
Tamachi
Tamachi è una di quelle fermate della Yamanote che quasi nessun turista scende a vedere, e per certi versi è un peccato.
È una zona di uffici e studenti, senza monumenti da mettere in posa, ma proprio per questo ci si cammina bene e si vede la Tokyo di tutti i giorni. Da una parte ci sono le torri di vetro e il campus della Keio, dall’altra i canali di Shibaura che scendono verso il mare e il Rainbow Bridge.
Se dormite da queste parti o passate di qui per cambiare treno, secondo me conviene uscire dai tornelli e farci due passi.
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Mita o Shibaura
A Tamachi fermano due linee JR, la Yamanote e la Keihin-Tohoku, e la stazione ha due uscite che guardano mondi diversi. A ovest c’è il lato Mita, a est il lato Shibaura, e capire da che parte uscire vi risparmia un bel po’ di giri a vuoto.
Dal lato Mita trovate il campus di Mita della Keio, uno degli atenei più antichi del paese, e tante insegne leggere sul portafoglio pensate per gli studenti. È anche il lato buono se volete passare alla metropolitana: la stazione di Mita, sulle linee Toei Mita e Asakusa, è a pochi minuti a piedi. Dal lato Shibaura si va invece verso i canali e i palazzi residenziali, con un centro commerciale attaccato alla stazione.
In pratica scegliete così:
- Uscite verso Mita se vi serve la metropolitana o cercate un pasto veloce senza spendere.
- Uscite verso Shibaura se puntate all’acqua e al ponte.
- Restate dentro la stazione se dovete solo cambiare treno, perché passare da un lato all’altro a piedi è lungo.
Rainbow Bridge a piedi
La cosa che da queste parti merita davvero è arrivare al Rainbow Bridge e attraversarlo camminando. Dalla stazione, lato Shibaura, sono circa cinque minuti a piedi, oltre due canali, finché non spunta il grande pilone all’imbocco del ponte.
Il camminamento pedonale è gratuito, lungo circa un chilometro e mezzo, e si attraversa in venti o trenta minuti godendosi la vista sulla baia e sullo skyline. Prima di salire con l’ascensore dovete scegliere un lato e tenervelo, perché non si passa dall’altra parte fino a quasi la fine: il nord guarda la città con la Tokyo Tower, il sud si affaccia sulle luci di Odaiba.
Io vi direi di partire verso il tramonto, così vedete le luci accendersi mentre si fa buio. Mettete in conto che la sera chiude, e resta chiuso un giorno al mese, quindi date un’occhiata prima di incamminarvi. Portate una giacca a vento anche in mezza stagione, perché lassù sopra l’acqua tira sempre.
La resa di Edo
Camminando tra gli uffici non lo direste, ma qui è passata la storia del Giappone. Su questo tratto di costa, allora il bordo sud di Edo, Ino Tadataka fece partire i rilievi che portarono alla prima mappa accurata del paese.
Poco distante, alla fine del periodo Edo, Katsu Kaishu e Saigo Takamori si incontrarono e decisero la resa pacifica della città, risparmiandola dalla guerra. C’è una lapide che ricorda l’episodio, facile da mancare se non la cercate apposta.
Il lato Mita, poi, è tra le zone abitate più antiche di Tokyo: il santuario di Mita Hachiman viene fatto risalire all’inizio dell’ottavo secolo. Non è roba da grande giro turistico, ma sapere cosa c’era sotto i piedi cambia il modo in cui guardate le torri di vetro qui intorno. Se avete mezza giornata e voglia di una Tokyo senza folla, Tamachi ripaga più di quanto promette.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


