
Shinagawa
Shinagawa è prima di tutto una grande stazione, e già solo per questo prima o poi ci passate di sicuro. Da qui partono gli shinkansen verso ovest, ed è uno degli ingressi principali a Tokyo per chi arriva o riparte in treno veloce.
Come quartiere da girare a piedi, però, ve lo dico subito: offre poco. Qualche grattacielo, hotel, uffici e un paio di angoli che valgono la deviazione, ma niente che vi tenga lì una giornata intera. Ci sono comunque un paio di motivi seri per cui potrebbe entrare nel vostro viaggio lo stesso, e ve li spiego qui sotto.
Indice
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Dormire in zona
Molte persone scelgono di dormire a Shinagawa perché da qui partono gli shinkansen, e danno per scontato che sia la sistemazione più comoda per il giorno in cui lasciano Tokyo. In parte è vero, ma non così decisivo come sembra: la stazione è servita da JR, Keikyu e Shinkansen, ed è ben collegata a tutta la città sulla Yamanote, per cui raggiungerla al mattino con i bagagli non è un problema da nessun quartiere centrale.
Il motivo per cui la consiglio davvero è un altro. Proprio perché è una zona un po’ fuori mano e con poco da vedere, gli hotel qui costano meno che a Shinjuku o Ginza, e a parità di spesa trovate spesso stanze più grandi della media di Tokyo, che di solito è il punto dolente.
A chi la consiglio, in concreto:
- Se ripartite in shinkansen verso Kyoto o Osaka, vi svegliate a due passi dal binario e non dovete attraversare mezza città con le valigie.
- Se viaggiate in coppia o in famiglia e vi serve spazio, qui la stessa cifra rende di più che altrove.
- Se invece volete vivere le serate in giro, mettete in conto che dopo l’orario degli uffici da queste parti si spegne quasi tutto.
Le due uscite
Sbagliare lato della stazione qui vi fa perdere tempo, perché i due lati sono mondi diversi. La stazione ha due uscite: la Takanawa a ovest e la Konan a est.
Dalla parte di Takanawa trovate la faccia più tranquilla della zona: sul lato ovest c’è la parte con gli hotel, soprattutto del gruppo Prince, la collina alle spalle e i loro centri commerciali. È da qui che si sale verso il giardino di Happoen, uno dei pochi angoli che salvano Shinagawa, con lo stagno, le carpe e una vecchia casa da tè. Sempre da questo lato, dentro il complesso del Prince, c’è l’acquario, comodo se viaggiate con bambini o se piove e non sapete dove ripararvi.
Dalla parte di Konan, a est, siete invece in mezzo ai grattacieli degli uffici. Qui è tutto vetro e cemento: a parte i ristoranti ai piani bassi dei palazzi, per chi viaggia non c’è granché. Se dovete solo cambiare treno, comunque, sappiate che dentro la stazione si mangia e si compra di tutto, e spesso non serve nemmeno uscire. Dentro i tornelli c’è ecute, due piani di negozi che sono una tappa vera e non un ripiego: dolci da regalo, un piccolo supermercato e soprattutto una fila di banchi di ekiben, i bento da treno. Se ripartite in shinkansen prendetene uno prima di salire e cenate in viaggio: è una delle cose più giapponesi che vi capiterà di fare.
I 47 ronin
A pochi minuti da Shinagawa c’è il tempio Sengakuji, e se dovessi mandare qualcuno a vedere una cosa sola in zona, lo manderei lì. È il luogo di riposo dei 47 ronin, i samurai rimasti senza padrone, e la loro storia è ancora oggi un pezzo importante della cultura giapponese.
Nel 1701 il signore Asano fu costretto al suicidio rituale dopo aver ferito un funzionario dentro il palazzo dello shogun: da qui nacque la vicenda dei 47 samurai che vendicarono la morte del loro signore. Per quel gesto furono a loro volta condannati a togliersi la vita, e sono sepolti qui, uno accanto all’altro.
Sulle loro tombe la gente lascia ancora bastoncini di incenso, e in certi giorni l’aria ne è piena. Conoscere questa storia cambia il modo in cui guardate un quartiere che a prima vista sembra solo uffici e binari. Se capitate a Tokyo a metà dicembre, il 14 al tempio si tiene l’Ako Gishisai, la giornata dedicata ai 47: un corteo di figuranti vestiti come loro, la cerimonia sulle tombe e le bancarelle davanti all’ingresso. È l’unico giorno in cui questo posto silenzioso si riempie di gente.
Nel recinto c’è anche un piccolo museo con lettere, armature e oggetti appartenuti ai ronin: mezz’ora scarsa, ma dopo averli visti le tombe lì fuori fanno un altro effetto.
Il vecchio Shinagawa
C’è una cosa che confonde quasi tutti: la stazione di Shinagawa non si trova nel quartiere di Shinagawa, ma dentro Minato. Il vero Shinagawa, quello storico, sta più a sud ed è tutta un’altra faccenda.
Era la prima stazione di posta del Tokaido, la strada che collegava Edo a Kyoto: chi lasciava la capitale dello shogun si fermava qui a mangiare e a dormire prima di mettersi in cammino. Quella vecchia strada esiste ancora, stretta come allora, tra case basse, botteghe di famiglia e templi incastrati fra i palazzi.
Non c’è nessun monumento da fotografare, ma se vi piace camminare senza meta è il pezzo di Shinagawa che racconta di più, molto più dei grattacieli attorno alla stazione.
Come arrivare
Shinagawa è una fermata della linea Yamanote, quindi ci arrivate senza cambi e in pochi minuti da Tokyo, Shibuya o Shinjuku.
Se venite da Haneda è ancora più comodo: la linea Keikyu vi porta qui diretta in una quindicina di minuti, ed è il motivo per cui in tanti scelgono la zona per la prima o l'ultima notte.
Una volta scesi, contate il lato: dall'uscita Takanawa, a ovest, partono gli hotel, l'acquario e la salita verso il giardino di Happoen; dall'uscita Konan, a est, ci sono solo i grattacieli degli uffici. Per il tempio Sengakuji si cammina un quarto d'ora dal lato Takanawa, oppure si fa una fermata di Toei Asakusa fino alla stazione omonima.
Informazioni utili
- Stazione Shinagawa (JR Yamanote, Keihin-Tohoku, Tokaido, Yokosuka, Tokaido Shinkansen, Keikyu): uscita Takanawa a ovest, uscita Konan a est
- Stazione Sengakuji (Toei Asakusa, Keikyu): a un minuto dal tempio dei 47 ronin
Mappa
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Shinagawa
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).







