Santuario Yasaka Jinja a Kyoto con lanterne e persone in visita.

Santuario Yasaka Jinja

Nascosto tra le vie del distretto Gion di Kyoto si trova uno splendido santuario shintoista che vale sicuramente la pena visitare. In origine si chiamava Gion e prese il nome di Yasaka quando, in epoca Meiji, santuari shintoisti e templi buddisti vennero separati. Prendetevi del tempo per girare questo complesso, che si sviluppa su una superficie molto ampia e comprende diversi edifici e porte, un palco per le danze e la sala principale.
È uno dei luoghi più importanti della storia e della cultura di Kyoto: da qui parte ogni luglio il Gion Matsuri, il festival più famoso della città, e alla sera le centinaia di lanterne accese creano un’atmosfera che vale da sola la visita.

Galleria Foto

Come arrivare

Il santuario chiude in fondo a via Shijo, quindi ci arriverete quasi sicuramente a piedi da Gion: dalla stazione di Gion-Shijo bastano cinque minuti risalendo la via, con la grande porta rossa che vi si para davanti alla fine. Se siete dalla parte di Kawaramachi, dalla stazione Hankyu di Kyoto-Kawaramachi sono otto minuti a piedi attraversando il fiume Kamo.
Dalla stazione di Kyoto conviene invece il bus 206, che in una ventina di minuti vi lascia alla fermata Gion, proprio davanti all'ingresso.

Se venite dal Kiyomizu-dera potete arrivarci con una bella passeggiata di 20-30 minuti tra i vicoli di Higashiyama, entrando dalla porta sud.

Informazioni utili

Nome: Santuario Yasaka Jinja
Orario: Lunedì - Domenica: Aperto 24 ore
Costo a persona: ingresso gratuito
Durata visita: Vi consiglio 30-45 minuti per l'area sacra; dedicateci 1,5 ore totali se volete includere una passeggiata rilassante nel confinante Parco Maruyama.
Consigli utili: Accanto alla sala principale cercate l'Utsukushi Gozen-sha, il piccolo santuario della bellezza: ci vengono a pregare anche le geiko di Gion e la tradizione vuole che ci si bagni la pelle con due gocce dell'acqua della fonte. Non bevetela: non è potabile.
Trasporti:
  • Stazione Gion-Shijo (linea Keihan): 5 minuti a piedi
  • Stazione Kyoto-Kawaramachi (linea Hankyu): 8 minuti a piedi
  • Fermata Gion: ci passano diversi bus urbani, tra cui il 206 dalla stazione di Kyoto
Indirizzo: 625 Gionmachi Kitagawa, Higashiyama Ward, Kyoto, 605-0073, Japan
Sito Internet: Santuario Yasaka Jinja
Apri su Google Maps

Mappa

MarcoMaps100% gratis

Questo posto è su MarcoMaps

Santuario Yasaka Jinja

La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.

  • 📍 4.000+ luoghi
  • ⭐ Voto, foto e orari
  • 🌿 Veg friendly
  • 📡 Vicino a me (GPS)
  • ❤️ Preferiti senza login
  • 📴 Funziona offline
Apri la mia mappa!
La mappa MarcoMaps del Giappone con decine di luoghi segnatiLa mappa dal telefono: la scheda di un luogo con foto, voto, orari e costi

La storia del santuario

Secondo la leggenda, bisogna risalire a circa un centinaio di anni prima del periodo Heian per ricostruire la storia del santuario: si stima, infatti, che la sua costruzione iniziò nel 656. Il santuario acquisì un’importanza sempre maggiore durante gli inizi del periodo Heian, in particolare da quando l’imperatore Murakami decise che i messaggeri imperiali dovessero riportare tutti fatti e gli eventi più importanti ai kami, ovvero alle divinità, protettori del Giappone. L’imperatore fece una lista dei santuari alla quale, nel 994, si aggiunse anche il santuario di Gion.

Cosa vedere nel santuario

L’ingresso più scenografico è la grande porta vermiglia in cima a via Shijo, un portale a due piani che si vede da lontano ed è ormai il simbolo di tutta la zona. Superata la porta vi trovate in un piazzale ampio, dove spesso si allineano le bancarelle di cibo.
Il cuore del complesso è la sala principale, ricostruita nel 1654 dallo shogun Tokugawa Ietsuna in uno stile particolare, il gion-zukuri, in cui la sala delle preghiere e quella delle divinità stanno sotto un unico tetto. È stata dichiarata tesoro nazionale, il massimo riconoscimento per un edificio storico giapponese, e sotto il pavimento la leggenda vuole che si nasconda uno stagno abitato da un drago.
Davanti alla sala c’è il palco delle danze, impossibile non notarlo: è circondato da centinaia di lanterne bianche, ognuna con il nome del ristorante, della casa da tè o del negozio di Gion che ha fatto una donazione. Quando si accendono la sera il piazzale cambia completamente faccia.

