
Ogikubo
Ogikubo è una di quelle fermate della linea Chuo che quasi nessun turista si segna, e secondo me è un peccato. Qui è nato il ramen di Tokyo, quello con il brodo di salsa di soia, e già solo per una ciotola vale la deviazione.
Ma non si riduce alle scodelle fumanti: è un quartiere residenziale pieno di verde, con giardini nascosti e una vecchia storia legata alla musica classica. Ci si arriva in un attimo da Shinjuku, si mangia bene spendendo poco e si cammina tra strade dove vive gente del posto, non altri viaggiatori. Vi dico come muovervi e cosa aspettarvi.
Indice
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La stazione divisa
La prima cosa da sapere è che qui si incrociano la linea Chuo della JR e la Marunouchi della metro, ed è l’unica stazione di interscambio di tutto il quartiere di Suginami. Comodissima, ma i binari tagliano il quartiere e passare da un lato all’altro non è immediato come sembra sulla mappa.
Il lato nord e il lato sud hanno due caratteri diversi, e conviene decidere prima da che parte uscire.
- Dall’uscita nord trovate il grande piazzale con i bus, un centro commerciale attaccato alla stazione e le gallerie coperte dei negozi, quelle vecchie con l’aria anni Cinquanta.
- Dal lato nord parte anche la strada dove si infilano le izakaya piccole, quelle da due tavoli, che si riempiono dal pomeriggio fino a tardi.
- Dall’uscita sud, invece, imboccate le vie più tranquille dei negozietti e vi avvicinate ai giardini e alla parte residenziale.
Se il vostro obiettivo è vedere il verde, uscite a sud. Se volete mangiare e curiosare tra le botteghe, il nord vi dà più roba nel giro di pochi passi.
Sedersi in metro
Ecco un dettaglio pratico che pochi sfruttano: Ogikubo è il capolinea ovest della linea Marunouchi. Vuol dire che i treni della metro partono vuoti, e se salite in stazione vi sedete quasi sicuramente, con Shinjuku, Ginza, la stazione di Tokyo e Ikebukuro tutte sulla stessa linea senza cambi.
Io vi direi di tenerlo a mente al ritorno, soprattutto se avete girato tutto il giorno e le gambe chiedono pietà: meglio partire seduti da qui che restare in piedi cambiando altrove.
Sulla JR la faccenda è diversa. I treni rapidi della Chuo fermano a Ogikubo, ma nei fine settimana saltano le fermate vicine come Koenji, Asagaya e Nishi-Ogikubo. Non è un dramma, però se puntate a uno di quei quartieri vicini nel weekend, controllate di prendere il treno giusto o mettete in conto un cambio al volo con il locale.
Le altre due ville
Quello del critico musicale non è l’unico angolo verde di Ogikubo: nelle vie residenziali a sud della ferrovia ci sono altre due ville diventate pubbliche, e quasi nessuno se le segna.
Il Tekigaiso era la casa di Konoe Fumimaro, tre volte primo ministro: in queste stanze si tennero le riunioni decisive che portarono il Giappone alla guerra, e qui Konoe si tolse la vita nel dicembre 1945. La villa, del 1927, porta la firma di Ito Chuta, lo stesso architetto del tempio Tsukiji Honganji, ed è stata riportata com’era: si vedono lo studio e le stanze affacciate sul prato.
Il giardino Kadokawa è invece la casa in stile sukiya di Kadokawa Genyoshi, poeta di haiku e fondatore dell’omonima casa editrice: il verde è piantato con i fiori che negli haiku segnano le stagioni, e dentro restano la stanza da tè e lo studio dove scriveva. Sono soste brevi, ma sono il modo migliore per capire che aria tirava in questa parte di Tokyo.
Ramen e quiete
Il nome di Ogikubo, tra chi mastica di ramen, pesa. È considerato il posto dove è nato il ramen in stile Tokyo, quello a base di salsa di soia con brodo di pollo e pesce, e uno dei locali storici che ha fatto scuola va avanti da quando ha aperto, alla fine anni Quaranta. Aspettatevi code e ciotole classiche, senza fronzoli, a prezzi da pasto di tutti i giorni. E la scia di quelle prime insegne arriva lontano: sempre qui, in una bottega aperta nel 1947 da artigiani della soba arrivati dal Nagano, il tsukemen nacque come piatto del personale, con la pasta servita asciutta e il brodo concentrato a parte in cui intingerla. Da quel gruppetto di locali sono usciti i maestri che hanno poi aperto in mezza Tokyo, ed è il motivo per cui, per chi segue il ramen sul serio, Ogikubo non è una tappa ma un piccolo pellegrinaggio.
Ma qui c’è anche un lato silenzioso che quasi stona con le gallerie affollate. Dalla parte sud della stazione c’è il Parco Otaguro, un giardino giapponese costruito dove sorgeva la casa di un famoso critico musicale che portò la musica classica occidentale in Giappone. C’è un vialetto d’ingresso con i ginkgo, uno stagno, un ponticello, una piccola cascata e una casa da tè, e in autunno accendono le luci sul foliage: è uno dei posti migliori a ovest di Shinjuku per le foglie rosse.
Per me mezza giornata è la misura giusta. La abbinerei a Nishi-Ogikubo, la fermata successiva, famosa per i negozi di antiquariato, così mettete insieme il pieno di ramen e una passeggiata lenta tra giardini e vecchie botteghe. Non venite qui cercando grattacieli o attrazioni fotografiche: Ogikubo dà il meglio a chi ha voglia di vedere una Tokyo normale, quella dove la gente vive davvero.
Il quartiere della musica
La storia musicale di Ogikubo non finisce con il giardino di Otaguro Motoo, il critico che fece conoscere la musica europea ai giapponesi. Vicino alla stazione c’è la Suginami Kokaido, la sala da concerti del quartiere, aperta nel 1957 e da allora casa del Japan Philharmonic: un’orchestra di primo livello che prova e suona qui, fuori dal centro.
Ma il posto che racconta meglio la faccenda è il Mignon, un caffè di musica classica aperto nel 1961 poco a sud della stazione: migliaia di dischi sugli scaffali, un clavicembalo in fondo alla sala e l’abitudine di parlare a bassa voce mentre gira un vinile. Una volta al mese ci fanno dei concerti da salotto, spesso con musicisti della stessa orchestra. È il genere di indirizzo che a Ogikubo non vi aspettate, e invece resiste da più di mezzo secolo.
Come arrivare
Da Shinjuku prendete la linea JR Chuo: con il rapido siete a Ogikubo in poco più di dieci minuti, con il locale della Chuo-Sobu ci mettete qualche minuto in più.
Da Tokyo, Ginza o Ikebukuro conviene invece la metro Marunouchi, che arriva fin qui senza nessun cambio in una mezz'ora abbondante.
Poi si gira tutto a piedi: uscita nord per le gallerie dei negozi e le izakaya, uscita sud per la parte residenziale, con il Parco Otaguro a una decina di minuti di cammino.
Informazioni utili
- Stazione Ogikubo (JR Chuo rapido, Chuo-Sobu locale): uscita nord per negozi e izakaya, uscita sud per i giardini
- Stazione Ogikubo (metro Marunouchi): capolinea ovest della linea, stessa stazione della JR
- Al piazzale dell'uscita nord fermano anche diversi bus urbani
Mappa
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Ogikubo
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).






