Mister DonutA 20220 metri
Deliziose ciambelle.

Le cime vulcaniche dei Monti Hakkoda si innalzano tra i paesaggi incontaminati del Parco nazionale Towada-Hachimantai, tra grandi laghi, sorgenti termali, distese paludose e torrenti che sembrano usciti da un libro di fiabe.
Situata tra la città di Aomori e il lago Towada, la catena offre trekking tra fiori alpini, sci e snowboard sulle piste del monte Tamoyachi e una funivia che porta tutti in quota, con panorami magici in autunno e in inverno. La vetta più alta è il Monte Odake, alto 1585 metri, uno dei primi luoghi del Tohoku a tingersi dei colori autunnali, e ai piedi delle montagne non mancano onsen isolati dove rilassarsi.
I Monti Hakkoda sono noti per i rigidi inverni e le abbondanti nevicate che creano le condizioni ideali per la formazione dei “mostri di neve”: in realtà non sono altro che alberi congelati, che per via delle basse temperature si ricoprono di uno strato di ghiaccio.
Le abbondanti nevicate rendono i Monti Hakkoda il paradiso degli appassionati di sport invernali, in particolare sci e snowboard. La piccola località sciistica dell’Hakkoda Ski Resort, nell’area settentrionale della catena, ha alloggi e ristoranti, ma le due discese servite dalla funivia (il Forest Course di 5 chilometri e il più diretto Direct Course) non vengono mai battute e chiedono almeno un livello intermedio. Per piste preparate e campi scuola ci si sposta all’Hakkoda Kokusai Ski Area.
Per chi vuole ammirare il paesaggio dall’alto, la funivia Hakkoda Ropeway è un ottimo mezzo per arrivare in cima al Monte Tamoyachi in circa 10 minuti. Una volta giunti in cima potete semplicemente godervi il paesaggio oppure decidere di scoprire la natura di questo luogo percorrendo un sentiero circolare che dalla stazione della funivia conduce ad un’area paludosa vicino alla vetta. Il sentiero non è difficoltoso e richiede circa 45-60 minuti per essere completato. Dal piazzale della stazione a monte, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino alla baia di Mutsu e alla città di Aomori, con la penisola di Tsugaru sullo sfondo. Il sentiero circolare, in buona parte su passerelle di legno, gira invece sul versante opposto e apre la vista sulle vette centrali della catena: è il modo più rapido per capire com’è fatto l’Hakkoda senza affrontare un vero trekking.
Il sentiero che arriva alla vetta del monte Tamoyachi non è l’unico percorso di trekking dell’area. Ce ne sono infatti tanti altri che si diramano dal sentiero circolare del monte Tamoyachi, raggiungendo altre vette. Tra i percorsi più popolari c’è quello che permette di scendere a valle della montagna passando attraverso l’area conosciuta come Kenashitai, che comprende due distese paludose collegate tra loro da una ripida scalinata, in cui gli arbusti e l’erba in autunno creano un mosaico di sfumature eccezionali.
Il percorso che passa attraverso Kenashitai passa accanto al remoto ryokan Sukayu Onsen, una struttura nota per le sue atmosfere isolate e romantiche e il suo onsen “vintage” in legno profumato, accessibile anche ai visitatori che non alloggiano nella locanda dietro il pagamento di una piccola quota di ingresso. È una sala enorme tutta in legno di hiba, senza nemmeno una colonna, con più vasche alimentate da sorgenti diverse: pur essendo mista ha un’area riservata alle donne e alcune fasce orarie di sola presenza femminile. Chi preferisce può usare il piccolo bagno Tama no Yu, separato per uomini e donne.
