Tempio Todai-ji a Nara con alberi di ciliegio in fiore.

Nara

Situata sull’isola di Honshu e capoluogo dell’omonima prefettura, la città di Nara sorge circa 40 km a sud di Kyoto ed è considerata la culla dell’arte, della letteratura e della cultura giapponese, senza dimenticare che anticamente fu la capitale del Giappone.
È stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Cosa vedere

Strada tradizionale giapponese ad Imai-cho con case in legno.

Nella prefettura

Fuori dalla città di Nara, ma all’interno della Prefettura, potete trovare:

Ristoranti

Pranzo tradizionale giapponese, molto elegante, da Izasa a Nara.

Come arrivare

Da Kyoto il modo più semplice è la JR Nara Line: con un treno Rapid Service in poco più di 45 minuti si scende alla stazione JR di Nara, ed è la scelta naturale con il Japan Rail Pass. In alternativa c'è la linea Kintetsu, che arriva a Kintetsu Nara, stazione molto più vicina al parco e ai templi, ma da Kyoto può richiedere un cambio e sui treni Limited Express si paga un supplemento.
Da Osaka è ancora più comodo: da Osaka-Namba partono i diretti Kintetsu, mentre da Osaka e Tennoji ci sono i treni della linea JR Yamatoji.

Informazioni utili

Nome: Nara
Durata visita: Una giornata intera per parco, Todaiji, Kasuga Taisha e Naramachi; mezza giornata se puntate solo ai cervi e al Grande Buddha, due giorni se volete aggiungere Horyuji.
Giorni di chiusura: Museo Nazionale di Nara: chiuso il lunedì e dal 28 dicembre al 1 gennaio
Giardino Isuien: chiuso il martedì, nell'ultima decade di settembre e tra fine dicembre e metà gennaio
Templi e santuari del parco restano invece aperti tutti i giorni
Consigli utili: Quasi tutti si fermano al Daibutsuden e tornano indietro: salite invece la scalinata fino al Nigatsudo, poco sopra il Todaiji. L'ingresso è libero e dalla balconata di legno si apre la vista su tutta Nara, bellissima verso il tramonto.
Trasporti:
  • Stazione Kintetsu Nara (linea Kintetsu Nara): la più vicina al parco, al Todaiji e a Naramachi
  • Stazione JR Nara (JR Nara Line, JR Yamatoji Line): circa 15 minuti a piedi in più, comoda con il Japan Rail Pass

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Nara

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La leggenda dei cervi

Animale simbolo della città, il cervo è persino riprodotto sui tombini delle strade ed è piuttosto facile vedere degli esemplari che girano liberamente per i parchi urbani. Secondo la leggenda, Takemikazuchi-no-Mikoto, il kami del Santuario di Kashima, venne invitato al Santuario Kasuga Taisha di Nara e vi arrivò in sella ad una bellissima cerva bianca: da quel momento i cervi vennero considerati come dei messaggeri dei kami , e dunque esseri sacri. In passato, chi uccideva un cervo a Nara era punibile con la pena capitale.
Oggi i cervi di Nara sono stati dichiarati “Monumenti Naturali”. Attualmente si calcola che vi siano circa 1.200 esemplari, tanto che i visitatori possono ammirarli mente vagano liberamente per il centro, dando loro dei particolari cracker rotondi fatti apposta per loro, chiamati Shika-Senbei.
Molte persone, erroneamente, sostengono che quelli di Nara siano dei daini data la loro dimensione ridotta. In realtà però si tratta di cervi, il cui nome scientifico è Cervus nippon.

