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Il tempio Sengaku-ji appartiene alla scuola buddista zen Soto. uno dei templi più popolari di Tokyo e del Giappone.
Ogni anno questo luogo registra un notevole afflusso di visitatori, tra cui turisti, attirati dalla notorietà e dalle leggende che ruotano attorno a questo tempio, e giovani monaci che vengono qui ad apprendere gli insegnamenti di una dottrina che vanta radici molto profonde nella storia e nella cultura del paese.
Il tempio è a pochi passi dalla stazione di Sengakuji: prendete l'uscita A2 e in tre minuti a piedi, in leggera salita, siete davanti al portone principale.
Se arrivate con i treni JR, la fermata più comoda è Takanawa Gateway: dall'accesso nord scendete verso la piazza, attraversate l'incrocio e in cinque minuti ci siete.
Da Shinagawa, dove arrivano lo Shinkansen e mezza Tokyo, la camminata è di una quindicina di minuti: comoda se state già girando in zona, meno se avete i bagagli.
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Sengakuji
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Il tempio Sengaku-ji fece la sua comparsa accanto al castello di Edo nel 1612. Fu costruito dallo shogun Tokugawa Ieyasu, il quale desiderava avere un luogo in cui esercitare l’insegnamento dei principi del buddismo Soto, introdotti in Giappone dal monaco Dogen. La dottrina Soto. di altre filosofie buddiste, invita a vivere secondo i principi della saggezza e della compassione, ma attribuisce particolare importanza alla meditazione che, secondo quanto predicato da Dogen, se praticata in maniera costante e sincera, rappresenta l’unica via di salvezza. A soli 30 anni dalla costruzione il tempio venne distrutto da un violento incendio e fu ricostruito nel punto in cui sorge oggi. All’epoca Sengaku-ji era uno dei tre templi principali di Edo e la fama di questo luogo attirava tantissimi giovani monaci provenienti da ogni angolo del paese che venivano qui a studiare e ad allenarsi per seguire la via del Buddismo. Ancora oggi il tempio Sengaku-ji è un rinomato centro di pratica e insegnamento del Buddismo e i suoi ambienti traboccano di volti giovani che rappresentano il futuro di questa dottrina.
Ma il tempio non è conosciuto solo come la culla del Buddismo Soto Zen, ma anche per una storia avvincente, un incidente che vide protagonisti Asano Takuminokami, feudatario di Ako, e Kira Kozukenosuke, l’alto funzionario dello shogunato incaricato di istruirlo sul cerimoniale di corte. Dopo essere stato ripetutamente umiliato da Kira, Asano estrasse la spada e riuscì soltanto a ferirlo; in base alle leggi vigenti in quel periodo era severamente vietato usare la spada all’interno del castello di Edo e fu così che il feudatario venne condannato al seppuku, il suicidio rituale, mentre il suo feudo e i suoi beni gli vennero confiscati. Per vendicare la morte del loro signore 47 dei suoi samurai uccisero Kira e ne portarono la testa sulla tomba di Asano, poi si consegnarono alle autorità e vennero condannati a loro volta a togliersi la vita.
Oggi all’interno del tempio è possibile visitare il luogo in cui sono seppelliti Asano e i 47 samurai, diventato una celebre meta di pellegrinaggio tra turisti e curiosi affascinati da questa storia che è diventata una popolare opera letteraria. Inoltre, il 14 dicembre di ogni anno si celebra un importante festival di commemorazione in cui si vuole ricordare questo evento e celebrare la lealtà ed il grande coraggio e onore dei 47 samurai, diventati ormai una leggenda nazionale.
La visita comincia dal portone principale, il Sanmon, con il drago scolpito nel legno che veglia sull’ingresso, e poco oltre trovate la statua di Oishi Kuranosuke, il capo dei 47 ronin.
Sulla strada che porta al cimitero c’è il pozzo Kubiarai: è qui che i ronin lavarono la testa di Kira prima di deporla sulla tomba del loro signore.
Il cimitero vero e proprio è raccolto più in alto, in fondo a una scalinata: le lapidi sono allineate una accanto all’altra e quella di Asano riposa insieme a quelle dei suoi uomini.
Nel museo dedicato ai 47 ronin sono conservati documenti, armi e oggetti personali dei protagonisti della vicenda, insieme alle statue lignee che li ritraggono uno per uno, e il tempio mette a disposizione anche una audioguida gratuita da ascoltare sullo smartphone.
Se siete a Tokyo a metà dicembre, il 14 il tempio cambia completamente faccia: è il giorno dell’Ako Gishi Sai, la festa che ricorda la vendetta dei 47 ronin.
Per le strade di Takanawa sfila un corteo in costume con i figuranti vestiti da samurai che marciano verso il tempio, mentre nel recinto si susseguono le funzioni in memoria dei guerrieri e si allineano le bancarelle di cibo.
È il giorno più affollato dell’anno, con tanto di ingressi contingentati nelle ore di punta: se cercate il silenzio del tempio quella non è la data giusta, ma è il momento in cui questa storia torna a essere viva davanti a voi.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).