A 1174 metriHonke OwariyaA 1174 metri
Ristorante storico, di soba e udon.

Un’oasi verde rettangolare nel cuore di Kyoto, il Gyoen National Garden incornicia il Palazzo Imperiale e altri edifici storici, offrendo un luogo in cui rilassarsi nella natura, passeggiare tra piante e fiori, visitare attrattive culturali e concedersi qualche momento di silenzio lontano dai viali affollati del centro città.
È uno dei tre “Giardini Nazionali” del Giappone ed è uno dei più grandi parchi della città, occupando un’area molto vasta che venne aperta al pubblico solo nel 1949. Prima di questa data il parco era il giardino privato di imperatori e aristocratici, che usavano trascorrere il loro tempo libero qui prima che la capitale venisse spostata a Tokyo, agli inizi del Periodo Meiji. Oggi il giardino è aperto a tutti gratuitamente ed è diventato il luogo preferito di turisti e abitanti, mentre i palazzi, le residenze e le sale da tè che punteggiano l’area verde permettono di rivivere le atmosfere del passato.
Il Kyoto Gyoen National Garden è molto popolare tra gli abitanti per praticare attività sportiva, camminare, fare passeggiate in bicicletta, gustarsi un picnic o semplicemente ammirare fiori e piante. Ci sono vari sentieri che lo attraversano permettendo di raggiungere le attrattive principali ed esplorare i vari paesaggi di questa area verde, composta da giardini in stile giapponese, zone boschive e sentieri di ciliegi che in primavera attirano tantissime persone per il tradizionale hanami: se visitate Kyoto tra marzo e aprile concedetevi anche voi un picnic all’ombra dei ciliegi e scattate tante foto ai loro fiori delicati.
I ciliegi non sono l’unico motivo per venire qui: il parco fiorisce a ondate, e chi arriva a fine inverno trova il boschetto di pruni (ume) nell’angolo sud-ovest già carico di fiori bianchi, rosa e rossi, di solito da metà febbraio a metà marzo. Subito a nord, appena i pruni sfioriscono, tocca al boschetto di peschi, una macchia di rosa acceso che regge fino ai primi di aprile.
Nell’angolo nord-ovest, sul terreno dell’antica residenza Konoe, crescono invece una sessantina di ciliegi piangenti, gli ito-zakura: sono i primi a fiorire di tutto il parco, spesso già a metà marzo, quando nel resto della città non è ancora successo niente.
Se il vostro viaggio cade in quei giorni scomodi in cui l’hanami sembra ancora lontano, questo è il posto giusto dove andare a cercarlo.
Oltre al Palazzo Imperiale di Kyoto, l’attrattiva principale del parco, ci sono tanti altri edifici, piccoli santuari, sale da tè e giardini tradizionali che punteggiano il parco e meritano di certo una visita. Tra questi c’è il Sento Gosho Garden, un bellissimo giardino giapponese, progettato come cornice del Palazzo Imperiale Sento, il quale era un tempo la residenza degli “Imperatori in pensione”. Sebbene il palazzo sia andato distrutto in un incendio, il giardino e le due tradizionali sale da tè restano per accogliere i visitatori in un paesaggio emozionante e tipicamente giapponese. Per accedere è necessario partecipare a una visita guidata gratuita organizzata dall’Imperial Household Agency, prenotabile online oppure con i posti distribuiti sul posto il giorno stesso. Per il Palazzo Imperiale di Kyoto, invece, non serve nessun permesso: si entra liberamente.
La Kyoto State Guest House è invece un palazzo in cui vengono accolti politici e Capi di Stato in visita a Kyoto, un edificio moderno costruito per mettere in mostra il meglio dell’artigianato tradizionale di Kyoto. Quando non è in uso è aperta al pubblico e conviene prenotare la visita sul sito ufficiale del Cabinet Office, anche se un certo numero di posti viene distribuito all’ingresso il giorno stesso.
Non è richiesto invece alcun permesso per visitare la storica sala da tè Shusui-tei, che resta aperta per le visite ogni giovedì, venerdì e sabato, tutto l’anno tranne il periodo di Capodanno. L’ingresso costa 300 yen e se vi capita di passare nel giardino quando è aperta vi consiglio di approfittarne: è una sala da tè risalente al periodo Edo che si affaccia su un laghetto incorniciato da un bellissimo giardino.
La residenza Kan-In-no-Miya è un altro edificio in cui ripercorrere le atmosfere della corte imperiale di Kyoto: qui viveva una delle famiglie nobili imparentate con l’Imperatore ed è aperta al pubblico tutti i giorni, ad eccezione del lunedì.
Tra i portoni che si aprono nel muro di cinta ce n’è uno che vale una sosta apposta: l’Hamaguri Gomon, sul lato ovest. Il nome significa vongola e gli venne dato perché il portone restava sempre chiuso e si spalancò solo durante un grande incendio, proprio come un mollusco aperto dal fuoco.
Nel 1864 davanti a questo portone si combatté lo scontro fra le truppe di Choshu e quelle schierate a difesa della corte, uno dei momenti più violenti degli anni che portarono alla fine dello shogunato. Guardate bene le travi di legno: i fori dei proiettili di quel giorno sono ancora lì, ed è un dettaglio davanti a cui passano in tantissimi senza accorgersene.
Dalla stazione di Kyoto la strada più comoda è la metropolitana Karasuma: in una decina di minuti si scende a Marutamachi e da lì l'ingresso del parco è a cinque minuti a piedi.
Se arrivate dalla zona di Gion o dal fiume Kamo vi conviene invece la linea Keihan fino a Jingu-Marutamachi, con una camminata di 15 minuti verso ovest.
Il parco ha ingressi su tutti i lati: scegliete quello più vicino a ciò che volete vedere, perché l'area è enorme e girarci intorno a piedi costa parecchi minuti.
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Giardino nazionale di Kyoto
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).