Santuario Usa a Oita, Giappone, con templi in legno arancione e alberi circostanti.

Santuario Usa – Oita

Immerso tra le foreste, a nord ovest di Beppu, il complesso sacro del Santuario shintoista Usa è un luogo che racchiude tesori preziosi e ha enormemente influenzato la cultura, la religione e le tradizioni della Penisola Kunisaki, dove si trova.

Costruito nel 725, è considerato il più illustre santuario dedicato al Dio della Guerra Hachiman, che spesso viene identificato con la figura del leggendario imperatore giapponese Ojin, il quale trascorse gran parte della sua vita sul campo di battaglia. Viene considerato anche il protettore dei Giapponesi, in particolare degli agricoltori che lo venerano per invocare raccolti abbondanti.

Il Santuario di Usa non è l’unico dedicato a Hachiman in Giappone, in quanto ne esistono oltre 40.000, ma è il più antico e considerato il più prestigioso, tanto che ogni anno accoglie numerosi visitatori. Se vi trovate nella prefettura di Oita, vi consiglio di approfittarne per visitarlo, in quanto oltre alla bellezza architettonica degli edifici troverete un luogo dove regna un’atmosfera suggestiva e di pace, con sentieri che si inerpicano sulle colline circostanti, avvolti dalla vegetazione, in cui è bellissimo fare una passeggiata lontano dai rumori e dal traffico delle città, e prendersi del tempo per riconnettersi con sé stessi e meditare.

L’oracolo che fermò un usurpatore

Il prestigio del santuario Usa non nasce solo dalla sua antichità: per secoli la corte imperiale ha consultato l’oracolo di Hachiman prima delle decisioni più delicate. L’episodio più famoso risale al 769, quando il monaco Dokyo, potentissimo alla corte dell’imperatrice Shotoku, fece circolare un responso secondo cui sarebbe dovuto salire lui stesso sul trono imperiale.
Per verificare, la corte inviò a Usa il funzionario Wake no Kiyomaro, che tornò riferendo un oracolo opposto: il trono spetta solo a chi discende dalla linea imperiale. Kiyomaro fu punito ed esiliato, ma Dokyo non diventò mai imperatore.

È una storia che spiega bene perché questo luogo, lontano dalle capitali, contasse così tanto: passeggiando tra i padiglioni vale la pena ricordare che qui si è deciso, almeno una volta, il destino della corte.

Visitare il Santuario Usa

Il Santuario Usa occupa un vasto terreno con un complesso che include diversi edifici e piccoli santuari secondari. L’edificio principale, l’honden, si trova circondato dalla vegetazione in cima ad una collina e ci si arriva passando prima per il complesso di edifici sottostante, dove si possono visitare la sala dei tesori e altre piccole costruzioni sacre, tra cui si inseriscono giardini e laghetti.

Solitamente i visitatori accedono al complesso dall’ingresso a ovest o a nord, ma vi suggerisco quest’ultima entrata, in quanto avrete modo di passeggiare lungo una stradina di negozietti e bancarelle dove si vendono souvenir, street food, gadget e prodotti tipici: è il posto giusto se dovete acquistare regalini o fare uno spuntino.

Questo viale conduce alla classica porta torii rossa che segna l’accesso all’area sacra. Una volta entrati, prendetevi del tempo per guardarvi attorno, immergervi nella quiete di questo luogo e ammirarne gli edifici. Poco dopo aver oltrepassato la porta torii troverete la sala dei tesori, un piccolo museo che racchiude la storia del santuario Usa, raccontata attraverso reperti storici, opere d’arte e oggetti d’artigianato, come antichi strumenti musicali usati nelle cerimonie buddiste. Tra i tesori che potete vedere c’è anche un mikoshi, ovvero un piccolo santuario portatile che viene usato generalmente durante i festival religiosi. Alla sinistra del museo vedrete un bellissimo stagno chiamato Hatsusawa, il quale è arricchito da numerosi fiori di loto che in estate fioriscono offrendo uno scenario davvero incantevole.

Accedendo invece dall’ingresso a ovest, avrete occasione di ammirare un pittoresco e antico ponte chiamato Kurehashi, che con il suo colore rosso acceso e il suo tetto decorato cattura subito l’attenzione dei passanti. Purtroppo non è possibile attraversarlo perché il ponte è accessibile solo una volta ogni 10 anni in occasione di cerimonie religiose, ma potete comunque scattare bellissime foto.

