Kamata

Kamata è uno di quei quartieri che quasi nessun turista mette in programma, e secondo me è un peccato. Sta all’estremo sud di Tokyo, dentro il municipio di Ota, a due passi dall’aeroporto di Haneda, con un’aria da città che lavora davvero: gallerie coperte piene di gente, piccole officine, bagni pubblici e ristoranti di quartiere.
Ci vengo volentieri quando ho voglia della Tokyo normale, quella dove la sera si mangia e si beve senza fare la coda per un tavolo. Non è un posto da cartolina, ma ha un carattere suo, e per chi parte o atterra a Haneda diventa una sosta intelligente.

Ristoranti

Esterno di un punto vendita Doutor Coffee presso una stazione di servizio in autostrada in Giappone con menu esposti.

Negozi

Quartieri vicini

Ciliegi in fiore lungo il fiume Meguro a Naka-Meguro, Tokyo.

Shinagawa

Shinkansen, hotel spaziosi e 47 ronin.

Gotanda

Torri di uffici e piccoli izakaya.

Le due Kamata

La prima cosa da sapere è che di stazioni ce ne sono due, e non è un dettaglio da poco. Le due grandi stazioni della zona, Kamata e Keikyu Kamata, distano circa 800 metri l’una dall’altra, e passare da una all’altra richiede una decina di minuti a piedi. Sono servite da compagnie diverse, quindi conviene capire prima quale vi serve, per non ritrovarvi a camminare con la valigia dalla parte sbagliata.
In pratica funziona così:

  • Stazione JR Kamata: arrivate con la linea Keihin-Tohoku, oltre alle due linee Tokyu che partono da qui, ed è quella che vi collega verso il centro e verso Yokohama.
  • Keikyu Kamata: invece prendete la linea Keikyu, che vi porta ad Haneda in una manciata di minuti: se avete un volo, è questa la stazione giusta.
  • Tra le due: si cammina lungo strade normali di quartiere, senza collegamento diretto, quindi mettete in conto quei dieci minuti.

Dal lato ovest della stazione JR si aprono subito due gallerie commerciali coperte, una di fianco all’altra. Uscendo dall’uscita ovest si trovano l’arcade Sunrise sulla destra e la Sunroad sulla sinistra, e i passaggi coperti rendono comodo girare anche quando piove. È lì che vedete la vera faccia di Kamata, tra negozi piccoli e gente del posto che fa la spesa.

L'acqua nera

Kamata è una delle capitali dei bagni pubblici di Tokyo, e la particolarità è che qui l’acqua è nera. Non è sporca, anzi: è la cosiddetta kuroyu, un’acqua fossile che viene pompata da decine di metri sottoterra e ha un colore che va dal marrone scuro al nero. La prima volta spiazza, poi capite che è proprio quello il bello di venire fin qui.
Il colore arriva dalle sostanze organiche antiche disciolte nell’acqua, e la sensazione sulla pelle è morbida, con un calore che resta addosso a lungo. In alcuni di questi bagni l’acqua termale non viene diluita, così ci si immerge direttamente in quella che sgorga dalla sorgente.
Molti di questi bagni sono a conduzione familiare, aperti fino a tardi, e costano poche centinaia di yen: è una delle esperienze più economiche che potete togliervi a Tokyo. Vi consiglio di portarvi un piccolo asciugamano, anche se al banco di solito si affitta o si compra tutto, e di andarci a fine giornata, quando dentro trovate soprattutto anziani del quartiere e l’atmosfera è quella vera di un sento di paese in mezzo alla città.

Gyoza e Haneda

Se c’è un motivo di gola per fermarsi a Kamata, sono i gyoza. Qui la specialità sono gli hanetsuki gyoza, i ravioli con l’aletta croccante: cuocendoli, un velo di acqua e farina steso nella padella forma un merletto sottile e croccante che li tiene attaccati. Sono nati proprio in zona da alcuni ristoranti cinesi, ricordati insieme come i tre grandi dei gyoza con l’aletta, e da qui si sono diffusi. Io li abbino sempre a una birra, la sera, in uno di quei locali stretti dove ci si siede gomito a gomito.
La sera è il momento in cui Kamata dà il meglio: le gallerie restano vive, le izakaya si riempiono di gente che esce dal lavoro, e i prezzi sono quelli di un quartiere popolare, non da centro.
C’è anche un motivo pratico per dormire qui, e lo dico soprattutto a chi ha voli scomodi. Con Haneda a pochi minuti di treno, Kamata è una base intelligente per la notte prima di un volo all’alba o dopo un atterraggio a tarda ora, con hotel a prezzi più bassi rispetto alle zone centrali. Non aspettatevi monumenti o viste da fotografare: qui si viene per mangiare, per un bagno caldo e per stare comodi vicino all’aeroporto, e per me è già più che abbastanza.

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Kamata

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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