
Tabata
Tabata è uno di quei quartieri di Tokyo dove non incontri quasi nessun turista, e va benissimo così. È una fermata della Yamanote come Shibuya o Shinjuku, ma appena esci ti ritrovi in mezzo a case, salite e silenzio.
Ci vengo quando ho voglia di camminare senza fretta e di vedere una Tokyo normale, quella dove la gente vive davvero. C’è un passato di scrittori e pittori, tanti treni da guardare e una collina da cui si intravede lo Skytree.
Non è un posto da mezza giornata piena, ma infilato tra due tappe più famose vi resta in testa più di quanto pensiate.
Quartieri vicini
Otsuka
Sendagi
Da che parte uscire
La stazione ha due uscite e cambiano completamente la giornata. Dall’uscita nord si esce dentro un piccolo centro commerciale, l’Atré Vie, dove trovate personale, bagni, un supermercato e qualche ristorante: è il posto giusto per mangiare al volo o sistemarvi prima di ripartire.
L’uscita sud è l’opposto, e la prima volta rischiate di non trovarla. Non ha niente attorno che la faccia notare, niente negozi e niente personale, solo un citofono per chiamare aiuto se serve. Da quella parte la stazione sta più in alto rispetto ai binari e non ci arrivano le auto: si passa solo a piedi.
Il mio consiglio è di uscire a nord se cercate comodità, e a sud se volete capire subito perché vengo qui. Il terreno intorno è rialzato, e da certi punti tra le case si vede lo Skytree e il centro di Tokyo in lontananza.
Il villaggio dei letterati
All’inizio del Novecento Tabata era piena di scrittori e artisti, e il motivo era semplice. La scuola d’arte di Tokyo, quella che oggi è la Geidai, stava a Ueno a pochi minuti di treno, e i giovani pittori e scultori cercavano casa qui vicino.
Dietro di loro arrivarono anche i letterati. Il più famoso è Akutagawa Ryunosuke, che qui visse per una tredicina d’anni, e intorno a lui si radunarono nomi come Muro Saisei e Kikuchi Kan. Il punto è che dei loro vecchi caseggiati non resta quasi nulla: le distruzioni della guerra hanno cancellato l’atmosfera di allora, e oggi trovate soprattutto targhe nei punti dove sorgevano.
Se la cosa vi incuriosisce, vicino all’uscita nord c’è un piccolo museo gratuito, con un modellino della casa di Akutagawa. E c’è una chicca per i fan degli anime: la salita dell’uscita sud compare in un film di Makoto Shinkai, e su un lampione hanno messo un codice da inquadrare che porta ai luoghi della storia.
Terra di treni
Tabata è nata come snodo ferroviario prima ancora che come quartiere, e si sente ancora oggi. Sul lato sud c’è un enorme deposito treni che attira appassionati da tutto il Giappone, e dai punti giusti si vedono passare Shinkansen e convogli in continuazione: per chi ama i treni è uno spettacolo gratuito.
C’è pure un dettaglio che pochi conoscono. La Yamanote che tutti immaginano come un anello, sulla carta parte da Shinagawa e si chiude proprio qui a Tabata, mentre il resto porta un altro nome. Roba da pignoli, ma spiega perché questa fermata pesa più di quanto sembri.
Da sola Tabata si gira in un’ora scarsa, quindi vi conviene abbinarla a qualcosa lì attorno. Le cose che di solito consiglio:
- Yanaka e la sua via dei negozietti: per restare in questa Tokyo tranquilla.
- Komagome col giardino Rikugien: una delle passeggiate verdi più belle della zona.
- Il giardino Kyu-Furukawa: con la villa in stile occidentale e il roseto.
Io la vedo così: da queste parti non c’è niente che vi lascerà a bocca aperta, ma è la Tokyo in cui tornereste a vivere. E a volte è proprio quello che si cerca.
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Tabata
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).