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Oltre ad essere considerato uno dei migliori santuari shintoisti di Kyoto dal punto di vista architettonico, il santuario Heian rappresenta un elemento molto importante del patrimonio culturale giapponese, anche se la sua storia è abbastanza recente.
Questo luogo è visitato ogni anno da migliaia di turisti e non solo: è anche un centro religioso molto importante per tutti i giapponesi ed, in particolare, per coloro che sono animati da un forte spirito patriottico, poiché il santuario è dedicato a due figure fondamentali, due imperatori, che hanno contribuito a cambiare il volto non solo di Kyoto, ma anche del Giappone. E così il santuario di Heian è diventato un simbolo del cambiamento e della rinascita di una città e di un paese, in cui le antiche tradizioni convivono con la modernità con uno sguardo rivolto verso lo sviluppo economico e la promozione dell’istruzione e della cultura.
Il modo più comodo è la metropolitana: alla stazione di Higashiyama, sulla linea Tozai, prendete l'uscita 1 e camminate una decina di minuti verso nord, con il gigantesco torii rosso che vi fa da bussola.
Chi viaggia sulla linea Keihan può scendere a Sanjo o a Jingu-Marutamachi e mettere in conto un quarto d'ora a piedi.
Dalla stazione di Kyoto la scelta migliore è l'autobus, che vi scarica nel parco di Okazaki, a due minuti dal viale d'ingresso.
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Heian Jingu
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Il santuario nacque come una parziale riproduzione in dimensioni più ridotte del palazzo reale di Heian, e fu costruito nel 1895 per celebrare i 1100 anni dalla nascita di Kyoto. In questa occasione, all’interno del santuario si tenne una mostra dedicata alla cultura giapponese, ma concluso l’evento, l’edificio continuò a esistere come santuario dedicato al primo imperatore dell’ex capitale del Giappone, l’imperatore Kammu. Nel 1938 i cittadini giapponesi si riunirono di fronte al santuario di Heian per commemorare l’ imperatore Komei, che fu l’ultimo a regnare su Kyoto dando alla città e al Giappone una spinta verso la modernità e il progresso. Questo diede il via ad un progetto di ristrutturazione e modifica del santuario e, così, dal 1940, questo luogo è dedicato anche all’imperatore Komei. La storia però non finisce lì: nel 1976 un incendio doloso distrusse nove edifici del santuario, compreso l’honden, la sala che custodisce gli spiriti dei due imperatori. Bastarono tre anni per rimetterli in piedi, con le donazioni arrivate da tutto il Giappone: una parte di quello che vedete oggi è quindi ricostruita da zero.
Recandovi al santuario forse vi chiederete come mai questi due imperatori sono personaggi così importanti per i giapponesi e, soprattutto, per gli abitanti di Kyoto.
L’imperatore Kammu ascese al trono nel 781 diventando il cinquantesimo imperatore del Giappone e il suo primo desiderio fu quello di costruire una nuova capitale degna del grande impero nipponico. Decise quindi di costruire un nuovo e imponente palazzo reale attorno al quale si sarebbe poi sviluppata la nuova capitale, Heian. L’anno che segnò l’inizio di Kyoto fu il 794. Sotto la guida di Kammu, la capitale divenne sempre più moderna e sviluppata, grazie alle misure introdotte dall’imperatore: la promozione dell’istruzione, l’apertura verso il commercio con l’estero, l’introduzione di nuove leggi e un’amministrazione più organizzata e moderna. Tutto questo ebbe dei benefici sull’intero paese, che divenne una delle maggiori potenze mondiali. L’opera fu conclusa dall’ultimo imperatore della capitale Kyoto, l’imperatore Komei che gettò le basi per rendere il Giappone un paese all’avanguardia anticipando quello che fu un periodo di grande cambiamento, il cosiddetto Rinnovamento Meiji.
Di fronte al santuario si trova un’imponente porta torii, che segnala l’accesso al santuario ed è una delle più grandi in tutto il Giappone. Oltrepassata la porta potete ammirare la facciata esterna dell’edificio, realizzata nel classico stile architettonico dei palazzi imperiali dell’epoca Heian. Proseguendo nella visita, dietro l’edificio trovate un meraviglioso giardino, nel quale potete passeggiare immersi nei profumi di numerosi tipi di piante e circondati da bellissimi alberi di ciliegio, che in primavera, danno un tocco di colore a questo luogo. Il santuario e il giardino si estendono su un’area molto ampia, di cui la metà è occupata interamente dall’area verde. La realizzazione del giardino è stata un’opera molto lunga ed elaborata affidata al celebre designer di giardini Jihei Ogawa, che ha portato a termine il suo progetto in un periodo lungo più di 20 anni. Nel giardino trovate anche alcuni edifici in stile architettonico tradizionale e numerosi laghetti che contribuiscono a rendere il paesaggio ancora più pittoresco e suggestivo. Nelle acque dei laghetti vivono tante varietà di pesci e alcune specie poco comuni in Giappone, come la tartaruga dalle orecchie gialle. Se volete divertirvi a dare del cibo ai pesci o alle tartarughe potete acquistarlo presso alcuni stand situati vicino ai laghetti.
