
Mitaka
Mitaka è una di quelle zone di Tokyo dove conviene arrivare con calma e non trattarla come una toccata e fuga. Quasi tutti ci vengono per un motivo solo, il Museo Ghibli, e fanno benissimo, ma sarebbe un peccato ripartire senza aver capito che tipo di posto è.
Siamo a ovest, fuori dal caos del centro, in una parte di città bassa e tranquilla, con un canale alberato che taglia la zona e un parco enorme a due passi. Lontano dalla stazione Mitaka è un quartiere residenziale, quasi tutto di case basse, con strade più silenziose e un ritmo più lento. Ve lo dico subito: qui si viene per camminare e respirare, non per lo shopping o la vita notturna.
Indice
Cosa vedere
Ristoranti
Quartieri vicini
Kokubunji
Ogikubo
Dentro il Museo Ghibli
Il museo non ha un percorso obbligato: l’idea era che ognuno si perdesse per conto suo, tra scale a chiocciola, ballatoi e porticine che sbucano dove non ve lo aspettate. C’è la ricostruzione dello studio di un animatore, con i tavoli sommersi di schizzi, matite e libri, ed è la parte che mi piace di più, perché fa capire quanto lavoro c’è dietro un film.
Sul tetto invece vi aspetta il robot gigante di Laputa, in mezzo al verde, ed è la foto che fanno tutti. All’interno le foto non si possono fare, e onestamente ci sta: si guarda e basta.
Il Gattobus di peluche è riservato ai bambini, quindi se viaggiate con dei figli piccoli mettete in conto una sosta lì e un po’ di fila da fare.
Abbinarla a Kichijoji
Mitaka da sola vi porta via mezza giornata, non di più, e per questo la lego quasi sempre a Kichijoji. Le due stazioni sono una accanto all’altra e condividono lo stesso polmone verde, il parco di Inokashira, dove tra l’altro il Museo Ghibli si trova dentro.
Questo vuol dire che potete tranquillamente fare il museo, attraversare il parco a piedi e uscire dall’altra parte a Kichijoji, che con il suo laghetto, le barche a remi e i ciliegi in primavera è la parte più viva della zona.
Il mio consiglio è di tenere Mitaka per la mattina e il pomeriggio, quando la luce nel parco è bella e il museo è più godibile.
Per mangiare e per la sera invece spostatevi a Kichijoji, che di locali e vicoletti ne ha molti di più. Mitaka la sera si svuota e torna a essere il quartiere residenziale che è, quindi non aspettatevi movida: qui non la trovate e va bene così.
Il canale del Tamagawa Josui
Il corso d’acqua che taglia Mitaka non è un fosso qualsiasi: il Tamagawa Josui fu scavato nel 1653 per portare a Edo l’acqua da bere, prendendola dal fiume Tama e facendola scendere per una quarantina di chilometri con la sola pendenza, senza pompe né macchine.
L’acqua scorre ancora, stretta tra due argini fitti di alberi, e sopra ci corre una passeggiata ombreggiata che secondo me è la cosa più bella della zona. In primavera i rami si chiudono sopra la testa, in autunno il sentiero si riempie di foglie: è un tratto corto ma piacevole, di quelli che si fanno senza fretta, con le case basse da una parte e il verde dall’altra.
Dazai a Mitaka
C’è un lato di Mitaka che quasi nessuno dei turisti nota, ed è quello letterario. Qui visse Osamu Dazai, uno dei grandi scrittori del Novecento giapponese, dal 1939 fino alla morte nel 1948, e proprio negli anni di Mitaka scrisse alcune delle sue opere più famose, come Lo squalificato e Il sole si spegne.
La cosa che mi ha sempre colpito è che Dazai morì annegato proprio in quel canale, il Tamagawa Josui, davanti alla stazione di Mitaka. Cioè lo stesso corso d’acqua tranquillo lungo cui oggi si cammina verso il museo pieni di Totoro.
Se la letteratura vi incuriosisce, a pochi minuti dalla stazione c’è la sua tomba: si trova al tempio Zenrinji, a una decina di minuti a piedi, e Dazai riposa davanti alla tomba di Mori Ogai, uno scrittore che ammirava molto e accanto al quale volle essere sepolto. Non è una tappa da tutti, ma a me piace proprio perché cambia il modo in cui guardi questa zona così quieta. Sempre vicino alla stazione c’è anche il Dazai Osamu Literary Salon, una saletta aperta al pubblico nel punto dove stava la bottega di sake che lui frequentava: dentro trovate documenti, fotografie e dei volontari appassionati che vi raccontano la sua Mitaka.
E se capitate qui il 19 giugno, alla tomba di Zenrinji si celebra il Sakuranboki, la giornata in cui gli ammiratori arrivano con fiori e ciliegie.
Come arrivare
Da Shinjuku è comodissima: con il rapido della linea JR Chuo siete alla stazione di Mitaka in una ventina di minuti. Scesi dal treno imboccate l'uscita sud, il minamiguchi, perché è da lì che parte tutto: seguendo il canale del Tamagawa Josui il Museo Ghibli è a circa 15 minuti a piedi, con i cartelli lungo la strada.
Se non avete voglia di camminare, dalla stessa uscita parte il bus della città, che ci mette cinque minuti.
Da Kichijoji ci si arriva anche a piedi, attraversando il parco di Inokashira.
Informazioni utili
- Stazione Mitaka (JR Chuo, JR Sobu): uscita sud
- Stazione Kichijoji (JR Chuo, Keio Inokashira): a piedi attraverso il parco
- Dall'uscita sud di Mitaka parte anche il bus della città per il Museo Ghibli
Mappa
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Mitaka
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




