A 407 metriGiardino IsuienA 407 metri
Bello, nel centro di Nara.

Il tempio di Todai-Ji, il cui nome significa letteralmente Grande Tempio Orientale, è uno dei monumenti più importanti della città di Nara, che anticamente fu la capitale del Giappone. Il tempio deve il suo nome alla sua posizione a est dell’antica capitale: a ovest della città sorse invece il Saidai-ji, il Grande Tempio Occidentale, che esiste ancora oggi ma è molto ridotto rispetto al complesso delle origini. Il tempio è inoltre stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, insieme ad altri sette siti presenti a Nara.
Al suo interno si trovano capolavori designati come tesori nazionali dal governo giapponese, come ad esempio la Grande Sala del Buddha (Daibutsuden), larga 57 metri, profonda 50 e alta quasi 49 metri, e poi ancora la statua in bronzo di Vairocana Buddha, alta quasi quindici metri, e la cosiddetta Lanterna Ottagonale, alta 5 metri. La Grande Sala del Buddha è realizzata interamente in legno e rappresenta il più grande edificio in legno del mondo.
All’interno del perimetro del tempio vi è una serie di altri edifici, tra cui sale, magazzini e numerose statue, di cui molte sono state dichiarate tesori nazionali.
Nel cortile si possono ammirare esemplari di cervo che si muovono in libertà e che vengono considerati dei messaggeri divini.
Guerre, incendi e terremoti hanno danneggiato seriamente le strutture del tempio nel corso dei secoli. Ciò che attualmente si può ammirare risale all’inizio del 18° secolo ed è circa il 30% più piccolo rispetto alla dimensione originale.
Dalla stazione Kintetsu Nara si arriva in una ventina di minuti a piedi: si punta verso est e si attraversa il parco di Nara, tra i cervi, fino al grande portale Nandaimon che apre la salita al tempio.
Da JR Nara la camminata è più lunga, circa 40 minuti, ma è tutta in piano e passa per il centro, quindi vale la pena farla a piedi.
Se preferite risparmiare le gambe, da entrambe le stazioni partono i bus urbani che fermano davanti al viale d'accesso: da lì restano cinque minuti a piedi.
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Tempio Todai-ji
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Il tempio venne edificato sotto il dominio dell’imperatore Shomu, al fine di esaltare la magnificenza del Vairocana Buddha, e serviva non solo come luogo di preghiera, ma anche come centro di ricerche delle dottrine buddiste. La fondazione si deve a Roben, capo della setta buddista Kegon.
L’inizio della costruzione è stato datato intorno al 743, dopo che, a seguito di varie epidemie, l’imperatore Shomu aveva emanato un editto per promuovere la costruzione di templi in tutta l’area. Quello di Todai-ji fu nominato Tempio provinciale della Provincia di Yamato, nonché principale tra tutti i templi provinciali.
Nel 743, l’imperatore emanò una legge con la quale obbligava tutta la popolazione a partecipare attivamente alla costruzione di templi buddisti in tutto il Giappone, al fine di chiedere al Buddha protezione da ulteriori disastri. Secondo quanto rinvenuto negli archivi conservati all’interno di Todai-ji, oltre due milioni di persone contribuirono alla costruzione della Grande Sala del Buddha e della statua, con lavori che durarono ben tre anni. In particolare, la testa e il collo furono forgiati come un elemento a parte. Il Buddha fu portato a termine nel 751. L’anno successivo si tenne una cerimonia per la cosiddetta “apertura degli occhi”, cui parteciparono diecimila persone. Fu il sacerdote indiano Bodhisena ad eseguire la cerimonia per l’imperatore Shomu.
In origine il complesso comprendeva anche due pagode, che all’epoca erano seconde in altezza solo alle piramidi d’Egitto, ma che andarono distrutte durante un terremoto.
Si dice che la grande statua del Buddha abbia richiesto una quantità tale di bronzo da aver mandato quasi in bancarotta l’economia giapponese. La statua è composta da un corpo di bronzo placcato d’oro. A causa dei danni subiti a seguito di vari eventi sismici, la statua fu ricostruita varie volte: le attuali mani risalgono al periodo Momoyama (1568-1615), mentre la testa al periodo Edo (1615-1867). Dal momento della sua realizzazione, la statua ha subito varie riparazioni e restauri. Persino la testa è caduta una volta. La base della statua che si può ammirare ancora oggi risale all’8° secolo, mentre tutta la parte superiore, testa compresa, è frutto delle ricostruzioni successive.