Le divinità

Visitando il santuario di Yasaka avrete la possibilità di conoscere e approfondire la mitologia giapponese, scoprendo la storia di alcune delle divinità più importanti della cultura nipponica.
Il santuario di Yasaka rende omaggio a varie figure mitologiche giapponesi, tra cui Susanoo-no-mikoto, Kushiinadahime-no-mikoto, e Yahashira-no-mikogami. In particolare, una figura molto importante è il dio Susanoo-no-mikoto, che rappresenta le Kunitsukami, ovvero le divinità che vivono sulla terra e che si distinguono dalle Amatsukami, le divinità che invece risiedono nel paradiso.  Le gesta leggendarie del dio Susanoo-no-mikoto sono molto famose tra i giapponesi: dopo aver sconfitto la sorella Amaterasu-Omikami, la sua superbia e arroganza crebbero e lo spinsero a commettere diversi crimini. Fu bandito dal paradiso, ma alla fine riuscì a invertire le sorti del suo destino superando numerose avversità: la mitologia narra di come la divinità sconfisse Yamata-no-orochi, un serpente a otto teste che simboleggiava eventi catastrofici, e salvò Kushiinadahime-no-mikoto, che divenne poi la sua sposa.
La storia di Susanoo-no-mikoto è forse una delle più avvincenti e affascinanti e, forse per questo, molto amata in Giappone tanto che il paese pullula di santuari dedicati a questa figura.

Festival, capodanno ed eventi

Il santuario funge anche da cornice per numerose manifestazioni e spettacoli. Uno dei festival più famosi è sicuramente il Gion Matsuri, che dura un intero mese e si svolge a luglio. Se visitate Kyoto in questo periodo non potete assolutamente perdervelo! Durante questo mese vengono organizzate numerose cerimonie ed eventi spettacolari che vi riporteranno indietro nel tempo facendovi rivivere l’atmosfera del periodo in cui nacque questo festival.

Questo festival ha una storia antica e affascinante ed è molto importante per i giapponesi in quanto nacque in un periodo estremamente difficile per la popolazione: si tenne per la prima volta nel lontano 869, quando la peste si diffuse nella città di Kyoto e nell’intero paese. Questa epidemia decimò la popolazione e gli abitanti di Kyoto, convinti che fosse causata dalla maledizione di Gozu-Tennou, decisero di riunirsi per appellarsi al dio Gion affinché li liberasse dalla peste. Così costruirono 66 Hokos, delle lance con l’estremità appuntita in cui, secondo le antiche credenze, si pensava avessero dimora gli spiriti cattivi e per questa ragione spesso si tenevano alcuni rituali in cui le lance venivano gettate nel fiume. Il numero 66 non fu scelto a caso, ma rappresentava il numero delle provincie del Giappone durante i giorni della pestilenza. Con le lance e un mikoshi, ovvero una piccola ricostruzione del santuario, gli abitanti di Kyoto invasero le strade della città in una lunga processione che segnò l’inizio del festival Gion Matsuri.

Oltre a questo festival, il calendario degli eventi del santuario è molto ricco. Alla fine di giugno ha luogo, qui e anche in altri templi, la cerimonia shintoista Nagoshi-harae, che segna la fine della prima metà dell’anno. In questo evento i partecipanti pregano affinché la seconda parte dell’anno porti loro benessere e felicità.
Ad aprile, invece, vedrete una grande folla di persone passare dal santuario: la meta finale è il parco di Maruyama, un luogo molto famoso tra gli abitanti, che si radunano qui per ammirare la meravigliosa fioritura dei ciliegi che danno al paesaggio un tocco colorato e romantico.
Se visitate Kyoto nel periodo del tradizionale capodanno giapponese, il santuario di Yasaka è una delle tappe preferite da chi vuole attendere l’anno nuovo all’aperto assistendo a vari rituali e cerimonie che si tengono in questo luogo. Il rito più curioso è l’okera mairi: la notte di San Silvestro nel santuario arde un fuoco sacro, alimentato con l’erba okera, e i fedeli se lo portano a casa su cordicelle intrecciate che vanno fatte roteare di continuo per non farle spegnere lungo la strada. Con quella fiamma si cucina lo zoni, la zuppa del primo giorno dell’anno: secondo la tradizione tiene lontane le malattie per i dodici mesi successivi.

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).