Tempio Tsukiji Hongan-ji

Il maestoso tempio Tsukiji Hongan-ji, spesso chiamato Hongwan-ji, è un gioiello architettonico dallo stile unico, ispirato ai templi dell’Asia del sud. L’edificio che ammirate oggi è una ricostruzione realizzata tra il 1931 e il 1934, dopo che il tempio precedente venne raso al suolo dal terremoto del 1923.
È il cuore del Buddismo Jodo Shinshu nella capitale e una meta di pellegrinaggio per tantissimi fedeli, che vengono a pregare davanti all’altare dorato di Amida Buddha, affiancato dalle immagini del principe Shotoku e di Shinran Shonin, il fondatore della dottrina. Un tempio che in Giappone non ha eguali.

Come arrivare

Il tempio è attaccato alla metro: dall'uscita 1 della stazione Tsukiji, sulla linea Hibiya, vi ritrovate praticamente davanti al cancello, senza nemmeno una strada da attraversare.
Se arrivate da Ginza potete tranquillamente farla a piedi: da Higashi-Ginza bastano 5 minuti lungo Harumi-dori, gli stessi che servono da Tsukijishijo se venite dal mercato esterno di Tsukiji.

Informazioni utili

Nome: Tempio Tsukiji Hongan-ji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 6 alle 16
Costo a persona: ingresso gratuito
Durata visita: Vi bastano 30 minuti per l'esterno e la sala principale; calcolate 1 ora se volete provare la famosa colazione o visitare il bookshop interno.
Consigli utili: Se capitate qui l'ultimo venerdì del mese, alle 12.10 nella sala principale si tiene un concerto con l'organo a canne: si entra liberamente e ascoltare quelle note sotto le vetrate colorate vale molto più di una visita di corsa.
Trasporti:
  • Stazione Tsukiji (metro Hibiya): uscita 1, collegata direttamente al tempio
  • Stazione Higashi-Ginza (metro Hibiya, Toei Asakusa): uscita 5, circa 5 minuti a piedi
  • Stazione Tsukijishijo (Toei Oedo): uscita A1, circa 5 minuti a piedi
Indirizzo: 3-chōme-15-1 Tsukiji, Chuo City, Tokyo 104-8435, Japan
Sito Internet: Tempio Tsukiji Hongan-ji
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Tempio Tsukiji Hongan-ji

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By: Devin Lieberman

Il passato del tempio

Il tempio che potete vedere oggi non è però quello originale, il quale venne distrutto da un incendio nel 1657. In realtà l’antico tempio, conosciuto con il nome di  Edo-Asakusa Gobo, non si trovava nemmeno a Tsukiji, bensì sorgeva nella zona di Asakusa ed era stato costruito per volere del monaco Junnyo Shonin.

Abbandonata l’idea di ricostruire il tempio nella stessa area, si decise di iniziare i lavori di un nuovo luogo di culto nei pressi del fiume Sumida, in una zona che venne bonificata grazie all’aiuto dei seguaci della dottrina Jodo Shinshu che abitavano nella vicina Tsukudajima.

La struttura visitabile oggi venne ricostruita tra il 1931 e il 1934 dopo che il tempio precedente venne raso al suolo dal violento terremoto del 1923.  

L’architettura

Il tempio fu progettato dal famoso architetto Ito Chuta, la cui visione è proprio ciò che rende questo edificio davvero unico nel suo genere. Chuta, infatti, si è ispirato alle strutture religiose del mondo buddista, islamico e induista, mescolando elementi e stili architettonici molto diversi. E il suo “melting pot” architettonico non si è fermato qui: Chuta ha attinto anche dall’antichità classica e questo lo si evince dalla facciata frontale del tempio, caratterizzata da un’ampia scalinata e imponenti colonne, elementi che richiamano l’architettura greca e romana. Questa fusione di stili differenti rende il tempio un edificio di inestimabile valore e bellezza. Un valore riconosciuto dallo Stato: la sala principale, insieme ai tre cancelli e al muro di pietra che circonda il tempio, è bene culturale importante del Giappone. Ito Chuta, del resto, non era soltanto un architetto: era anche uno studioso di mostri e creature fantastiche, una passione che ha lasciato scolpita in giro per l’edificio.

