A 703 metriCastello NakagusukuA 703 metri
Dove percepire l'antico splendore dell'Isola.

Su una collina nel cuore di Okinawa, la Nakamura Residence è un luogo storico in cui si rivivono le atmosfere della Okinawa del passato e dove i visitatori possono entrare nella vita della famiglia Nakamura, comprendendo meglio lo stile di vita di un tempo. La casa risale agli inizi del 1700 ed è parte importante del patrimonio storico in quanto è una delle tante eredità lasciate dal Regno indipendente delle Ryukyu, di cui l’isola ha fatto parte per moltissimi secoli.
Sopravvissuta indenne alla violenta Battaglia di Okinawa, oggi la Nakamura Residence è diventata un museo ed è di certo una tappa interessante per chi visita Okinawa soprattutto per gli appassionati di storia e cultura locale.
La famiglia Nakamura era una famiglia benestante del 1700 che si occupava prevalentemente di commercio e agricoltura ma ebbe anche un ruolo importante a livello locale, come punto di riferimento e “leader” del villaggio in cui viveva. Il motivo di tanta fama si deve però al legame con Gosamaru, il signore che nel 1440 si trasferì al Castello Nakagusuku per ordine del re: i Nakamura discendevano infatti dalla famiglia Gashi, che lo seguì in quel trasferimento e cadde in rovina dopo la sconfitta di Gosamaru.
La Nakamura Residence racconta dunque avvincenti vicende familiari, rappresentando la caduta e la ripresa di una delle famiglie più prominenti dell’epoca, il cui benessere economico e potere si rispecchiano perfettamente nella residenza.
Osservando la Residenza Nakamura dall’esterno si intuisce che sia stata abitata da una famiglia benestante dalla stravaganza e imponenza della casa. Circondata da recinzioni che fungevano da protezione in caso di tifoni, la residenza è composta da quattro strutture, un pozzo e, tutt’intorno, distese di campi verdi e stalle per gli animali. La struttura non venne realizzata come le tipiche case di Okinawa dell’epoca, ma prese ispirazione dalle dimore tradizionali giapponesi del periodo, fatta eccezione per il tetto a tegole rosse che era un elemento comune nelle case delle famiglie aristocratiche e ricche del Regno delle Ryukyu.
Accedendo al cortile centrale ci si trova di fronte all’edificio principale, attorniato da altre strutture e da uno splendido giardino fatto di piante ornamentali, alberi e fiori originari di Okinawa. Agli ingressi, sui tetti e sparse all’esterno della residenza si possono notare varie statue di creature conosciute con il nome di “shisa”: si tratta di figure mitologiche simili ad un leone che secondo la cultura popolare terrebbero lontano gli spiriti maligni e ne vedrete molte ad Okinawa.
Entrando nella residenza si possono esplorare i vari ambienti, le stanze private e il soggiorno, tutte caratterizzate dal pavimento in tatami e da bellissimi decori.
Le altre strutture collegate alla residenza principale erano usate come residenza per i figli e magazzini in cui depositare il cibo.
Okinawa convive con i tifoni e questa casa è costruita apposta per incassarli: il muro in pietra che la circonda è raddoppiato all’interno da una fila di fukugi, gli alberi frangivento dalle foglie spesse che si ritrovano in tutti i villaggi tradizionali dell’isola. Anche le tegole rosse sono tenute ferme da spesse fasce di calce bianca, quelle che disegnano le righe sui tetti: senza, il vento se le porterebbe via una a una.
Appena dentro l’ingresso noterete un muretto piantato davanti alla casa, in apparenza senza motivo: si chiama hinpun ed è la versione locale dei paraventi cinesi. Serve a spezzare le raffiche prima che arrivino all’abitazione e, secondo la tradizione, a tenere fuori gli spiriti maligni, che si muovono solo in linea retta.
Nel cortile riconoscerete anche il granaio rialzato, il takakura, sollevato da terra su pilastri per difendere il riso da umidità e topi.
La residenza sta su una collina di Kitanakagusuku, una quindicina di chilometri a nord-est di Naha, e come il castello lì accanto non è servita direttamente dai mezzi. Dal terminal di Naha si prendono i bus autostradali 111 o 113 fino alla fermata Kishaba, da cui restano circa 30 minuti a piedi.
Con i bus urbani conviene invece scendere al centro commerciale Aeon Rycom e fare l'ultimo tratto in taxi.
In auto da Naha ci vuole circa mezz'ora uscendo a Kitanakagusuku dall'autostrada, e il parcheggio è gratuito. Una volta lassù il Castello Nakagusuku è a otto minuti a piedi: le due visite si abbinano da sole.
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Nakamura Residence
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).