Molte persone si spostano sulle scale mobili all'interno di una moderna struttura tubolare di transito in Giappone.

Scale mobili in Giappone

Le scale mobili in Giappone hanno una regola non scritta che quasi tutti seguono senza pensarci: ci si mette in fila su un lato e si lascia libero l’altro.

Sembra una banalità, invece è una delle prime cose che si notano appena si arriva, e cambia da città a città.

Ve lo dico subito perché è utile saperlo prima di infilarsi in una stazione affollata come Shinjuku o Umeda: qui il modo in cui si sta su una scala mobile è quasi un codice, e sbagliare lato vi fa sentire subito fuori posto.


Tokyo a sinistra

A Tokyo ci si mette a sinistra e si lascia libero il lato destro. Vale ovunque, dalle stazioni della metropolitana ai grandi centri commerciali, ed è così radicato che le persone si dispongono in colonna sulla sinistra senza guardarsi intorno.

Il lato destro resta vuoto per chi ha fretta e vuole salire o scendere camminando. Se vi fermate sulla destra con la valigia, prima o poi qualcuno dietro di voi aspetta, sospira, magari cambia lato: nessuno vi dirà niente, ma lo sentite.

Il consiglio pratico è semplice: appena salite, spostatevi a sinistra e tenete borse e trolley vicini, senza farli sporgere. In una stazione piena all’ora di punta questa cosa scorre da sola, quasi ipnotica, con due file nettissime.

Osaka a destra

A Osaka è tutto ribaltato: ci si sta a destra e si lascia libera la sinistra. È l’unica grande zona del Giappone che va contro lo standard nazionale, e per chi arriva da Tokyo è spiazzante il primo giorno.

Sul perché girano diverse spiegazioni, e nessuna è certa.

La più raccontata lega l’abitudine all’Expo di Osaka del 1970: con tanti visitatori stranieri arrivati in città, in molti collegano l’inizio di questa usanza a quel periodo, per adeguarsi a chi era abituato a stare sull’altro lato. Un’altra versione la fa risalire a qualche anno prima, agli annunci in stazione che invitavano a tenersi da un lato e lasciare spazio a chi camminava.

Quale che sia l’origine, il risultato è che Osaka ha la sua regola e se la tiene stretta. Io onestamente la trovo una delle cose più simpatiche del Kansai: appena scendete dal treno vi accorgete di essere in un’altra città anche solo da come la gente si dispone.

E Kyoto?

Kyoto è la zona grigia, e qui la risposta onesta è: dipende. Non c’è un lato unico che valga sempre, e capita spesso di vedere file un po’ miste.

Kyoto è piena di turisti e pendolari che si muovono tra Osaka e altre città, quindi le due abitudini si mescolano.

Il mio consiglio è di non impuntarvi su una regola fissa: guardate come si mette la persona davanti e fate uguale. Vale in generale per tutto il Giappone, ma a Kyoto è proprio il modo migliore per non sbagliare.

Numerose persone camminano lungo una scala all'interno di un passaggio pubblico nella folla Harajuku Tokyo, in Giappone.
Folla intensa sulle scale della stazione di Harajuku a Tokyo
Una scala mobile giappone si sviluppa in verticale tra pareti in cemento e metallo all'interno di un edificio in Giappone.
Prospettiva geometrica lungo una scala mobile giappone in Giappone

Guardate cosa fanno gli altri

Questa è la regola d’oro che vi risolve ogni dubbio, in qualsiasi città vi troviate. Non serve ricordare a memoria destra o sinistra: basta un’occhiata alla fila davanti a voi e vi allineate.

Le abitudini cambiano più del previsto, e non solo tra Tokyo e Osaka.

  • Nelle grandi città: lo schema è netto e le file si formano da sole, quindi vi basta accodarvi.
  • In città più piccole: la cosa è molto più rilassata, e spesso la gente sta ferma su entrambi i lati.
  • Nelle stazioni turistiche: troverete un po’ di tutto e nessuno ci fa troppo caso.

Insomma, non fatevi ansia. Osservate e copiate, ed è impossibile sbagliare in modo grave.

La regola vera: fermi

Qui arriva la parte che quasi nessuno si aspetta. Camminare sulle scale mobili, per quanto normalissimo agli occhi di tutti, in realtà andrebbe evitato: la raccomandazione ufficiale è di stare fermi e non camminare.

