Hida Kotte UshiA 28 metri
Sushi di carne.

Takayama è un piccolo borgo di montagna che vanta un fascino discreto e un’atmosfera senza tempo grazie anche alla sua posizione isolata, che ha permesso alla cittadina di conservare perfettamente le antiche casette in legno, le locande storiche, le botteghe d’artigianato locale e antiquariato e le fabbriche centenarie dove si produce il sakè, uno dei più popolari e rinomati del Giappone. La frenesia delle moderne metropoli giapponesi non sembra aver intaccato questa località, dove i ritmi e lo stile di vita sono improntati al relax: le persone girano a piedi o in bicicletta per raggiungere i mercati del mattino che insieme ai festival tradizionali organizzati durante l’anno animano la città, altrimenti avvolta in una quiete surreale. Takayama è una destinazione che vale la pena di scoprire durante un viaggio in Giappone, per trascorrere anche solo un paio di giorni lontano dal brusio delle metropoli e immergersi nel volto più autentico e antico del paese.
Incorniciata dalle montagne e attraversata dalle acque del fiume Miyagawa, Takayama, è soprannominata la “piccola Kyoto” delle Alpi, per i suoi paesaggi pittoreschi, e le vie su cui si affacciano le casette tradizionali che ricordano quelle dell’antica capitale. Situata nella prefettura di Gifu, Takayama è famosa anche per il festival della città, uno dei più grandi e belli del Giappone, che si svolge ogni anno in primavera e in autunno: un’occasione unica per visitare questo gioiellino e ammirare le vivaci parate di carri che attraversano le vie della città offrendo ai visitatori splendidi esempi della maestria degli artigiani della zona. Visitando la città non potete perdervi il centro storico, dove si concentrano le principali attrazioni.
Il cuore della città vecchia di Takayama si sviluppa su tre vie principali, Ichinomachi, Ninomachi e Sannomachi, che insieme compongono il quartiere storico di Sanmachi. Si tratta di stradine strette dove in passato si concentravano le attività dei mercanti e ancora oggi qui si affacciano negozietti d’antiquariato e botteghe artigianali, piccoli ristorantini e osterie che servono deliziose specialità locali, come il mitarashi dango (una sorta di gnocco fatto di riso) e piatti a base di carne di manzo di Hida. Approfittatene per fare un po’ di shopping e acquistare qualche prodotto tipico della zona da regalare, come il popolare amuleto “sarubobo”, e assaggiare qualche piatto tradizionale accompagnato dall’immancabile sakè. Nel centro storico troverete numerose fabbriche di sakè, che in alcuni periodi dell’anno sono riconoscibili dagli addobbi posti sull’ingresso: si tratta di sfere di aghi di cedro che indicano la disponibilità di sakè appena prodotto. Passeggiando nel quartiere storico vi imbatterete in tanti musei interessanti da visitare collocati all’interno di edifici storici; tra tutti spicca il famoso Takayama Jinya, un ex palazzo governativo, e il museo dei carri utilizzati nel festival di Takayama.
Sanmachi è uno di quei posti dove si mangia camminando, passando da una bottega all’altra con qualcosa in mano. Il re assoluto è il manzo di Hida, che qui trovate nelle versioni da passeggio: gli spiedini scottati sulla piastra, le crocchette fritte e il nigiri servito su una cialda di riso croccante, da finire in due bocconi.
Accanto ci sono i banchetti di mitarashi dango, spiedini di gnocchi di riso grigliati e passati nella salsa di soia: a Takayama sono salati, non dolci come in gran parte del Giappone.
Quasi tutte le vie hanno poi un chiosco con il gelato al latte di Hida, e diverse botteghe vi fanno assaggiare miso e sottaceti locali prima di vendervi il barattolo: è il modo migliore per capire i sapori della zona senza sedervi al ristorante.
Approfittatene anche per passeggiare nei mercati, che si svolgono ogni mattina nella piazza di fronte al Takayama Jinya e lungo le sponde del fiume Miyagawa. Esposte sulle bancarelle potete trovare tantissimi oggetti fatti a mano in legno, amuleti, frutta e verdura e tanti altri prodotti.
Sanmachi è la parte più fotografata e anche la più affollata, ma la città vecchia non finisce lì. Basta proseguire verso nord, lungo Shimoninomachi e Ojinmachi, per ritrovarsi in vie quasi senza nessuno, con le stesse facciate scure in legno e molte meno vetrine pensate per i turisti.
Qui ci sono le due case dei mercanti più note della città, la Yoshijima e la Kusakabe: due famiglie arricchite con il commercio del legname, che tra fine Ottocento e inizio Novecento si fecero costruire abitazioni enormi, oggi visitabili all’interno.
Nella Yoshijima la cosa da guardare è l’intreccio delle travi sopra la vostra testa, illuminato dalla luce che scende dal lucernario centrale: è il motivo per cui questa casa è finita su tutti i libri di architettura giapponese.
Dalla stazione di Takayama uscite dal lato est, quello principale, e imboccate il viale che punta dritto verso il centro: in dieci minuti a piedi, sempre in piano, arrivate sul fiume Miyagawa e appena passato il ponte siete tra le case in legno del quartiere storico.
Se arrivate in autobus da Nagoya, Kanazawa o Shirakawa-go scendete al terminal dei bus, che si trova accanto alla stazione: il percorso a piedi è lo stesso.
In auto conviene fermarsi in uno dei parcheggi lungo il fiume, perché le stradine del centro storico sono strettissime.
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Città vecchia di Takayama
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).