MOA Museum of Art – Atami

A poco meno di un’ora di treno da Tokyo, Atami è una delle mete di villeggiatura preferite dagli abitanti della grande metropoli, apprezzata per il mare, gli onsen e un ricco patrimonio artistico. In questa cornice si inserisce il MOA Museum of Art, inaugurato nel 1982 per promuovere l’arte giapponese nel mondo e tra la comunità locale, coinvolta con un vasto programma di attività che spinge adulti e bambini a esprimersi attraverso varie forme artistiche, dal disegno al teatro fino alle decorazioni floreali.
La ristrutturazione ha lasciato uno splendido mix di materiali tradizionali e architettura contemporanea. Raggiungibile in breve tempo dalla stazione di Atami, è una tappa che vi consiglio per apprezzare l’arte e le tradizioni giapponesi.

Visitare il museo

Cuore del museo è la sua vasta collezione di opere, che include circa 3.500 pezzi, tra cui potrete ammirare dipinti, opere di calligrafia, sculture e oggetti artigianali di vario genere, ceramiche, tessuti e tanto altro. La collezione si concentra principalmente sui capolavori giapponesi e dell’Asia orientale, includendo anche opere di inestimabile valore, dichiarate parte del Tesoro Nazionale, tra cui il dipinto dell’artista giapponese Ogata Korin “Pruni Rossi e Bianchi” risalente al periodo Edo. Le opere derivano in parte dalla collezione privata di Okada Mokichi un grande appassionato e collezionista d’arte che visse tra il 1882 e il 1955. Attenzione però: i Pruni Rossi e Bianchi non restano esposti tutto l’anno. Il museo li tira fuori per poche settimane, di solito tra fine gennaio e inizio marzo, in coincidenza con la fioritura dei pruni in giardino, e in quell’occasione li affianca agli altri due Tesori Nazionali della collezione: la giara da tè decorata con i glicini di Nonomura Ninsei e l’album di calligrafie Kanbokujo.

Alla collezione si aggiungono le mostre temporanee, che mettono in luce artisti giapponesi moderni o del passato o che fanno parte di programmi educativi sviluppati in collaborazione con le scuole. È il caso ad esempio della Children’s Art Exhibition, un’esposizione che mette in mostra disegni e opere calligrafiche di bimbi giapponesi. Questo non è l’unico programma rivolto ai bambini: il museo infatti organizza lezioni sull’arte per le scuole e ha un proprio coro di canto. Non mancano corsi rivolti anche agli adulti, con il MOA Kohrinka Club che organizza lezioni singole e corsi completi per imparare a creare decorazioni floreali.

Il fiore all’occhiello del museo è però il bellissimo giardino in stile giapponese, dove si godono splendide viste dall’alto sull’oceano. Il giardino è arricchito da azalee e ciliegi che fioriscono in primavera e ospita una sala da tè e un teatro noh. Questi due luoghi permettono di promuovere alcuni aspetti della cultura giapponese ai visitatori stranieri attraverso l’organizzazione di spettacoli teatrali e cerimonie del tè.

Scale mobili, caleidoscopio e vista sulla baia

Una delle cose che si ricordano di più del MOA non è un’opera, ma il modo in cui ci si arriva. Dall’ingresso si sale dentro la collina lungo una catena di scale mobili chiusa in un tunnel di circa 200 metri, illuminato da luci che cambiano colore.
A metà percorso si sbuca in una sala circolare, con il pavimento in marmi di sei paesi diversi e una cupola su cui viene proiettato un enorme caleidoscopio, uno dei più grandi al mondo. Poco più su si apre la Moore Square, la terrazza panoramica con le sculture all’aperto da cui si abbraccia tutta la baia di Sagami.

Anche le sale espositive sono parte dello spettacolo: pareti scure e vetri a bassissimo riflesso fanno quasi sparire le teche e lasciano tutta la scena alle opere.

Ristoranti e caffè

Se volete fare una pausa caffè o una sosta per il pranzo durante la visita, il MOA offre varie alternative che soddisfano i gusti di tutti. Il moderno café nella lobby offre splendide viste sul mare, ma se preferite il tè optate per la sala da tè del museo, dove sorseggiare del tè matcha accompagnato da un buon assortimento di dolci tipici.   In quanto alla proposta gastronomica troverete il ristorante giapponese “Hana-no-Chaya”, che propone un menù tipicamente tradizionale, con anche proposte dolci, e un ristorante specializzato in soba, il “Soba no Bo”. Il ristorante Au Mirador, invece, propone una cucina fusion francese-giapponese.

Come arrivare

Il museo sta arroccato sulla collina sopra Atami, quindi il modo più semplice per arrivarci è il bus. Dalla stazione di Atami scendete al terminal degli autobus e cercate la piazzola numero 8: da lì parte la linea diretta al museo, sono circa 7 minuti di salita e si scende al capolinea, proprio davanti all'ingresso.
In taxi dalla stazione ci vogliono pochi minuti, mentre salire a piedi dal centro è possibile ma decisamente faticoso.

Informazioni utili

Nome: MOA Museum of Art – Atami
Orario: Lunedì - Mercoledì: dalle 9:30 alle 16:30; Giovedì: chiuso; Venerdì - Domenica: dalle 9:30 alle 16:30
Costo a persona: Adulti: 2.000 yen - Studenti superiori e universitari: 1.400 yen - Fino alle medie: gratis
Durata visita: Vi indico 2 ore per le gallerie principali; considerate 3,5 ore se volete visitare anche il giardino e la casa del tè.
Giorni di chiusura: Qualche giorno di chiusura extra durante i cambi di allestimento tra una mostra e l'altra: se il museo è il motivo del vostro viaggio ad Atami, controllate il calendario sul sito ufficiale.
Consigli utili: Non fermatevi alle gallerie: nel giardino trovate la ricostruzione della casa di Ogata Korin, dove si pensa abbia dipinto il capolavoro conservato qui, e la riproduzione della sala da tè dorata di Toyotomi Hideyoshi. Sono due chicche che in tanti si perdono.
Trasporti:
  • Stazione di Atami (JR Tokaido Shinkansen, JR Tokaido, JR Ito): terminal bus, piazzola 8
  • Bus per MOA Bijutsukan: capolinea davanti all'ingresso, 200 yen a corsa
Indirizzo: 26-2 Momoyamachō, Atami, Shizuoka 413-8511, Japan
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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