
Waseda
Waseda mi piace perché è una Tokyo che rallenta senza uscire dal centro. È la zona dell’università più famosa del paese, e ogni giorno migliaia di studenti la riempiono di vita, ma bastano pochi minuti a piedi per ritrovarsi lungo un fiume tranquillo, tra giardini e case basse.
Sta a metà strada tra Takadanobaba e Kagurazaka, incastrata tra Shinjuku e Bunkyo, e ha questo doppio volto che secondo me vale una deviazione: da un lato i localini economici pieni di ragazzi, dall’altro angoli verdi dove non incontri quasi nessuno. Ve la racconto per come la giro io, con calma.
Indice
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Ristoranti
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Iidabashi
Takadanobaba
L'uscita e il capolinea
Il modo più semplice per arrivare è la linea Tozai della metropolitana, che ferma proprio sotto il campus. Se invece volete l’arrivo più bello prendete il tram: Waseda è il capolinea del Toden Arakawa, la vecchia linea a un solo vagone che oggi chiamano anche Tokyo Sakura Tram, e scendere qui dopo aver attraversato mezza città a passo lento è un’altra cosa.
Occhio a un dettaglio che confonde parecchi, però. La fermata del tram e quella della metro non sono attaccate: dalla Tozai si esce dall’uscita 3b e si cammina un paio di minuti verso l’università per trovare il capolinea del tram.
Da qui Takadanobaba è vicinissima e Kagurazaka si raggiunge con una passeggiata, per cui vi consiglio di inserirla in un giro più lungo invece che come tappa a sé.
Aria da campus
Qui il ritmo lo danno gli studenti. Nelle ore dei pasti i marciapiedi si riempiono, le file davanti ai ramen si allungano e i prezzi restano bassi, perché tutto è pensato per chi ha vent’anni e pochi soldi in tasca.
Se volete mangiare spendendo poco, Waseda è uno dei posti giusti a Tokyo: ramen fumanti, catene veloci, tavole calde e caffè dove ci si siede a studiare per ore. Di sera si svuota in fretta, appena finiscono le lezioni e i ragazzi rientrano verso Takadanobaba, quindi il momento più vivo è il giorno, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio.
Non aspettatevi grandi insegne o vetrine da centro commerciale. È un quartiere di tutti i giorni, con le librerie dell’usato, le biciclette parcheggiate ovunque e i cartelli dei circoli universitari appesi ai muri.
Lungo il Kanda
La parte che a me piace di più è il fiume. Il Kanda taglia la zona con un camminamento basso lungo l’acqua, e in primavera i ciliegi che si affacciano sul canale regalano una delle fioriture più tranquille del centro, senza la ressa dei posti famosi.
A pochi passi c’è il giardino Higo-Hosokawa: uno stagno con i sentieri, dove si entra gratis e non trovi quasi nessuno. Sul campus, invece, potete infilarvi nel giardino Okuma: il fazzoletto verde dove i ragazzi si siedono tra una lezione e l’altra.
Per girare tutto con calma bastano un paio d’ore, e poi da qui scendete verso Kagurazaka per la cena o risalite a Takadanobaba. Io onestamente ci verrei in una mattina di sole, scarpe comode e nessun programma preciso.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




