Golden GaiA 66 metri
Dove ci sono un'infinità di minuscoli bar. Molto particolare!
©Bogdan Lazar - DreamstimeTokyo affascina per i suoi mille contrasti: grattacieli moderni e vetrine scintillanti che spalleggiano edifici storici e vie super affollate che affiancano luoghi di meditazione e tranquillità. E proprio tra i grattacieli di Shinjuku, il quartiere più trafficato e frenetico di Tokyo, sorge il santuario Hanazono, che offre un’oasi di silenzio e preghiera nel cuore della metropoli.
Immerso tra incantevoli alberi di ciliegi, questo santuario shintoista è una delle testimonianze del passato di Tokyo: esisteva già prima del 1590, quando Tokugawa Ieyasu arrivò a Edo, ed è uno dei santuari più antichi della città, anche se gli edifici che vedete oggi sono una ricostruzione del 1965; fin dalla sua fondazione ha venerato Inari, divinità della fertilità e del successo economico e per questo vi capiterà di vedere tanti uomini d’affari recarsi in visita al santuario per pregare e fare delle offerte.
Considerata anche la posizione centralissima, tra chi visita il santuario Hanazono ci sono però anche tanti turisti che nella maggioranza dei casi restano molto stupiti nel trovare un tempio in questa cornice moderna. C’è chi lo scopre per caso e chi invece lo cerca, ma ciascuno di loro prova la stessa sensazione di quando si trova un tesoro nascosto.
Oltre al tempio principale, che spicca in cima ad una scalinata con il suo bellissimo profilo bianco ricco di dettagli rossi, c’è un piccolo altare che si raggiunge percorrendo un tunnel di torii rossi circondato dagli alberi. Quel piccolo altare è l’Itoku Inari, dove si prega per l’armonia di coppia, per avere figli e per trovare l’anima gemella: è il motivo per cui in mezzo ai torii vedete soprattutto ragazze giovani.
A sorvegliarlo c’è una coppia di volpi, con la femmina che porta il cucciolo sulla schiena, e dietro la targa con il nome, appoggiato su due cuscini viola, spunta un simbolo fallico di legno che spiega bene il tipo di preghiere che si fanno qui.
Quando siete in zona vi consiglio di rifugiarvi al santuario Hanazono per concedervi una pausa dopo una passeggiata tra le vie animate di Shinjuku e magari curiosare tra le bancarelle di oggetti d’antiquariato e accessori che vengono allestite ogni domenica in occasione del mercatino settimanale. Verso sera, quando la luce del tramonto colora di rosso il cielo di Tokyo, il santuario assume ancora più fascino e mistero, con un silenzio surreale, mentre le stradine del quartiere a luci rosse Kabukicho, famoso per i suoi bar, ristoranti e locali notturni si fanno più animate sotto le colorate luci al neon delle insegne.
Poco distante dall’edificio principale c’è il Geino Asama Jinja, un piccolo santuario dedicato al mondo dello spettacolo: attori, cantanti e comici vengono a pregare qui prima di un debutto e i loro nomi restano scritti sulle targhe di legno allineate lungo la recinzione, divertenti da leggere anche solo per il gusto di riconoscere qualcuno.
Accanto trovate la stele con i versi di una celebre canzone di Keiko Fuji, cantante di enka e madre di Utada Hikaru. Non è un caso: negli anni Sessanta il piazzale del santuario ospitava la tenda rossa del teatro d’avanguardia di Kara Juro, ed è da lì che nasce il legame tra Hanazono e il mondo dello spettacolo. La canzone incisa sulla stele è Keiko no yume wa yoru hiraku, il brano che la rese famosa in tutto il Giappone, ricordato qui a due passi dai vicoli che quelle canzoni raccontavano. Il tempietto è invece dedicato a Konohanasakuya-hime, la divinità del monte Fuji legata alla bellezza e alla fioritura dei ciliegi, una protettrice che agli artisti calza a pennello.
Essendo il principale centro di preghiera e meditazione del quartiere, il santuario di Hanazono ospita alcuni dei festival ed eventi religiosi più importanti, tra cui l’annuale Hanazono Jinja Reitaisai.
Il festival annuale del santuario Hanazono si svolge solitamente nell’ultimo weekend di maggio e in questa occasione più di 100 bancarelle e stand di street food invadono l’area intorno all’edificio. Si tratta di uno dei pochi momenti dell’anno in cui l’atmosfera del tempio si avvicina a quella di Shinjuku, con un gran via vai di fedeli e turisti, festeggiamenti e musica. Alla domenica si svolge la processione verso il santuario, con il mikoshi (un piccolo altare) del tempio che viene trasportato in spalle da un gruppo di fedeli. La conclusione del festival solitamente avviene di lunedì, anche se le bancarelle restano solo fino alla domenica sera, perciò se ne avete l’opportunità vi consiglio di visitare il tempio durante il weekend. La processione però cambia ogni anno. Negli anni pari escono i due mikoshi del santuario, quello principale e il Raiden, aperti da un carro con la testa di leone e i musicisti; negli anni dispari tocca invece agli otto mikoshi dei quartieri legati a Hanazono, che si radunano tutti insieme e percorrono in corteo Yasukuni-dori, Meiji-dori e Shinjuku-dori.
Se c’è un momento in cui il santuario Hanazono diventa il centro di Shinjuku è novembre, quando ospita il Tori no Ichi, il mercato dei rastrelli portafortuna che si tiene nei giorni del gallo del calendario tradizionale, di solito due o tre volte nel mese. È uno dei tre più importanti del Kanto e richiama centinaia di migliaia di persone: il recinto si riempie di bancarelle di kumade, i rastrelli decorati che commercianti e proprietari di locali comprano per attirare la fortuna, e a ogni acquisto i venditori battono le mani a ritmo per benedire l’affare.
Andateci dopo il tramonto, quando la luce di circa mille lanterne appese sopra la testa cambia completamente l’atmosfera. In quei giorni compare anche il misemono koya, il tendone del baraccone da fiera con i suoi spettacoli bizzarri: ne sono rimasti pochissimi in tutto il Giappone ed è uno dei motivi per cui i giapponesi vengono qui.
Il santuario è a due passi dalla stazione di Shinjuku-sanchome: uscendo dalla E2 vi ritrovate praticamente davanti all'ingresso principale su Yasukuni-dori, riconoscibile per il grande torii rosso.
Se arrivate dalla stazione di Shinjuku prendete l'uscita est e camminate una decina di minuti verso nord-est.
Sul retro c'è un secondo ingresso dal lato di Golden Gai, comodissimo se state gironzolando per Kabukicho, ma si sale solo con una scalinata: con un passeggino o con poca voglia di gradini conviene entrare da Yasukuni-dori o da Meiji-dori.
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Santuario Hanazono
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).