Tempio Kozan-ji

Il tempio Kozan-ji è una delle oasi più silenziose di Kyoto. Arroccato sulle montagne a circa 15 km a nord-ovest della città e nascosto tra la vegetazione, è la meta perfetta per i viaggiatori amanti della natura e della cultura giapponese e per i pellegrini che qui trovano l’ambiente ideale per la meditazione e la preghiera.
Rifondato dal monaco Myoe, oggi appartiene al Buddismo Shingon e ha dato i natali ai celebri rotoli degli animali, considerati gli antenati dei manga. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è anche uno dei 17 Monumenti Storici della Kyoto Antica.

Come arrivare

Come arrivare

Kozan-ji è in montagna e ci si arriva solo in autobus: mettete in conto quasi un'ora di viaggio in mezzo ai boschi, che è già parte dell'esperienza. Dalla stazione di Kyoto la soluzione più comoda sono i bus JR diretti a Toganoo o Shuzan, che vi lasciano proprio davanti al tempio.
Se partite dal centro, il bus urbano 8 da Shijo-Karasuma impiega più o meno lo stesso e arriva alla stessa fermata.

Scesi a Toganoo l'ingresso è a pochi passi, in cima al breve sentiero che sale tra gli alberi. Se avete in programma anche il Jingo-ji, i due templi si collegano a piedi in una quindicina di minuti lungo la strada che costeggia il fiume.

Informazioni utili

Nome: Tempio Kozan-ji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8:30 alle 17
Costo a persona: Area del tempio: gratuito, 500 yen nel periodo del foliage autunnale - Sekisui-in: adulti 1.000 yen, bambini 500 yen
Durata visita: Vi suggerisco 45 minuti per l'area principale; dedicateci 1,5 ore se desiderate ammirare con calma i preziosi rotoli illustrati nel Sekisui-in.
Consigli utili: Nel Sekisui-in non fermatevi ai rotoli: toglietevi le scarpe, sedetevi sul tatami e guardate la valle dalla veranda aperta, incorniciata dalle colonne come un quadro appeso. E prima di uscire cercate il giardino del tè più antico del Giappone, poco oltre gli edifici principali: è a due passi e quasi tutti se lo perdono.
Trasporti:
  • Bus JR Takao-Keihoku (dalla stazione di Kyoto): fermata Toganoo, circa 55 minuti
  • Bus urbano 8 (da Shijo-Karasuma): fermata Toganoo, circa 50 minuti
  • In auto: parcheggio comunale gratuito alla fermata, a pagamento a novembre
Indirizzo: 8 Umegahata Toganoochō, Ukyo Ward, Kyoto, 616-8295, Japan
Sito Internet: Tempio Kozan-ji
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Le origini del tempio

Le origini del tempio non sono ancora del tutto chiare; alcuni studiosi ritengono che Kozan-ji venne costruito nel 774 per volere dell’imperatore Konin, ma non vi sono dati certi che possano confermarlo. Presumibilmente, il tempio e la terra su cui si trovava furono donati dall’imperatore Go-Toba al monaco buddista Myoe, che fu l’artefice dello sviluppo del complesso del tempio. Purtroppo la violenza delle guerre e degli incendi distrusse gran parte degli edifici che componevano il complesso e l’unico edificio rimasto intatto fu il tempio Sekisui-in, risalente al periodo Kamakura e considerato oggi uno dei tesori nazionali più importanti del paese. Le altre strutture che è possibile ammirare oggi, come la sala Kondo e il tempio Kaizando, sono invece delle ricostruzioni risalenti al XVII secolo.

Myoe, il monaco che rifondò Kozan-ji

Senza Myoe, Kozan-ji non sarebbe quello che è. Nato nel 1173 e rimasto orfano da bambino, entrò giovanissimo in monastero e dedicò la vita a riportare in auge la scuola Kegon, in un’epoca in cui a Kyoto andavano per la maggiore altre correnti del buddismo. Era un uomo dai gesti estremi: poco più che ventenne si tagliò l’orecchio destro davanti a un’immagine del Buddha per dimostrare la sua determinazione, e da allora nei suoi scritti si firmava come il monaco senza orecchie. Per due volte provò a partire per l’India, senza mai riuscirci.
L’altra sua ossessione erano i sogni: per quarant’anni circa annotò notte dopo notte quello che sognava, in un diario che resta un caso più unico che raro nella letteratura religiosa giapponese. E amava a tal punto la natura di questa montagna da meditare seduto tra i rami di un pino: è così che lo ritrae il celebre dipinto conservato al tempio, una figura minuscola immersa nel bosco, con scoiattoli e uccellini intorno.

Uno scrigno di tesori

Il tempio Kozan-ji, nonostante la sua posizione isolata, è visitato da numerosi turisti che qui possono ammirare i tantissimi tesori nazionali, anche se alcuni originali sono in realtà custoditi nei musei di Kyoto, ed edifici di estrema importanza culturale.

