Tamachi

Tamachi è una di quelle fermate della Yamanote che quasi nessun turista scende a vedere, e per certi versi è un peccato.
È una zona di uffici e studenti, senza monumenti da mettere in posa, ma proprio per questo ci si cammina bene e si vede la Tokyo di tutti i giorni. Da una parte ci sono le torri di vetro e il campus della Keio, dall’altra i canali di Shibaura che scendono verso il mare e il Rainbow Bridge.
Se dormite da queste parti o passate di qui per cambiare treno, secondo me conviene uscire dai tornelli e farci due passi.

Ristoranti

Esterno di un punto vendita Doutor Coffee presso una stazione di servizio in autostrada in Giappone con menu esposti.

Quartieri vicini

L'incrocio di Roppongi, di sera.
Tre professionisti in abito attendono presso un incrocio cittadino durante l'attesa pedonale giappone in Giappone.

Shinagawa

Shinkansen, hotel spaziosi e 47 ronin.

Mita o Shibaura

A Tamachi fermano due linee JR, la Yamanote e la Keihin-Tohoku, e la stazione ha due uscite che guardano mondi diversi. A ovest c’è il lato Mita, a est il lato Shibaura, e capire da che parte uscire vi risparmia un bel po’ di giri a vuoto.
Dal lato Mita trovate il campus di Mita della Keio, uno degli atenei più antichi del paese, e tante insegne leggere sul portafoglio pensate per gli studenti. È anche il lato buono se volete passare alla metropolitana: la stazione di Mita, sulle linee Toei Mita e Asakusa, è a pochi minuti a piedi. Dal lato Shibaura si va invece verso i canali e i palazzi residenziali, con un centro commerciale attaccato alla stazione.

In pratica scegliete così:

  • Uscite verso Mita se vi serve la metropolitana o cercate un pasto veloce senza spendere.
  • Uscite verso Shibaura se puntate all’acqua e al ponte.
  • Restate dentro la stazione se dovete solo cambiare treno, perché passare da un lato all’altro a piedi è lungo.

I canali di Shibaura

Il lato Shibaura è tutto acqua: il canale taglia il quartiere dritto verso la baia, con i camminamenti sulle sponde e i palazzi che ci si specchiano dentro. È il posto giusto per una passeggiata lenta, soprattutto quando si accendono le luci.
Lungo le banchine trovate ormeggiati gli yakatabune, le barche-ristorante di legno con le lanterne rosse: Shibaura è uno dei loro porti storici e la sera partono per girare davanti a Odaiba e sotto il Rainbow Bridge. Anche solo vederle salpare dalla riva vale la deviazione.
Dagli stessi pontili partono i giri in barca tra i canali del quartiere, una Tokyo vista dall’acqua che camminando non immaginate.

Rainbow Bridge a piedi

La cosa che da queste parti merita davvero è arrivare al Rainbow Bridge e attraversarlo camminando. Dalla stazione, lato Shibaura, sono circa quindici minuti a piedi, oltre due canali, finché non spunta il grande pilone all’imbocco del ponte.
Il camminamento pedonale è gratuito, lungo circa un chilometro e mezzo, e si attraversa in venti o trenta minuti godendosi la vista sulla baia e sullo skyline. Prima di salire con l’ascensore dovete scegliere un lato e tenervelo, perché non si passa dall’altra parte fino a quasi la fine: il nord guarda la città con la Tokyo Tower, il sud si affaccia sulle luci di Odaiba.
Io vi direi di partire verso il tramonto, così vedete le luci accendersi mentre si fa buio. Portate una giacca a vento anche in mezza stagione, perché lassù sopra l’acqua tira sempre. Strada facendo, sotto di voi passano le navi che entrano in porto e i piazzali dei container, con i camion che sembrano giocattoli. Verso il fondo, dal lato sud, spunta il fortino di Odaiba, uno dei terrapieni tirati su a metà Ottocento per difendere Edo dalle navi straniere: dall’alto si capisce la forma molto meglio che da terra.

La resa di Edo

Camminando tra gli uffici non lo direste, ma qui è passata la storia del Giappone. Su questo tratto di costa, allora il bordo sud di Edo, Ino Tadataka fece partire i rilievi che portarono alla prima mappa accurata del paese.
Poco distante, alla fine del periodo Edo, Katsu Kaishu e Saigo Takamori si incontrarono e decisero la resa pacifica della città, risparmiandola dalla guerra. C’è una lapide che ricorda l’episodio, facile da mancare se non la cercate apposta.
Il lato Mita, poi, è tra le zone abitate più antiche di Tokyo: il santuario di Mita Hachiman viene fatto risalire all’inizio dell’ottavo secolo. Non è roba da grande giro turistico, ma sapere cosa c’era sotto i piedi cambia il modo in cui guardate le torri di vetro qui intorno. Se avete mezza giornata e voglia di una Tokyo senza folla, Tamachi ripaga più di quanto promette.

Come arrivare

Tamachi è sulla Yamanote, quindi ci arrivate in pochi minuti sia da Shinagawa sia da Tokyo Station, senza cambi. Il punto è scegliere l'uscita giusta: a ovest il lato Mita, con il campus della Keio e il passaggio alla metropolitana, a est il lato Shibaura, che guarda i canali e la baia.
Se puntate al camminamento del Rainbow Bridge uscite dal lato Shibaura e mettete in conto un quarto d'ora a piedi oltre due canali; chi si muove sulla Yurikamome scende invece a Shibaura-futo e si trova all'ingresso in cinque minuti.

Informazioni utili

Nome: Tamachi
Durata visita: Un paio d'ore per girare i due lati della stazione, mezza giornata se ci aggiungete la traversata a piedi del Rainbow Bridge fino a Odaiba
Giorni di chiusura: Il camminamento pedonale del Rainbow Bridge resta chiuso il terzo lunedì del mese (il giorno dopo se cade in un festivo) e chiude alle 21 da aprile a ottobre, alle 18 da novembre a marzo, con ultimo ingresso mezz'ora prima.
Consigli utili: Sul Rainbow Bridge il lato si sceglie prima di salire e poi non si cambia: a nord avete la Tokyo Tower e lo skyline, a sud Odaiba e la baia. Qualunque prendiate, lassù tira sempre vento: portatevi qualcosa di pesante anche in mezza stagione.
Trasporti:
  • Stazione Tamachi (JR Yamanote, Keihin-Tohoku): uscita Mita a ovest, uscita Shibaura a est
  • Stazione Mita (Toei Mita, Toei Asakusa): collegata a piedi al lato ovest
  • Sul fronte della baia ferma anche la Yurikamome a Shibaura-futo, comoda per il Rainbow Bridge

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Tamachi

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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