenità e prosperità per la famiglia.
L’usanza nasce da una vecchia disputa con il comune di Kyoto sulla tassa applicata agli ingressi dei templi: il Kinkakuji sostenne che quella cifra non fosse un biglietto ma un’offerta in cambio del talismano, e da allora l’abitudine è rimasta.
Insieme all’ofuda ricevete anche un pieghevole illustrato, e nel complesso trovate le cassette dove si depositano i talismani vecchi quando si va a sostituirli.
Tempio d'oro (Kinkaku-ji) - lì vicino trovate:
A 1136 metriIl tempio Ryoanji e il suo giardino di rocce.
A 1141 metriCelebre santuario, dove trovare anche un mercato delle pulci.
A 1383 metriRamen.
A 1606 metriSplendido complesso di templi.
A 1850 metriA pranzo donburi, la sera kaiseki.
A 3064 metriDue dei più antichi santuari di tutto il Giappone.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).