Il motivo è concreto e ha a che fare con la sicurezza. Camminando o correndo sui gradini in movimento capitano più incidenti: gente che perde l’equilibrio, che urta chi sta davanti, borse e trolley che si incastrano o fanno inciampare qualcuno.

Per questo in tante stazioni, aeroporti e centri commerciali trovate cartelli e annunci che invitano a tenere la mano sul corrimano e a non camminare. In alcune città si è arrivati a chiedere apertamente di stare fermi su entrambi i lati, con squadre di persone in pettorina colorata vicino alle scale che lo ricordano con gentilezza, senza multe né sanzioni.

Il paradosso è che questa raccomandazione va contro l’abitudine di lasciare un lato libero. Se tutti stanno fermi, il lato per camminare non serve più, e questo è proprio il senso della cosa.

Una lunga scala mobile giappone in Giappone trasporta diverse persone su più livelli all'interno di un edificio.
Flusso di persone su una lunga scala mobile giappone in Giappone
Una folla di persone cammina davanti all'ingresso della stazione Harajuku a Tokyo, in Giappone.
Folla di pendolari davanti alla stazione Harajuku a Tokyo, in Giappone

Perché lo fanno lo stesso

Detto tutto questo, la realtà è che i giapponesi continuano a camminare sulle scale mobili. Il lato libero resta libero, e chi ha fretta lo usa esattamente come prima.

Il motivo è semplicissimo: è comodo. Nelle stazioni enormi, con corridoi lunghi e coincidenze da prendere al volo, salire camminando fa risparmiare tempo prezioso, e per chi fa avanti e indietro ogni giorno è un’abitudine difficile da togliere.

C’è anche un fatto di pressione sociale al contrario: se tenete occupato il lato del passaggio, sentite subito la fila che si accumula dietro. Così, anche chi vorrebbe stare fermo tende a spostarsi per non intralciare. È una di quelle regole che tutti conoscono ma pochi rispettano fino in fondo, e secondo me ci vorranno anni prima che l’abitudine cambi davvero.

La mia disavventura

Sul tenere la valigia con le mani ho una lezione imparata sulla mia pelle, e ve la racconto perché non capiti anche a voi. Gli avvisi di tenere sempre ben salda la valigia li avevo letti mille volte, ma non ci avevo mai fatto troppo caso: uno di quei consigli che dai per scontati.

Poi un giorno, a Shiodome, volevo dare un’occhiata allo smartphone e ho lasciato andare la valigia per un attimo. E la valigia è caduta giù per le scale mobili! La scala era lunghissima e per fortuna non c’era nessun altro, ma mentre la vedevo scivolare a velocità supersonica verso il fondo ho pensato solo una cosa: “se laggiù passa qualcuno lo ammazzo!”. Ero nel panico più totale, e per pura fortuna non ha colpito nessuno.

Da quel giorno ho capito che sulle scale mobili la valigia va tenuta sempre ben stretta, senza distrazioni, punto e basta.

Cosa faccio io

Nella pratica di tutti i giorni mi comporto così, e vi consiglio di fare lo stesso perché vi toglie ogni imbarazzo. Mi metto sul lato giusto della città in cui sono, lascio libero l’altro e tengo la mano sul corrimano.

Se ho una valigia grande la tengo davanti a me, ferma, e non provo a camminare: con un trolley pesante camminare su una scala mobile è proprio il modo migliore per far cadere qualcosa.

Poche cose da tenere a mente e siete a posto:

  • Sul lato fermo: restate immobili e non bloccate quello di passaggio.
  • Tenetevi al corrimano: soprattutto con borse o zaini pesanti.
  • Con bambini piccoli: teneteli per mano, un gradino solo.
  • Con molti bagagli: cercate l’ascensore, vi evita di intralciare.

Vale la pena badarci?

Sì, ma senza farne un dramma. Non è una prova d’esame e nessuno vi giudicherà davvero se sbagliate lato una volta appena arrivati.

È più una questione di scivolare dentro il ritmo del posto senza creare intoppi.

A me piace proprio perché è uno di quei piccoli dettagli che raccontano tantissimo di come funziona il Giappone: una regola condivisa, seguita in silenzio, che cambia da città a città e che quasi nessuno ha mai dovuto spiegare a voce. Voi da che lato vi mettereste, a Tokyo o a Osaka?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).