Castello di Kanazawa con mura in pietra e fossato sotto un cielo azzurro.©Takeshi Nishio - Dreamstime

Castello di Kanazawa

A Kanazawa, accanto ai famosi giardini Kenroku-en, si trova l’imponente castello di Kanazawa, tra le cui mura potrete viaggiare indietro nel tempo ripercorrendo la storia della dinastia Maeda, che visse e regnò in questo luogo per oltre 200 anni. Il castello sorge proprio nel cuore della città su un’altura tra i fiumi Sai e Asano, una posizione strategica che in passato garantiva una maggiore protezione da eventuali attacchi.
Gli edifici che è possibile ammirare oggi sono le rovine dell’originario castello, in parte distrutto dalle guerre e dagli incendi, e fanno parte dell’attuale Parco del Castello di Kanazawa: l’inestimabile valore storico di questo luogo lo ha reso uno dei beni culturali più importanti a livello nazionale.

La storia

La storia del castello di Kanazawa è fortemente intrecciata alla storia della famiglia Maeda che regnò a lungo sull’area di Kaga, in cui si trovava la città di Kanazawa. Nel XVI secolo il Giappone era diviso in feudi ed ogni proprietà terriera era governata da un nobile, chiamato daimyo che, sebbene dovesse sottostare alle regole dello shogun, svolgeva il proprio ruolo in maniera indipendente, decidendo autonomamente l’organizzazione del proprio feudo. Toshiie Maeda divenne daimyo sul finire del 1500 e, sotto il suo governo, la città di Kanazawa si sviluppò e visse il suo periodo di massimo splendore che la portò ad essere paragonata a città del calibro di Madrid e Roma. La popolazione aumentò e Toshiie Maeda cercò di attirare nella città gli artigiani e i mercanti garantendo loro ottime condizioni per i loro business. Il castello fu più volte danneggiato e persino distrutto dagli incendi e dalle guerre nel corso della storia, perdendo molte delle sue componenti ; alcune di queste non furono più ricostruite, come la torre del castello. In origine il castello era circondato da un ampio fossato e da alte mura che servivano a difendersi da eventuali attacchi nemici. Uno dei tratti distintivi del castello sono le tegole bianche che ricoprono il tetto: furono realizzate in piombo affinché fossero in grado di resistere al fuoco anche se molte leggende narrano che durante gli attacchi queste tegole venissero fuse per farne dei proiettili.  Altri edifici che è possibile ammirare oggi furono invece ristrutturati, come la porta Ishikawamon e il magazzino Sanjikken Nagaya. Di recente altre strutture, come le torrette Hishi Yagura e Hashizume-mon Tsuzuki Yagura e il magazzino Gojikken Nagaya sono state ricostruite cercando di riprodurre fedelmente gli originali.

Il castello svolse anche diverse funzioni nel corso del tempo: venne utilizzato durante le guerre dall’esercito giapponese come base militare e come campus universitario dall’Università di Kanazawa.

By: Chris Daish

Il castello

Il castello si sviluppa su un’area molto estesa, suddivisa in varie zone ciascuna delle quali vanta delle proprie mura, porte ed edifici; la famiglia Maeda viveva nel complesso principale, chiamato honmaru. All’inizio del Seicento un fulmine colpì la torre principale, che bruciò e non fu mai ricostruita: al suo posto venne alzata una torre a tre piani, distrutta a sua volta dal grande incendio del 1631. Dopo quel disastro i Maeda abbandonarono l’honmaru e spostarono il cuore del feudo nel ninomaru, dove sorgeva l’enorme palazzo del daimyo. Oggi l’honmaru è la parte più silenziosa del parco, un bosco fitto di alberi in cui si cammina all’ombra e si intuisce appena dove sorgevano gli edifici.