Accanto al ryokan ci sono varie attrattive come un piccolo lago termale che emana un intenso profumo di zolfo e un giardino botanico di proprietà dell’Università di Tohoku, visitabile gratuitamente. All’interno del giardino potrete ammirare diverse specie vegetali alpine passeggiando lungo il sentiero che lo attraversa e che conduce ad un ruscello di montagna molto particolare in quanto alimentato da una sorgente termale calda. Il Sukayu Onsen non è l’unico ryokan con onsen della zona: ci sono infatti altri ryokan che hanno in comune la loro posizione isolata e tranquilla in perfetta armonia con la natura. Tra i più famosi c’è lo Yachi Onsen presente nell’area da oltre 400 anni. Vale la pena sapere che il Sukayu è ancora un vero toji: ha un’ala di stanze spartane, con cucina in comune, dove si va per settimane a curarsi con le acque acide e sulfuree, ed è stato tra i primi in Giappone a ottenere il riconoscimento di stazione termale di cura. Non è quindi il classico ryokan di lusso, ed è proprio questo il suo fascino.
Ci sono tanti altri bellissimi luoghi che vale la pena visitare nei pressi dei Monti Hakkoda: tra questi la palude Tashiro, creata quasi due milioni di anni fa da un’eruzione vulcanica. Oggi questo splendido paesaggio si può ammirare percorrendo una rete di passerelle in legno sopraelevate che lo attraversano offrendo una piena visuale dell’area e permettendo di scoprire piccoli cespugli di azalee e gigli.
Altro punto suggestivo è il lago Suiren-numa, circondato dalle paludi, situato nella parte meridionale dei monti Hakkoda. Le sue acque sono colorate da delicati gigli acquatici che crescono spontanei decorando il lago come fosse un’opera d’arte.
I Monti Hakkoda cambiano faccia a ogni stagione, e il periodo che scegliete cambia tutta la gita.
Il foliage qui arriva prestissimo: le cime iniziano a virare già a fine settembre e il rosso scende lungo i pendii nella prima metà di ottobre, quando le paludi di Kenashitai diventano un mosaico di ruggine e oro.
In inverno la protagonista è la neve, tra le più abbondanti del Giappone: i mostri di neve si formano al meglio a febbraio, mentre in quota si continua a sciare fino a primavera inoltrata.
La primavera vera e propria arriva tardissimo: il disgelo delle zone sommitali si completa a giugno e apre la stagione dei fiori alpini, con le paludi in piena fioritura fino ad agosto.
Ai piedi dei Monti Hakkoda nella parte settentrionale della catena, si adagia il Centro d’Arte Contemporanea di Aomori, gestito dall’Università pubblica di Aomori e progettato dall’architetto Tadao Ando. Non è un campus di studenti ma un museo con residenza per artisti, che arrivano da tutto il mondo per lavorare qui immersi nella natura. I turisti possono esplorare liberamente il complesso, arricchito anche da opere d’arte collocate all’aperto, e visitare le mostre permanenti e temporanee.
C’è una storia che in Giappone tutti associano a queste montagne, e non è una storia allegra. Nel gennaio del 1902 un reparto dell’esercito, 210 uomini, partì da Aomori per una marcia di addestramento invernale attraverso l’Hakkoda: una tempesta di neve e il freddo estremo li travolsero, e ne tornarono vivi solo undici.
È ricordato come il peggior incidente in montagna della storia giapponese, e spiega perché queste cime, così dolci d’estate, siano anche il simbolo del rigore dell’inverno del Tohoku. Sulle pendici si trova ancora la statua in bronzo del caporale Goto Fusanosuke, ritrovato in piedi e semicongelato: fu lui a indicare ai soccorritori dove cercare i compagni.
Dalla stazione di Aomori, o da quella di Shin-Aomori se arrivate in shinkansen, si sale con il bus JR diretto al lago Towada: si scende a Ropeway-eki-mae, davanti alla stazione di partenza della funivia, dopo poco più di un'ora di curve nel bosco. La corsa è coperta dal Japan Rail Pass e dal JR East Tohoku Area Pass.
Lo stesso bus prosegue fino a Sukayu Onsen, la fermata giusta se puntate ai sentieri di Kenashitai e alle paludi.
In inverno il servizio si accorcia e arriva solo fino a Sukayu, con poche corse al giorno: incastrate bene gli orari prima di partire.
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Monti Hakkoda
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).