Tra questi ci sono capolavori dell’arte come i dipinti ad inchiostro “Choju-jinbutsu-giga”, realizzati tra il XII e il XIII secolo; questi rotoli sono delle caricature spiritose di alcuni animali come rane, conigli e scimmie e vengono considerati gli antenati dei manga giapponesi. Visitando il tempio potete ammirare solo una copia di questi dipinti, in quanto gli originali sono conservati nei musei di Kyoto. Vale la pena sapere che i rotoli sono quattro e che quello famoso è solo il primo, con le rane e i conigli che fanno il bagno nel fiume, gareggiano nel tiro con l’arco e si prendono in giro imitando le cerimonie dei monaci. Gli altri tre sono molto meno noti e cambiano completamente tono: prima animali veri e immaginari disegnati quasi come uno studio dal vero, poi uomini che giocano, litigano e fanno le smorfie. Nessuno dei quattro ha un testo che lo accompagni: la storia si segue solo con il ritmo delle immagini, ed è esattamente per questo che si parla di antenati del fumetto giapponese.

Se avete già visitato il tempio Jingo-ji, avrete avuto l’occasione di osservare al suo interno la planimetria di Kozan-ji in cui viene rappresentata la struttura originale del tempio. In origine al tempio si accedeva attraverso una grande porta per poi raggiungere gli edifici: la sala principale, una pagoda a tre piani, due sale dedicate alle divinità Amitabha e Lohan, un campanile, una sala per la scrittura e un santuario shintoista dedicato alla divinità protettrice di questo luogo. Come vi ho già anticipato però soltanto la sala della scrittura, Sekisui-in, è sopravvissuta fino ai giorni nostri, regalandoci un esempio dello stile architettonico Irimoyazukuri, tipico del periodo Kamakura, con il classico tetto spiovente e tegolato. Vicino a Sekisui-in potrete visitare anche il più antico giardino del tè di tutto il Giappone. Il distretto Toganoo, in cui si trova il tempio, in passato era una delle principali aree di produzione del tè e fu proprio il monaco Myoe ad avviare la coltivazione di questa pianta dopo avere ricevuto in dono i semi dal monaco Eisai, il fondatore del Buddismo Zen Rinzai, che li aveva portati con sé dal suo viaggio in Cina.

Oltre al Sekisui-in, potete visitare altri edifici più recenti come la sala principale e la sala Kaizando, dedicata alla fondazione del tempio, al cui interno sono esposte alcune opere artistiche dal valore inestimabile. Tra queste c’è un busto in legno rappresentante Myoe ed un dipinto in cui il monaco è ritratto in primo piano, mentre sullo sfondo si innalzano delle imponenti montagne. Oltre a queste opere, visitando il tempio potrete scoprire altri tesori, tra cui volumi e dizionari molto importanti: Yupian, il più antico dizionario cinese ritrovato in Giappone, creato durante il periodo della dinastia Liang; Tenrei Bansho Meigi, considerata l’unica copia di un antico dizionario kanji creato da Kukai; Meiho-ki, un manoscritto che contiene alcuni racconti buddisti risalente al periodo Tang. Il tempio Kozan-ji conserva anche un archivio di documenti e antichi scritti, tra cui anche alcune testimonianze dei sogni di Myoe che, secondo la leggenda, hanno avuto una grande influenza sul pensiero religioso del monaco.

Il tempio è dedicato ad alcune figure, tra cui Biyakkoshin e Zenmyoshin, che sono rappresentati con due statue collocate nel tempio. Biyakkoshin è raffigurato in posizione eretta ed interamente colorato di bianco, colore che simboleggia la neve della cima Himalaya. La statua in legno di Zenmyoshin era invece un tripudio di colori sgargianti ed è ancora visibile qualche tratto di pittura colorata. Entrambe le statue furono realizzate nel periodo Kamakura e portano la firma del grande scultore buddista Tankei. Infine, ci sono anche due statue in legno raffiguranti due cervi, animale considerato il messaggero di Kasuga Myojin, una delle divinità a cui è dedicato il tempio. Le due statue furono realizzate nel periodo Kamakura nel tentativo di uguagliare i komainu, ovvero le statue dei leoni che solitamente sorvegliano l’entrata dei santuari shintoisti e, secondo alcuni esperti, in origine erano state collocate di fronte all’altare di Kasuga Myojin.

Oltre alle bellezze culturali, i turisti rimangono spesso meravigliati dai colori della natura che circonda il tempio che, in particolare in autunno e in primavera, accendono il paesaggio donandogli un fascino senza tempo.

L’autunno a Toganoo

Toganoo, insieme a Takao e Makinoo, è una delle tre valli che formano questa zona di montagna, e da queste parti l’autunno arriva prima che in città. Si è più in alto, l’aria è più fredda e l’escursione termica fa virare gli aceri già ai primi di novembre, con il picco a metà mese, quando il centro di Kyoto è ancora in gran parte verde: se avete date rigide, è una delle poche carte che potete giocarvi per non mancare il foliage.
Se invece capitate qui fuori stagione non sentitevi in colpa. In primavera il verde nuovo degli aceri sopra il sentiero d’ingresso e il muschio che copre i muretti fanno un effetto altrettanto bello, con il vantaggio non da poco di avere il tempio quasi per voi.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).