Potete accedere al castello attraverso varie porte; una delle porte principali è la Ishikawamon, situata di fronte all’ingresso del giardino di Kenroku-en; questo meraviglioso edificio è in legno, con il tetto coperto di tegole di piombo e le mura di pietra costruite ai due lati con due tecniche diverse, e vanta un enorme valore storico. Ishikawamon insieme a Kahokumon e Hashizumemon rappresentano le tre porte principali del castello;  Kahokumon è una ricostruzione dell’antica porta principale del castello, che andò distrutta da un incendio alla fine dell’Ottocento e potete visitarne l’interno gratuitamente. Vale sicuramente la pena visitare anche le torrette Hishiyagura e Hashizumemon Tsuzuki Yagura situate ai lati della porta Hashizumemon; Hishiyagura è una bellissima torre di controllo dalla particolare forma simile ad un diamante e si sviluppa su tre piani raggiungendo un’altezza di quasi 20 metri. Queste due torrette sono state ricostruite in legno e riproducono in maniera fedele le antiche torrette che un tempo sorvegliavano la porta. Queste due costruzioni sono collegate al Gojikken Nagaya, una costruzione di due piani che era utilizzata come magazzino. Potete visitare l’interno di questi edifici ed accendere la vostra fantasia immaginando l’attività delle sentinelle che si alternavano nella sorveglianza del castello.

Il giardino Gyokusen’inmaru e le mura di pietra

Sul lato ovest del parco, dove il pendio scende verso il santuario Oyama, si apre il giardino Gyokusen’inmaru, ricostruito sulla base degli scavi e dei disegni antichi. È un giardino da passeggio con uno stagno al centro e un forte dislivello tra la parte alta e quella bassa, pensato per essere ammirato anche dall’alto dai signori Maeda.
Qui il vero spettacolo sono le mura che fanno da sfondo: il muro a mosaico chiamato shikishi-tanzaku, con pietre quadrate, rettangolari ed esagonali incastrate come in un’opera d’arte, e la canaletta di pietra a V dalla quale, in epoca Edo, precipitava una cascata di nove metri.

Non è un caso isolato: il castello di Kanazawa è soprannominato il museo delle mura, perché lungo i suoi camminamenti trovate affiancate tecniche di costruzione di epoche diverse, dai massi appena sbozzati dei primi tempi ai blocchi tagliati e incastrati alla perfezione. Fate caso anche al colore: la pietra arriva dal monte Tomuro, poco fuori città, e a seconda della vena è rossastra o bluastra, una sfumatura che cambia da un tratto di mura all’altro.

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Come arrivare

Dalla stazione di Kanazawa uscite dal lato est, quello della grande porta di legno, e prendete uno dei tanti bus diretti al Kenrokuen: in una quindicina di minuti scendete alla fermata Kenrokuen-shita e con cinque minuti di salita siete davanti alla porta Ishikawamon, l'ingresso più comodo di tutti se volete abbinare la visita al giardino.
Se invece arrivate dalla zona di Korinbo o dal mercato di Omicho vi conviene entrare dal lato opposto, dal giardino Gyokusen'inmaru o dalla porta Kuromon: da entrambe le fermate sono cinque-sette minuti a piedi.

Dalla stazione il parco si raggiunge anche a piedi in mezz'ora, passando proprio davanti al mercato di Omicho.

Informazioni utili

Nome: Castello di Kanazawa
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 7 alle 18
Costo a persona: Parco e Giardini: gratis - Torri: adulti 320 yen, bambini e studenti 100 yen
Durata visita: Vi consiglio 1 ora per i cortili esterni; considerate 2-2,5 ore se volete entrare nelle torrette ricostruite e visitare il magazzino Gojikken Nagaya.
Consigli utili: Se pensate di vedere anche il Kenrokuen, chiedete il biglietto combinato da 500 yen: costa meno dei due ingressi separati. E dentro le torrette non fermatevi alle feritoie: alzate gli occhi e guardate l'intelaiatura di legno, rimontata con le tecniche dei carpentieri di un tempo e lasciata a vista.
Trasporti:
  • Fermata Kenrokuen-shita / Kanazawa-jo Koen (Kanazawa Loop Bus, Kenrokuen Shuttle e bus urbani Hokutetsu): a 5 minuti dalla porta Ishikawamon
  • Fermata Korinbo (Kanazawa Loop Bus e bus urbani): a 7 minuti dall'ingresso di Gyokusen'inmaru
  • Fermano vicino agli altri ingressi anche i bus per Musashigatsuji-Omicho e per Owaricho
Indirizzo: 1-1 Marunouchi, Kanazawa, Ishikawa 920-0937, Japan
Sito Internet: Castello di Kanazawa
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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