All’interno del complesso, tra gli edifici più famosi, c’è il santuario Wakamiya, divenuto popolare non tanto per la struttura in sé, ma più che altro per il percorso che conduce al santuario: tra le pietruzze che compongono il sentiero ce ne sono due piuttosto grandi dalla forma triangolare e praticamente identiche, che si toccano e sembrano quasi abbracciarsi. È una tappa molto frequentata dalle coppie che sono solite a  poggiare un piede ciascuno sulle due pietre affiancate tenendosi per mano come buon auspicio per un lungo futuro insieme.   I single, invece, poggiano un piede su ciascuna pietra per invocare la fortuna in amore.

Una volta visitati gli edifici del complesso a valle, dirigetevi verso la collina per ammirare il santuario principale, composto da due edifici paralleli di colore rosso e in stile tradizionale, collegati attraverso una struttura centrale dove è posizionato l’ingresso. All’interno in totale troverete 3 sale, di cui la principale dedicata all’imperatore Ojin, mentre le altre due rendono omaggio alla madre e alla moglie dell’imperatore.  Una curiosità riguarda il gigantesco albero che si erge di fronte alla sala principale di questo edificio, raggiungendo un’altezza di circa 30 metri: si narra che un membro di una popolare band giapponese, visitando il santuario abbia pregato per il successo del nuovo album, poggiando le mani sul tronco dell’albero. I buoni risultati del disco hanno portato molti visitatori a imitare il gesto e ora fermarsi a pregare di fronte all’albero è diventato un rito abituale.  

Lo stile hachiman-zukuri

Quei due edifici uniti che vedete in cima alla collina non sono una soluzione casuale: è lo stile hachiman-zukuri, nato proprio qui e poi ripreso nei santuari dedicati a Hachiman in tutto il Giappone. Due costruzioni con il tetto a doppio spiovente vengono accostate e collegate da un unico grande canale di gronda, che raccoglie l’acqua nel punto in cui i due tetti si incontrano.
La tradizione racconta che la divinità si sposti tra i due: l’edificio sul retro è la stanza in cui riposa la notte, quello davanti è la sala del giorno, dove riceve le preghiere.

Le tre sale che compongono il santuario principale sono Tesoro Nazionale dal 1952 e nella forma attuale risalgono agli anni tra il 1855 e il 1861, l’ultima di una lunghissima serie di ricostruzioni. Guardatele dal basso e poi di lato, dove si capisce meglio il gioco dei tetti: è il dettaglio architettonico più prezioso di tutto il complesso.

Come arrivare

Il santuario si raggiunge in treno scendendo alla stazione JR Usa, sulla linea Nippo che collega Kokura, Nakatsu, Beppu e Oita: la stazione però è fuori città e il santuario dista ancora qualche chilometro.
Davanti all'uscita prendete il bus in direzione Yokkaichi e scendete alla fermata Usa Hachiman: sono meno di 10 minuti per 240 yen, ma le corse sono poche nell'arco della giornata, quindi controllate gli orari prima di muovervi.

Se il bus non coincide con il vostro treno, il taxi impiega lo stesso tempo e costa attorno ai 1.700 yen. In auto si esce allo svincolo di Usa e si prosegue per una quindicina di minuti, con parcheggi a pagamento a ridosso dell'ingresso, mentre l'aeroporto di Oita resta scomodo: circa un'ora di strada.

Informazioni utili

Nome: Santuario Usa – Oita
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 6 alle 18
Costo a persona: Santuario: ingresso gratuito - Museo del Tesoro: adulti 300 yen, studenti 200 yen, bambini 100 yen
Durata visita: Vi suggerisco 1,5 ore per i padiglioni principali; calcolate almeno 2,5 ore se volete esplorare l'intero parco sacro e i suoi sentieri secondari.
Consigli utili: Qui non si prega come negli altri santuari: davanti alle sale si fanno due inchini, quattro battiti di mani e un ultimo inchino, un rito che in Giappone si usa solo qui e a Izumo Taisha. E ricordate che le sale del santuario principale sono tre: si visitano in ordine, una dopo l'altra.
Trasporti:
  • Stazione JR Usa (linea JR Nippo): poi bus o taxi, circa 10 minuti
  • Fermata Usa Hachiman (bus per Yokkaichi): a pochi passi dall'ingresso
  • In auto: uscita Usa IC, parcheggi a pagamento vicino al santuario
Indirizzo: 2859 Minamiusa, Usa, Oita 872-0102, Japan
Sito Internet: Santuario Usa – Oita
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).