
Cosa vedere ad Akihabara
I consigli migliori.

Definire Akihabara è molto difficile, si tratta infatti di uno dei quartieri più particolari e strani di Tokyo dove se uno ha una passione o una perversione particolare, qua può trovare tutto quello che desidera.

I consigli migliori.

I posti migliori.

Nel quartiere degli otaku.
Il viaggio più bello della tua vita, alla scoperta del Vero Giappone.
Dormire ad Akihabara è una buona soluzione dato che da qua passano molte linee ferroviarie. Nei link qua sotto ho inserito anche strutture vicine ad Akihabara, per risparmiare moltissimo ma essere comunque in posizioni perfette.

I migliori hotel del quartiere

Molti vicini ad Akihabara

Anche in zona Akihabara, per risparmiare moltissimo
Ad Akihabara si arriva in treno e la stazione è dentro al quartiere: uscite dal lato Electric Town e vi ritrovate subito su Chuo Dori, la via dove si concentra tutto. Dall'uscita Central, sull'altro lato dei binari, sbucate invece davanti al palazzone di Yodobashi Akiba.
Da Tokyo sono due fermate con la Yamanote Line, altrettante da Ueno nella direzione opposta.
Da Shinjuku conviene invece la Chuo Line (quella arancione) fino a Ochanomizu, con cambio sulla Sobu Line (quella gialla): ci si mette una ventina di minuti invece dei trenta abbondanti della Yamanote Line.
Questo posto è su MarcoMaps
Akihabara
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Sono decine i negozi per appassionati di action figure, manga ed anime. Si trova qualsiasi cosa si desidera, qualsiasi personaggio in qualsiasi situazione. Modellini, figurine, poster e quant’altro. Basta uscire dalla stazione JR ed entrare in qualunque negozio per trovarsi nel paradiso per gli appassionati di questo settore.
Qua sotto un video in cui consiglio dove andare a fare shopping ad Akihabara.
Akihabara è anche il quartiere delle sale giochi, palazzi interi pieni di macchinette su cinque o sei piani: al piano terra ci sono quasi sempre le gru con i peluche, salendo si trovano i picchiaduro, i giochi di ritmo e i cabinati storici degli anni Ottanta e Novanta ancora perfettamente funzionanti. Le insegne più grosse sono quelle di GiGO e di Taito, impossibili da non notare camminando lungo Chuo Dori.
Se invece i videogiochi volete comprarli, il posto è Super Potato: tre piani di cartucce per Famicom, Super Famicom, Mega Drive e PC Engine, con le console usate rimesse a nuovo e i prezzi che salgono parecchio sui titoli rari. È un tuffo negli anni Ottanta anche solo per curiosare, e in cima c’è pure una piccola sala giochi retro.
Per le vie di Akihabara è molto comune vedere semplici ragazze vestite da governanti che distribuiscono volantini e coupon per sconti per andare in Maid Cafe. Non ci sono mai stato, ma penso che non sia un problema entrarci anche se siete stranieri anche se per andare sul sicuro è meglio farsi accompagnare da una persona giapponese, come ha fatto Pif in Tokyo Love, una puntata su Tokyo del suo programma “il Testimone”.

Un dolce che ho mangiato in un maid cafe.

Alcune maid in posa per una foto ricordo. Foto: Kylehase

Un gruppo di Maid ad Akihabara. Foto:Kylehase
I sexy shop di Akihabara seppur molto forniti sono sempre stati abbastanza simili a tutti quelli che si trovano in altre capitali, finché ha aperto il Pop Life Department M’S. Questo sexy shop si trova a pochi passi dall’uscita della stazione JR ed ha vari piani, ognuno dedicato a singole categorie di oggetti.
E’ aperto ogni giorno dalle 10 alle 23, non entrate con zaini troppo grossi o farete fatica a muovervi tra le strette corsie di ogni piano.
Le macchinette dei gachapon, quelle con dentro le capsule di plastica a sorpresa, ad Akihabara non sono un dettaglio di contorno: ci sono negozi interi con centinaia di macchinette allineate dal pavimento al soffitto, e il più famoso è il Gachapon Kaikan lungo Chuo Dori.
Portatevi dietro un po’ di monete da 100 yen, perché quasi tutte le macchinette accettano solo quelle. Le serie cambiano in continuazione e si trova davvero di tutto, dai personaggi degli anime agli oggetti più assurdi: mini scaffali da supermercato, cibo finto, animali con la faccia triste.
Sono moltissimi i negozi di Akihabara che vendono tax free, cioè senza la tassa sui consumi giapponese, che è del 10%: su un acquisto importante di elettronica o di action figure il risparmio si sente eccome. Serve il passaporto e una spesa di almeno 5.000 yen nello stesso negozio e nella stessa giornata.
Dal 1 novembre 2026 il meccanismo cambia: alla cassa si paga il prezzo pieno e il rimborso della tassa si chiede prima di partire, in aeroporto, quindi conservate tutti gli scontrini.
Qua un video di una mia passeggiata ad Akihabara.
Mentre faccio colazione da Sushi Zanmai al piano terra di Yodobashi Akiba.
Nel 2004 alla biennale di architettura di Venezia ci fu qualcosa di incredibile nel padiglione del Giappone, che ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi ma non ho fotografato. Potete trovare le fotografie e articoli che dimostrano che quanto vi sto dicendo è vero visitando le pagine dedicate sul sito DesignBoom e molti altri siti.
All’interno del padiglione del Giappone, il cui catalogo è andato esaurito dopo pochi giorni al contrario degli altri padiglioni dove migliaia di cataloghi probabilmente giacciono ancora in qualche fondo di magazzino, vennero installati alcune cose relative alla cultura otaku.
Fu installato un modellino del quartiere di Akihabara, alcune fotografie, ricostruzioni in miniatura ed immagini delle camere da letto degli hikikomori ma soprattutto decine e decine di box in plexiglass esattamente come nei negozi chiamati in inglese rental showcases in cui gli Otaku pagano l’affitto di un cubo per poter mettere in vendita il proprio materiale più prezioso per altri appassionati. Alla biennale su ogni oggetto, esattamente come ad Akihabara, erano posti i prezzi ed ogni cubo era diverso dagli altri in quanto appartenente ad una vera persona giapponese che aveva messo a disposizione i propri oggetti per la mostra, tuttavia nessun oggetto era in vendita realmente.
Tutto ciò ha destato un’enorme curiosità da parte del pubblico della biennale, sia tra i più giovani molto attratti dal contenuto di questi cubi sia tra i più appassionati di cultura urbana ed architettura che hanno aperto così la loro mente a qualcosa di assolutamente innovativo e strano ma reale al 100% a differenza di molte altre idee che talvolta seppur innovative vengono dimenticate nel giro di pochi mesi.
Il catalogo di seconda mano, per chi lo desiderasse, è in vendita su Amazon.

La copertina del catalogo del padiglione Giappone – biennale di architettura di Venezia (2004)
Uno dei siti più famosi riguardanti la tecnologia giapponese e i gadget più bizzarri è Akihabara News. Ogni giorno vengono inserite notizie molto curiose e simpatiche, vi consiglio di seguire questo sito!
Sulla strada principale di Akihabara passa il ponte verde della linea Chuo-Sobu. Si tratta di un ponte molto famoso sotto al quale tutti i turisti si scattano una foto ricordo, perché è il simbolo di questo quartiere.

Io ad Akihabara, vicino al ponte simbolo di questo quartiere.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).