Il Todai-ji era grande come quattro isolati della capitale, oltre ad essere munito di mura e di edifici, e aveva quattro porte, una per lato, che lo collegavano alla città. La più importante di queste è la porta Nandaimon, dove ancora oggi sono visibili due grandi statue in legno a funzione di guardia e di protezione dalle forze maligne, realizzate nel 1203 dalla scuola Kei: sono i cosiddetti Nio, che raffigurano l’inizio e la fine, più precisamente Ungyo, con la bocca chiusa, e Agyo, che ha la bocca aperta. Fin dal momento della loro realizzazione, le due statue non sono mai state spostate dalla loro nicchia.
Il Grande Buddha si prende quasi tutta l’attenzione, ma sulla collina alle spalle della sala principale ci sono due edifici che meritano il tempo che chiedono. Il primo è il Nigatsudo, il padiglione appoggiato al pendio: la sua terrazza in legno è uno dei punti panoramici più belli di Nara, con il tetto del Daibutsuden che spunta tra gli alberi e la città distesa nella piana.
Poco più in basso trovate l’Hokkedo, chiamato anche Sangatsudo. È l’edificio più antico di tutto il complesso, tirato su intorno alla metà dell’8° secolo, prima ancora che il Todai-ji nascesse come lo conosciamo oggi. All’interno c’è una schiera di statue dell’epoca Tenpyo, gran parte delle quali sono tesori nazionali, disposte attorno alla grande Kannon in lacca: una sala piccola e silenziosa, l’esatto contrario della calca davanti al Grande Buddha.
Una delle colonne all’interno della Grande Sala del Buddha presenta un foro nel mezzo, che si dice sia della stessa grandezza delle narici del Buddha stesso: la leggenda racconta che colui che riuscirà a passarvi attraverso riceverà una benedizione per la vita futura, ossia quella dell’illuminazione, ecco perché molti visitatori provano a passarvi al suo interno, benché solo i bambini vi riescano senza problemi.
Costruito anche intorno alla metà del secolo 8°, questo edificio fu realizzato in stile Azekura, caratterizzato da mura che si intersecano in corrispondenza degli angoli e che sono costituite da tronchi scavati, disposti in orizzontale uno sopra l’altro. Al suo interno sono conservati circa 9.000 diversi oggetti che risalgono ai secoli 7° e 8°, la maggior parte dei quali in ottimo stato di conservazione. Alcuni manufatti arrivano dalla Persia, Cina e Corea, contribuendo a dare un valore cosmopolita a questo luogo, considerato come la “casa dei tesori del mondo”.
Dopo la Restaurazione Meiji, lo Shosoin passò sotto l’amministrazione del governo nazionale, e a partire dalla seconda guerra mondiale è stato amministrato dalla Imperial Household Agency. Attualmente si trova inscritto nel registro del Patrimonio Mondiale UNESCO come uno dei monumenti storici della Nara antica, oltre ad essere un tesoro nazionale del Giappone.
Ogni anno, nei primi quattordici giorni di marzo, il Nigatsudo ospita lo Shuni-e, la cerimonia di pentimento che tutti conoscono con il nome di Omizutori. È un rito che si ripete senza saltare un anno dal 752: nemmeno guerre e incendi sono riusciti a interromperlo.
Al calare del buio i monaci corrono lungo la balconata reggendo enormi torce lunghe fino a otto metri e fanno piovere una scia di braci sulla folla che aspetta sotto, perché prendersi una scintilla addosso è considerato di buon auspicio per l’anno che arriva. La notte tra il 12 e il 13 è la più intensa, quella in cui viene attinta l’acqua sacra dal pozzo, ed è anche la più affollata: se capitate a Nara in quei giorni mettete in conto tanta gente e parecchio freddo.
Tempio Todai-ji - lì vicino trovate:
A 407 metriBello, nel centro di Nara.
A 521 metriCon i famosi cervi giapponesi.
A 573 metriRistorante tradizionale.
A 964 metriNon lontano dal Todai-ji.
Ristorante di solo tonno.
Santuario con un affascinante passeggiata.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).