Se avete del tempo, approfittatene anche per visitare i luoghi che circondano il santuario, tra cui il parco Okazaki, lo zoo di Kyoto, la Biblioteca Pubblica e, se siete amanti dell’arte, non perdetevi il Museo Municipale d’Arte e il Museo Nazionale d’Arte Moderna.
Il Shin-en non è un giardino unico ma quattro giardini disposti ad anello attorno agli edifici del santuario, da percorrere in un solo senso di marcia: si entra da un lato e si esce dopo aver chiuso il giro completo. Lungo il giro vale la pena rallentare in due punti. Nel giardino di mezzo il laghetto si attraversa camminando sul Garyu-kyo, una fila di pietre da guado ricavate dai vecchi piloni dei ponti Sanjo e Gojo sul fiume Kamo: si cammina su pezzi di Kyoto.
Il giro si chiude poi sul laghetto del giardino est, dove il ponte coperto Taihei-kaku, arrivato qui dal Palazzo Imperiale, attraversa l’acqua e incornicia le colline di Higashiyama.
Ogni stagione ha il suo momento. In aprile il giardino sud si copre dei ciliegi piangenti rossi, gli stessi che Tanizaki mise nelle pagine di “Neve sottile”, ed è il periodo più affollato dell’anno.
A inizio giugno tocca al giardino ovest, con gli iris giapponesi lungo l’acqua e le ninfee sui laghetti, mentre in luglio si aprono i fiori di loto. In novembre il foliage si specchia nel grande stagno del giardino est, e in inverno il Shin-en si svuota: pochissima gente, e il disegno del giardino che si legge meglio.
Questo luogo fornisce anche lo scenario ideale per numerose occasioni speciali. Qui si tengono diversi generi di eventi, dai matrimoni tradizionali ai concerti e questa fusione tra modernità e tradizione è il fattore che distingue maggiormente il santuario Heian dagli altri luoghi storici e culturali di Kyoto. Il principale evento è il Festival Jidai, durante il quale le persone si ritrovano per celebrare la nascita di Kyoto. Si tiene il 22 ottobre di ogni anno e se visitate Kyoto in questo periodo è sicuramente un evento a cui non potete mancare! Potrete assistere anche alla famosa parata, che dal Palazzo Imperiale di Kyoto fino al santuario Heian, sfoggia preziosi e variopinti costumi e vestiti tradizionali di varie epoche storiche del Giappone. Le epoche però non sfilano a caso: il corteo va a ritroso nel tempo, si apre con i personaggi della Restaurazione Meiji e si chiude con l’epoca di Kammu, quella in cui Kyoto era appena nata. Sono circa duemila figuranti e ci vogliono due ore buone perché passino tutti davanti a voi.
In coda arrivano i due mikoshi con gli spiriti di Kammu e Komei che rientrano al santuario: è il cuore religioso di tutta la festa.
Quello che vi si apre davanti non è un santuario come gli altri: gli edifici principali riproducono il Chodoin, il cuore ufficiale del palazzo imperiale di Heian-kyo, ricostruito a cinque ottavi delle misure originali. Si passa sotto la porta Otenmon e si sbuca su un enorme cortile di ghiaia bianca, con il Daigokuden in fondo, la sala di preghiera esterna che copia l’antica sala del trono.
Ai lati si alzano due torri gemelle: il Soryu-ro del drago blu a est e il Byakko-ro della tigre bianca a ovest, i due animali che nella tradizione cinese fanno la guardia ai punti cardinali. Il progetto è di Ito Chuta, uno dei grandi nomi dell’architettura giapponese moderna, e questi edifici sono beni culturali importanti dello stato: quel contrasto tra vermiglio e tegole verdi è il colore con cui i giapponesi immaginano la Kyoto delle origini.
© meenaghd
© Kiyo Photography
Heian Jingu - lì vicino trovate:
A 244 metriMusica, DVD, libri e non solo.
A 734 metriAtmosfera e piatti tradizionali.
A 826 metriCatena di caffè.
A 971 metriTempio nella zona di Higashiyama.
A 1070 metriCucina vegana nella zona di Sanjo (Kyoto).
A 1099 metriFavoloso in autunno.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).