Uno straordinario patrimonio culturale

I monumenti storici di Nara testimoniano l’evoluzione dell’arte e in particolare dell’architettura giapponese, come risultato di legami culturali con la Cina e la Corea.
Nel cuore della città sorge il bellissimo Tempio di Kofukuji, edificato nel 710, che ospita numerose statue di grande valore e una pagoda a cinque piani affacciata sulle acque del lago Sarusawa, oggi però completamente nascosta dalle impalcature di un grande restauro che proseguirà fino al 2034. Il tempio era stato utilizzato come tempio di famiglia dei Fujiwara, uno dei più potenti clan durante il periodo Nara.
Il Palazzo Imperiale, situato all’estremità settentrionale del viale centrale, occupa una superficie di 120 ettari e comprendeva tutti gli edifici ufficiali dove si svolgevano le cerimonie politiche e religiose: tra questi, il Daigokuden (o sala delle udienze imperiali) e il Chodo-in (sala di stato), e poi ancora magazzini, stalle ecc.. Il complesso era circondato da bastioni di terra alti circa 5 m di altezza, con 12 porte. L’ingresso principale era rappresentato dalla Porta di Suzaku, che permetteva l’accesso al Daigokuden e al Chodo-in, gli edifici più importanti del complesso imperiale.
Nel Museo Nazionale di Nara si può ammirare un’ importante collezione di arte buddista, che comprende immagini, sculture e altari provenienti dai templi dell’area circostante. Le collezioni Shosoin, appartenenti al tempio Todai-ji sono esposte ogni anno in autunno. Tra i pezzi più preziosi della collezione, un rotolo del dodicesimo secolo e la scultura del Buddha Yakushi, del IX secolo.
Probabilmente uno dei simboli di Nara, il Tempio di Todai-ji ospita il Grande Budda di Nara, statua bronzea conservata all’interno del Daibutsu-den, la costruzione in legno più grande del mondo. Il tempio di Todai-ji è costituito da un gruppo di edifici: nella Grande Sala del Buddha (Kondô) è ospitata la statua seduta del Buddha Vairocana, una monumentale struttura in legno a sette alloggiamenti con la statua vera e propria realizzata in bronzo e alta ben 15 metri.
Il Tempio di Gango-ji è stato il primo tempio buddista di tutto Giappone, fatto costruire da Soga-no-Umako nel VI secolo e originariamente conosciuto come Asuka-dera. Fu trasferito da Asuka a Nara nel 718, ma gran parte della struttura originale è andata distrutta in un incendio nel 1451.
Il Tempio di Toshodai-ji ha fortunatamente subito meno danni rispetto ad altri edifici. Molto belle la sala principale chiamata Kondô e la sala Kodo (in origine una sala per le riunioni di Stato). Il Toshodaiji fu fondato nel 759 da Ganjin, un sacerdote cinese invitato in Giappone dall’imperatore per insegnare ai sacerdoti e migliorare il buddismo giapponese. All’interno del tempio è ospitata la tomba di Ganjin e la Miedo, una sala che contiene una famosa statua lignea dello stesso.
Il santuario di Kasuga-Taisha fu fondato nel 768. Situato ai piedi di due montagne sacre, Kasugayama e Mikasayama, i suoi edifici sono stati restaurati e ricostruiti in molte occasioni a seguito di periodi di decadenza e distruzioni varie. Gli edifici sono tutti collocati all’interno del recinto del santuario e sono ricoperti con tegole di corteccia di cipresso, in modo da armonizzarsi con l’ ambiente circostante, che nel caso di Kasuga Taisha è considerato un bosco sacro che non ha subito alcun intervento umano, ad eccezione della realizzazione di sentieri per fedeli e pellegrini.
È uno dei più celebri santuari shintoisti di tutto il paese e molto suggestivo è il contrasto tra la vegetazione circostante e gli edifici laccati di rosso.
Ancora, il Tempio di Horyuji è uno dei luoghi di culto più importanti di tutto il Giappone: fondato nel 607, conserva gli edifici in legno più antichi del mondo.

Storia

Nara fu l’antica capitale del Giappone, dal 710 al 794, un periodo conosciuto anche come “periodo Nara” e durante il quale la città godette di grande prosperità, diventando inoltre un importante centro culturale e spirituale.
In origine la città si sviluppò tra il terzo e il quarto secolo ai piedi del monte Miwa, in una posizione leggermente diversa rispetto a quella dell’odierna città: si trattava inizialmente di un piccolo centro urbano dove esistevano già diversi santuari shintoisti adibiti alla pratica e allo studio di questo culto.
Fu l’imperatrice Gemmei, nell’anno 708, ad ordinarne la creazione, cosicché nel 710 venne fondata la nuova città, chiamata Heijo-kyo, trasferendovi la capitale da Fujiwara. Nara prosperò come centro politico, economico e culturale del paese per i successivi 74 anni. Il progetto urbanistico venne elaborato seguendo il modello di realtà cinesi come Chang’an, con case e strade disposte su una griglia ortogonale: si trattava dunque di una pianta geometrica, con un quadrato intersecato da linee rette a formare una rete stradale al cui centro, nella parte settentrionale, era situato il palazzo imperiale. La pianta geometrica della città venne adottata seguendo l’influenza dell’impero cinese Tang. In particolare, Chang’an, l’antica capitale della Cina Tang, era stata edificata su una pianta quadrata, esattamente come Heijo-kyo. In base ad una complessa serie di credenze, si sceglievano attentamente la posizione delle strade, la loro lunghezza e la distanza che le separava, con un’attenzione particolare riservata alla collocazione dei templi, posti in corrispondenza di particolari posizioni cardine della città.
Durante questo periodo una politica imperiale mirata alla promozione del buddismo favorì il sorgere di vari edifici religiosi, non solo a Nara ma anche nelle zone circostanti: dal momento che gli imperatori che regnarono a Nara professavano il Buddhismo, vennero edificati numerosi templi buddisti in zona, come ad esempio Rokudai-ji e Todai-ji, uno dei monumenti più importanti della città, fatto costruire per volere dell’imperatore Shomu nel 752 e che ospita, fra le altre cose, la statua del Buddha Daibutsu, alta 15 metri d’altezza e dal peso di oltre 500 tonnellate.
Nel 784 la capitale venne trasferita a Nagaoka per nove anni e poi a Kyoto, che rimase capitale fino al 1868. Ciononostante la maggior parte dei templi e dei santuari è rimasta intatta. L’area intorno a Todai-ji, Kofuku-ji, Gango-ji era particolarmente prospera, e fu proprio qui che la città moderna si sviluppò nel XVI secolo.
Nel 1180, tuttavia, i templi di Todai-ji e Kofuku-ji furono rasi al suolo nel corso di un periodo di lotte intestine: una delle famiglie di samurai, i Taira, iniziò infatti una crociata contro il potere temporale dei templi di Nara, con il risultato di una guerriglia scoppiata proprio nel 1180, anno in cui i templi di Kofuku-ji e Todai-ji vennero purtroppo dati alle fiamme e subirono ingenti danni. All’inizio dello shogunato Kamakura i templi furono però ricostruiti: mentre Kofuku-ji venne ripristinato secondo il tradizionale stile giapponese chiamato Wayo giapponese, Todai-ji seguì invece lo stile Daibutsuyô , introdotto dalla dinastia cinese Sung.
Tuttavia la storia dei due templi fu ancora segnata da distruzioni e saccheggi: con lo scoppio della guerra tra i clan militari, nel periodo conosciuto come “periodo degli stati combattenti” (nel XVI secolo), il Todaiji venne dato nuovamente alle fiamme nel 1567.

