
Yushima
Yushima è una di quelle zone di Tokyo dove si finisce per caso e poi ci si torna apposta. Sta appena sopra Ueno, in salita, in un pezzo di città dove un santuario amatissimo dagli studenti e qualche stradina che di sera si accende di insegne convivono nel giro di poche centinaia di metri.
Non è un quartiere da grandi attrazioni e non serve mettere in conto una giornata intera: ci si viene soprattutto per il santuario e per il modo in cui cambia faccia tra pomeriggio e sera. A me piace proprio perché in dieci minuti passi dai rami di pruno in fiore ai vicoli dei localini, e sembrano due mondi diversi attaccati uno all’altro.
Indice
Cosa vedere

Negozi
Quartieri vicini
Suidobashi
Okachimachi
Da dove uscire
La stazione più comoda è Yushima, sulla linea Chiyoda della metro: dall’uscita 3 il santuario è a un paio di minuti. Ma non è l’unico modo per arrivarci, e a seconda di dove vi trovate cambia parecchio la strada.
Le alternative principali sono queste:
- Ueno-Hirokoji sulla linea Ginza, oppure Okachimachi sulla JR: entrambe a cinque minuti scarsi di camminata in leggera salita.
- A piedi da Ueno, tagliando su per la collina: è la scelta che vi consiglio se avete appena girato il parco o Ameyoko.
- Da Akihabara: più lontana ma vi fa arrivare passando davanti al tempio confuciano di Yushima Seido.
Un dettaglio da sapere prima di partire: per salire al santuario ci sono due modi, una scalinata di pietra ripida sul lato principale e una rampa più dolce di fianco. Se avete un passeggino o le gambe stanche, prendete la seconda senza pensarci.
Studenti e pruni
Il santuario di Yushima Tenmangu è dedicato a Sugawara no Michizane, il funzionario e poeta venerato come Tenjin, il dio dello studio. Questo spiega tutto quello che vedete appena entrate: pareti intere di tavolette di legno, le ema, coperte di preghiere per gli esami.
Nei mesi degli esami di ammissione all’università qui arrivano fiumi di ragazzi e genitori, e la cosa che colpisce è il silenzio concentrato con cui scrivono i loro desideri. Io onestamente lo trovo uno dei posti più sinceri di Tokyo, molto più di tanti templi da cartolina.
L’altro motivo per venirci sono i pruni. Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera fioriscono centinaia di alberi e il quartiere organizza una festa dedicata, con bancarelle e piccoli spettacoli all’aperto. È il periodo in cui vi consiglio di passare, molto prima che arrivino i ciliegi e la folla che si porta dietro.
Di sera cambia
Di giorno Yushima è tranquilla, quasi residenziale, con il verde del santuario e le università poco distanti. Dopo il tramonto la parte verso Ueno si sveglia: vicoli stretti pieni di piccoli bar, insegne luminose, ristorantini con pochi coperti e una zona di love hotel tra le più conosciute della città.
È un contrasto che spiazza chi arriva pensando solo al dio degli esami, ma è proprio questa doppia anima a rendere la zona interessante. Una serata qui costa poco per gli standard del centro, e si mangia bene senza cercare niente di particolare.
Non aspettatevi grandi negozi, grattacieli o attrazioni da spuntare: Yushima si abbina, non si visita da sola. Io la incastro volentieri in un giro che parte da Ueno, sale al santuario e finisce con una birra nei vicoli, magari facendo un salto a Ochanomizu per il tempio confuciano. Provate a venirci una volta di pomeriggio e una di sera: capirete al volo perché mi piace tenermela come tappa a sé.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


