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Il Santuario Togakushi è una delle gite più belle che potete fare da Nagano. Nascosto tra le foreste delle montagne a nordovest della città, racchiude una storia affascinante legata alla mitologia shintoista ed è composto da cinque sedi, di cui tre principali (Hokosha, Chusha e Okusha), situate a diversa altezza lungo il pendio del Monte Togakushi.
Camminando lungo i sentieri che le collegano attraverserete il cuore della foresta, un piccolo villaggio pittoresco e i musei dedicati ai ninja: una gita giornaliera che unisce sano trekking e luoghi sacri dalla storia leggendaria.
Si narra che la Dea del Sole, tra le più importanti figure dello Shintoismo, si nascose in una grotta celeste dopo un litigio con il fratello. L’oscurità scese nel mondo e così gli altri dei, per riportare la luce, cominciarono ad eseguire alcune danze spettacolari di fronte alla grotta fino a che la dea non si decise ad uscire. Fu allora che il dio Ame no Tajikarao scagliò lontano la porta di roccia della grotta, che secondo la tradizione cadde proprio qui dando forma al Monte Togakushi: da questa leggenda nasce il nome del luogo, che significa appunto “porta nascosta”.
Oggi le due sedi del santuario più in cima alla montagna venerano le divinità che hanno “liberato” la Dea del Sole, oltre alla dea stessa.
Come capita in tutti i santuari shintoisti, all’arrivo troverete ad accogliervi una porta torii rossa che segnala l’accesso all’area sacra. Oltrepassata la porta, una scalinata vi conduce alla sala di preghiera del primo santuario, Hokosha, situato alla base del monte.
Un percorso lungo circa 2 km collega questo santuario al santuario “di mezzo”, Chusha, che si trova subito dopo aver passato il piccolo villaggio di montagna Togakushi, dove potete fermarvi per una sosta, mangiare qualcosa e acquistare prodotti locali e artigianali nelle botteghe.
Nel santuario “di mezzo” troverete un’altra sala destinata alle preghiere e alle offerte e, nelle immediate vicinanze, una piccola cascata e imponenti alberi di oltre 800 anni considerati sacri.
Con altri 2 km di camminata si raggiunge l’ultimo santuario, Okusha, il più elevato e il più bello dei tre a livello architettonico e di scenario: si trova infatti sulla parte più ripida della montagna, con la cima rocciosa che si scorge a ridosso della sala principale.
Solamente avvicinarsi a questo luogo è un’emozione straordinaria: si passeggia tra un sentiero fitto di cedri altissimi, passando infine attraverso la Porta Zuishinmon, caratterizzata da un tetto in paglia. Una scalinata conduce alla sala principale di preghiera dalla quale si ha una splendida vista sul paesaggio circostante. Il viale dei cedri è lungo circa 500 metri e gli alberi che lo fiancheggiano, oltre duecento, hanno più di quattrocento anni: camminare tra quei tronchi enormi, con la luce che filtra dall’alto, è la parte che resta più impressa dell’intera giornata. L’ultimo tratto verso la sala principale è invece il più faticoso, una scalinata di pietra irregolare che sale nel bosco e che con la pioggia diventa scivolosa.
Un sentiero alternativo verso il terzo santuario passa accanto al lago Kagamiike, il “lago specchio” sulle cui acque placide si riflettono gli alberi e le cime montuose dei dintorni dando vita ad uno scenario che sembra dipinto.
Alle tre sedi principali se ne aggiungono altre due, più piccole ma non meno interessanti: chi le visita tutte in giornata compie quello che i giapponesi chiamano gosha meguri, il giro delle cinque sedi.
La prima è l’Hinomikosha, una sosta di pochi minuti lungo la strada tra Hokosha e Chusha, dedicata proprio alla dea della danza che con la sua esibizione fece uscire dalla grotta la Dea del Sole. La seconda è il Kuzuryusha, addossato all’Okusha e dedicato a una divinità dell’acqua con la forma di un drago a nove teste: la tradizione lo considera più antico dell’Okusha stesso, tanto che qui si prega per la pioggia e per i raccolti. Se collezionate i goshuin, a Togakushi potete completare la serie di tutte e cinque le sedi.
Prima o dopo aver visitato il santuario Chusha, vi consiglio di fare tappa nel vicino villaggio Togakushi, un luogo rimasto intoccato dalla modernità, dove si respirano ancora atmosfere autentiche e tradizionali. Qui vi consiglio di fermarvi a provare la specialità più famosa della città, la soba, in uno dei circa 30 ristorantini specializzati sparsi nel villaggio. C’è persino un museo dedicato alla soba, chiamato Togakushi Soba Museum Tonkururin (costo di ingresso 200 yen) dove potete visitare mostre interessanti dedicate alla nascita di questo piatto e alla sua diffusione nella cultura giapponese; il museo offre inoltre laboratori divertenti che permettono ai visitatori di provare a fare la soba. Riconoscerete subito la soba di Togakushi da come arriva in tavola: cinque o sei matassine affiancate su un cestino di bambù intrecciato, il cosiddetto bocchi mori, servite senza scolare del tutto l’acqua. Al posto del wasabi qui si usa spesso il daikon piccante grattugiato, e non è un caso se questa è considerata una delle tre soba più celebri del Giappone.
Durante il percorso che conduce al santuario troverete anche altre due attrattive di Togakushi che permettono di scoprire un volto insolito di questo luogo: un tempo questo era uno dei centri principali di addestramento dei ninja. Il Museo Togakure Ninpo situato nei pressi dell’entrata del terzo santuario, è ospitato nell’omonima scuola dove un tempo si formavano i ninja ed espone una bella collezione di armi e oggetti, mentre il Kids Ninja Village è un parco tematico con tanti giochi e attività sia per adulti che per bambini che invece si colloca in prossimità del santuario “di mezzo”. Potrebbe essere un’idea carina abbinare la visita al santuario ad uno dei due musei per scoprire un aspetto diverso e insolito di questi luoghi.
Le case basse allineate lungo la strada tra Hokosha e Chusha, con i loro portali di legno e i giardini curati, non sono normali abitazioni: sono gli shukubo, gli alloggi dove per secoli hanno dormito i pellegrini e che ancora oggi appartengono alle famiglie dei sacerdoti del santuario.
Una ventina di queste case accoglie ancora ospiti per la notte: si dorme su futon in stanze di tatami, si cena con verdure di montagna e naturalmente soba, e la mattina si può partecipare alla preghiera quotidiana insieme al padrone di casa. È il modo migliore per vedere Togakushi quando i visitatori in giornata sono già ripartiti e il villaggio torna ai suoi abitanti.
Si parte dalla stazione di Nagano: gli autobus della linea 70 per Togakushi partono dalla banchina 7, davanti all'uscita Zenkoji, e salgono in montagna per una cinquantina di minuti fino alla fermata Togakushi-Hokosha, ai piedi del monte. Scendete qui se volete salire a piedi di santuario in santuario.
Se invece puntate direttamente al santuario superiore restate a bordo fino alla fermata Togakushi-Okushairiguchi, una decina di minuti più avanti: da lì il viale dei cedri richiede altri 40 minuti di cammino.
Oltre alla linea 70 c'è un autobus turistico più veloce, che però va prenotato online. In auto da Nagano ci vuole circa un'ora, ma d'inverno servono gomme da neve.
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Santuario Togakushi
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).