Le feste di Nara

Nara ha un calendario di feste antichissime che vale la pena incrociare con le date del vostro viaggio.
Il Wakakusa Yamayaki si tiene il quarto sabato di gennaio: dopo una breve alzata di fuochi d’artificio viene dato fuoco all’erba secca dell’intero monte Wakakusa, e la collina brucia sopra la città per una mezz’ora buona.

Nelle prime due settimane di marzo il Todaiji ospita l’Omizutori, una cerimonia buddista celebrata ininterrottamente da oltre 1.250 anni: ogni sera i monaci corrono lungo la balconata del Nigatsudo agitando enormi torce di pino, e le scintille che piovono sulla folla sono considerate di buon auspicio.
Due volte l’anno, a inizio febbraio e a metà agosto, il Kasuga Taisha accende invece tutte le sue lanterne per il Mantoro: tremila luci tra i corridoi in bronzo e la pietra del bosco, per un paio d’ore dopo il tramonto. Sono le uniche occasioni in cui potete vedere il santuario davvero illuminato.

Consigli per la giornata

Dalla stazione Kintetsu pochi minuti a piedi o dalla stazione JR in circa 15 minuti potete arrivare al parco di Nara all’interno del quale, camminando un po’ trovate il tempio Todaiji. E’ forse tra le attrazioni principali di Nara, si tratta di un antico tempio buddista costruito circa 1300 anni fa ed al suo interno si trova la statua di Buddha in bronzo più grande del mondo. Molto carino è il piccolo “buco” alla base di un pilastro in legno da dove si può passare per avere la buona sorte, anche se per transitare da questo buco bisogna avere una costituzione fisica non troppo elevata.
Sempre all’interno del Parco, che è la prima zona che vi consiglio di visitare quando arrivate a Nara, potete trovare il Kasuga Taisha, un santuario shintoista con all’interno molte lanterne in pietra, il tempio Kofukuji in cui è presente tra le altre cose una pagoda a 5 piani, il Nara National Museum, i giardini Isuien e Yoshikien ed un po’ di altre cose meno rilevanti.
Dalla stazione Kintetsu se andate verso sud in più o meno dieci minuti arrivate nel piccolo quartiere di Naramachi, una manciata di strade in cui tutto è mantenuto come un tempo, con case tradizionali, negozi, caffè, ristoranti e qualche piccolo museo. In questa zona si trova il tempio Gangoji ma sinceramente ve lo sconsiglio perché personalmente non credo valga i 500 yen che bisogna pagare per l’entrata, così come forse non vale la pena pagare 350 yen per entrare alla Imanishike Shoin, una casa tradizionale molto simile alla Naramachi Koshi-no-ie, un’altra casa tradizionale ma ad ingresso gratuito.
Poco fuori da Nara si trovano vari edifici che vale la pena visitare, il più visitato ed interessante è il tempio Horyuji, uno dei templi più antichi del Giappone, protetto dall’Unesco. Il modo più comodo per arrivarci è prendere l’autobus numero 60, il tempo di percorrenza è di circa 40 minuti.

Galleria foto

Oltre alle foto qua sotto, guarda molte altre foto di Nara.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).