Religione e architettura

Questo edificio non è solo meta di pellegrinaggio, ma è anche una tappa obbligatoria per gli appassionati di architettura che qui possono deliziare i loro occhi. La fusione di diversi stili architettonici dà vita a un ambiente ed uno stile unici, difficilmente riscontrabili in altri templi giapponesi. Gli esterni rimandano all’antico stile indiano combinando elementi decorativi che si ispirano alla religione buddista, induista e islamica; tutti questi elementi si fondono in maniera complessa e si può notare una particolare attenzione ai dettagli. Le influenze derivanti dal mondo greco e romano si scorgono, invece,  nelle ampie colonne e nelle scalinate. La mescolanza di diverse culture arricchisce questo luogo donandogli un inestimabile valore artistico.

Una volta entrati all’interno verrete avvolti da un’atmosfera magica e solenne. Visitando il tempio potrete ammirare diverse statue buddiste poste sull’altare o nelle vicinanze. Sul retro dell’edificio si trova invece un antico organo a canne che fu realizzato nell’ex Germania dell’ovest.

Entrando nell’ampia sala principale (hondo) si viene quasi abbagliati dall’intenso colore dorato dell’altare centrale, che spicca tra i dettagli decorativi in lacca nera. Sull’altare si trova la statua di Amida Buddha, affiancata, ai lati, da due figure molto importanti per la scuola buddista Jodo Shinshu: alla destra, poggiata su un secondo altare più piccolo, si erge la statua di Shinran Shonin, il fondatore di questa dottrina, mentre alla sinistra troviamo l’immagine di Shonyo Shonin, il ventitreesimo abate dell’Hongan-ji, alla guida della scuola negli anni in cui questo tempio venne ricostruito.

Curiosità

Nel 1998 in questo tempio si svolsero i funerali pubblici del chitarrista Matsumoto Hideto,  conosciuto con il nome di Hide, membro del gruppo rock degli X Japan. A lui è dedicato un memoriale proprio all’interno del tempio. Non è nella sala principale: lo trovate al piano di sotto, in fondo alla scalinata di sinistra, ed è un piccolo angolo pieno di fotografie, peluche e quaderni su cui i fan continuano a scrivere i loro messaggi. La tomba di hide, invece, non è qui: si trova in un cimitero della penisola di Miura, affacciato sul mare.

Gli animali nascosti nel tempio

Il tempio nasconde un vero e proprio zoo di pietra. Ito Chuta era un appassionato di animali e di creature fantastiche e ne ha lasciati un po’ ovunque: sulla scalinata d’ingresso vi accolgono due leoni alati, mentre lungo i corrimano e le pareti delle scale interne si nascondono un uccello, una scimmia, un cavallo, un bue, un leone e un elefante.
In tutto se ne contano una tredicina e trovarli tutti è diventato una specie di gioco per chi visita il tempio. Il bello è che il loro significato non è mai stato chiarito del tutto: perché Chuta abbia deciso di popolare un luogo di culto con questi animali resta un piccolo mistero.

La colazione dei 18 piatti

Dentro il tempio c’è un caffè, il Tsumugi, diventato famoso in tutta Tokyo per una colazione giapponese servita su un vassoio pieno di piccole ciotole: riso in brodo, zuppa di miso e sedici assaggi diversi, dai fagioli dolci al tamagoyaki.
Il numero non è casuale: sommando tutto si arriva a diciotto, come il diciottesimo voto di Amida Buddha, quello che nel Jodo Shinshu è considerato il più importante. È un dettaglio che dice molto di questo posto, un tempio che si è aperto alla città invece di restare chiuso in sé stesso.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).