A 5896 metriTempio ZenkojiA 5896 metri
Luogo sacro molto importante.

Nato come un piccolo villaggio attorno ad un grande tempio, Imaicho è rimasto praticamente immutato nel corso dei secoli, diventando uno dei più grandi distretti storici del Giappone. Oltre 500 case ed edifici tradizionali, risalenti perlopiù al periodo Edo, compongono il paesaggio urbano di questo angolo della città di Kashihara, nella Prefettura di Nara.
A differenza di altri luoghi in cui le dimore antiche si limitano ad affiancare una o poche vie, qui avete a disposizione l’intreccio di stradine di un’intera cittadina, con un traffico praticamente assente, così come i cavi dell’elettricità. Un vero tuffo nel passato, tanto che Imaicho fa spesso da set a film e serie tv storiche.
L’area di Imaicho nacque ben prima del periodo Edo ed era parte di un piccolo villaggio sviluppatosi attorno al tempio Shonenji, che oggi è ancora il centro della cittadina sebbene sia stato distrutto e ricostruito più volte. All’epoca, per via delle violente guerre tra i signori feudali e i leader dei templi, Imaicho venne fortificata e protetta da fossati, uno dei quali è ancora visibile, ma fortunatamente per Imaicho tutto si risolse con delle negoziazioni e il villaggio sopravvisse praticamente indisturbato e con un certo grado di autonomia. Nel periodo Edo l’arrivo dei mercanti portò all’ampliamento e alla prosperità della cittadina, che vide la costruzione di nuove case più grandi ed eleganti, le stesse che oggi compongono Imaicho. La posizione privilegiata di Imaicho lungo la rotta commerciale da Nara verso Osaka la rese la base perfetta e per questo i suoi commercianti si arricchirono, un aspetto che si nota oggi dai tetti in tegole delle case, un lusso per l’epoca. La ricchezza segnò la fortuna ma anche l’amaro epilogo per Imaicho che fu in grado di prestare denaro ai samurai fino a quando, al termine del periodo Edo, il sistema feudale venne spazzato via, e la città non fu più un grado di recuperare i suoi prestiti, avviandosi verso un lungo declino che però non le ha rubato il fascino.
Vi consiglio di iniziare la scoperta della città dall’Imai Machinami Koryu Center, conosciuto anche con il nome di Hanairaka, che ospita il centro di informazione turistica e un museo dedicato alla cittadina. Qui potete consultare pannelli informativi, vedere vecchie foto, filmati e modellini che permettono di comprendere meglio il passato e l’evoluzione dell’area. Potete inoltre prendere mappe e richiedere informazioni sulle attrazioni della zona. Vale la pena guardarlo anche da fuori, perché l’edificio stona (piacevolmente) con tutto il resto: è del 1903 e nacque come museo dell’istruzione della zona, per poi diventare il municipio di Imaicho. Ha quello stile metà giapponese, metà occidentale tipico dell’epoca, con il corpo centrale a due piani e le due ali simmetriche ai lati.
Se alcune case sono tutt’oggi residenze private, altre si sono trasformate in un museo e si possono visitare anche all’interno.
Tra le case più interessanti c’è quella della famiglia Imanishi, risalente attorno al 1650 e una delle più antiche e belle della cittadina. La ricchezza e il potere della famiglia, che per lungo tempo ha amministrato la città, si riflettono nel profilo della loro residenza che appare come un piccolo castello, circondato da mura bianche.
La residenza Imai Machiya-kan, situata nei pressi del tempio Shonenji, e la residenza Yonetani sono altre due dimore piuttosto gettonate tra i turisti. Entrambe furono utilizzate sia come casa che come luogo di lavoro dalle famiglie che operavano negozi di attrezzatura e strumenti metallici. Entrando potrete visitare le spaziose sale al piano terra dove si accoglievano i clienti e le stanze private arredate da mobili d’epoca e affacciate sui giardini interni nel retro delle dimore.
Un’altra casa che merita di essere citata è quella della famiglia Toyoda, che per generazioni ha commerciato in legname e questo spiega il simbolo posto sulle mura esterne della residenza che significa “albero” in giapponese. La loro casa venne costruita nel 1662.
Camminando per Imaicho vi accorgerete presto che non esiste una strada dritta che attraversi la cittadina da parte a parte. È tutto voluto: le vie furono tracciate sfalsate, con incroci a T e continue piccole svolte, in modo che un eventuale assalitore non potesse mai vedere lontano né lanciarsi in linea retta verso il centro.
Tutto attorno correva un fossato largo fino a sette metri e profondo un paio, affiancato da terrapieni, mentre gli accessi al villaggio erano pochi e sorvegliati. Oggi ne resta un tratto sistemato a piazzetta all’estremità ovest del quartiere, che all’epoca era il punto più esposto e presidiato da una torre di guardia: è anche il motivo per cui la casa Imanishi, che sorge proprio lì, ha l’aspetto di una piccola fortezza.
Oltre a visitare l’interno delle case, una delle attività più piacevoli di Imaicho è quella di esplorare a piedi il villaggio, fermandosi per una piacevole pausa nei cafè o curiosando nelle vetrine dei negozietti che vendono prodotti locali artigianali tra cui anche il sakè e la salsa di soia. La maggior parte dei ristorantini della zona propone cucina giapponese e in alcuni casi i locali sono ricavati da ex residenze.
Per chi vuole provare il sakè artigianale di Imaicho, una tappa obbligatoria è la distilleria Kawai Sake Brewery a gestione familiare. Sebbene non sia possibile fare un tour della fabbrica, è comunque disponibile una degustazione gratuita nella residenza storica della famiglia.
Nonostante la sua atmosfera di assoluta tranquillità, anche a Imaicho non mancano eventi, mercati e festival che rallegrano la città. La terza domenica di maggio è organizzata un’annuale parata con i partecipanti che sfilano indossando costumi tradizionali del passato; nello stesso giorno si svolge un mercatino delle pulci e di antiquariato.
Se visitate Imaicho in agosto potrete avere l’occasione di ammirare la città illuminata da lanterne in carta che danno a questo luogo un’atmosfera ancora più romantica e d’altri tempi.
Le candele in gioco sono più di cinquemila, disposte lungo le strade e attorno ai due santuari del quartiere: è una delle poche occasioni in cui Imaicho, di solito silenziosissima, si anima davvero e anche gli abitanti escono per strada.
Il modo più comodo per arrivare a Imaicho è il treno: dalla stazione di Yagi-Nishiguchi bastano 5 minuti a piedi, seguendo il fiume Asuka verso sud fino al ponte rosso che segna l'ingresso della cittadina.
Se arrivate da Nara, Kyoto o Osaka con i treni veloci scendete invece a Yamato-Yagi, il grande nodo di interscambio della zona: da lì potete fare una fermata di treno oppure raggiungere Imaicho in dieci minuti a piedi.
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Imaicho
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).