
Monzen-Nakacho
Monzen-Nakacho è uno di quei quartieri di Tokyo dove la città rallenta e torna a misura d’uomo. Chi ci vive la chiama Monnaka, ed è la parola giusta: un pezzo di shitamachi a est del centro, con due grandi luoghi di culto uno accanto all’altro e file di piccole taverne che si accendono la sera.
Non ci si viene per i grattacieli o per lo shopping. Ci si viene per camminare piano, mangiare bene spendendo poco e respirare la Tokyo vecchia senza allontanarsi troppo. Vi racconto come muovervi, cosa cambia dopo il tramonto e perché quei due templi hanno fatto la storia della zona.
Indice
Ristoranti
Quartieri vicini
Toyosu
Kiyosumi-Shirakawa
Tutto a piedi
A Monnaka non serve un mezzo: il Fukagawa Fudo e il Tomioka Hachimangu sono a pochi minuti l’uno dall’altro, e in mezz’ora scarsa avete visto il centro del quartiere. Il bello viene dopo, quando iniziate a infilarvi nelle traverse senza una meta precisa.
Io vi consiglio di non fermarvi solo qui e di sfruttare la posizione, perché intorno ci sono zone che si sposano bene con una mattinata a Monnaka.
- Tsukishima: è a una sola fermata di metro, ed è il posto giusto per provare il monjayaki, la frittella salata che si cuoce da soli al tavolo.
- Kiyosumi-shirakawa: è vicinissima, con il suo giardino classico e le torrefazioni di caffè sparse tra i vecchi magazzini.
- Verso Ginza: se volete chiudere la giornata in un ambiente più elegante.
Il fuoco del Fukagawa Fudo
Il Fukagawa Fudo è la sede a Tokyo del grande tempio Naritasan, e basta guardare l’edificio nuovo per accorgersene: le pareti esterne sono coperte di caratteri sanscriti neri su fondo bianco, il mantra di Fudo Myoo ripetuto finché non diventa decorazione.
Dentro si celebra ogni giorno il rito del goma, quello del fuoco. Parte con il suono di una conchiglia, poi entrano i tamburi e il canto dei monaci, e le fiamme si alzano davanti alla statua: si entra, ci si siede e si guarda, anche senza capire una parola. È una cosa di pancia, più che di testa.
Nel padiglione dietro la sala principale c’è poi il corridoio della preghiera, con quasi diecimila piccole stupe di cristallo illuminate una accanto all’altra. È l’opposto esatto del legno scuro che vi aspettate da un tempio, e resta la cosa che mi porto via ogni volta.
Bere a Monnaka
La sera il quartiere cambia faccia. Le saracinesche dei negozi diurni si abbassano e si accendono le insegne delle izakaya e dei banconi dove si beve in piedi, spesso pieni di gente della zona appena tornata dal lavoro.
Qui non trovate i localini pensati per i turisti. Sono posti piccoli, a volte con quattro sgabelli e un cuoco solo dietro il bancone, dove una birra o un bicchiere di sake costano poco e i piatti sono quelli di sempre.
Il piatto da cercare è il Fukagawa meshi, riso con vongole asari e cipollotto, nato come pasto veloce dei pescatori della vecchia Fukagawa. Lo trovate in due versioni, con il brodo di miso versato sul riso oppure cotto insieme al riso, e in tutti e due i casi si mangia spendendo pochissimo. Io vi direi di fare un paio di vicoli prima di sedervi: la scelta è ampia e metà del divertimento è proprio girare finché non trovate il bancone giusto.
Sumo e festival
Il Tomioka Hachimangu non è un santuario qualsiasi. Qui è nato il sumo professionistico dell’epoca di Edo, e ancora oggi dentro il recinto trovate grandi pietre incise con i nomi dei campioni, i yokozuna. È un dettaglio che cambia il modo di guardare la zona: quello che sembra un tempio tranquillo è una delle culle di questo sport.
L’altro momento in cui Monnaka dà il meglio è durante il Fukagawa Matsuri, una delle tre grandi feste della vecchia Edo. Nella sua versione completa, che torna una volta ogni tre anni, decine di mikoshi vengono portati a spalla per le strade mentre la folla lancia acqua sui portatori per rinfrescarli. Anche fuori dai giorni di festa, dentro il recinto potete vedere il mikoshi d’oro più grande del Giappone: oltre quattro metri di altezza, quattro tonnellate e mezza con le stanghe, con diamanti e rubini incastonati nella fenice sul tetto. È talmente pesante che non si porta a spalla: per le strade esce il fratello minore, e questo se ne sta lì tutto l’anno, chiuso nella sua teca.
È chiassoso, bagnato e bellissimo, e se capitate in città nel periodo giusto vale il viaggio fin qui. Fuori dai giorni di festa resta un quartiere quieto, da vivere senza fretta, ed è questa doppia anima a rendermelo uno dei miei angoli preferiti a est del centro.
Come arrivare
La stazione di Monzen-Nakacho vi lascia in mezzo al quartiere: prendete l'uscita 1 e siete già su Eitai-dori, all'imbocco della via delle bancarelle che porta al Fukagawa Fudo in due minuti. Il Tomioka Hachimangu è poco più avanti sulla stessa direttrice, cinque minuti scarsi dai tornelli.
Dal centro si arriva in fretta: con la Tozai siete a tre fermate da Otemachi, mentre la Oedo vi porta qui senza cambi da Shinjuku e Roppongi.
Informazioni utili
- Stazione Monzen-Nakacho (Tokyo Metro Tozai, Toei Oedo): uscita 1 per i templi
- Stazione Kiyosumi-shirakawa (Toei Oedo, Tokyo Metro Hanzomon): una fermata a nord, poi 15 minuti a piedi
- Su Eitai-dori passano anche diverse linee di bus urbani
Mappa
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Monzen-Nakacho
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


